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Venerdì, 28 Agosto 2026 17:57

L’attuale contesto internazionale

Partendo dalla impossibilità di proseguire la guerra aperta contro l’Iran, analizziamo più in generale la crisi generale del sistema e lo svilupparsi di forze alternative di sinistra negli Usa. Al contrario la Cina subisce l’aggressività dell’imperialismo statunitense, ma ciò rafforza la sua capacità di egemonia a livello internazionale. La Russia è indebolita dalla guerra ma, al contempo, grazie a essa ha ricostruito una capacità politico-militare in grado di renderla di nuovo alternativa all’imperialismo occidentale.

Sabato, 15 Agosto 2026 09:50

Come riaprire la partita politica in Italia?

Allo stato attuale le carte nella campagna elettorale le dà tutte la destra. Le cose potrebbero iniziare a modificarsi se Schierarsi e Agorà costringessero il Campo largo a dire qualcosa di sinistra. Ma per un reale cambiamento ci vorrebbe un grande movimento dal basso che spazzi via l’attuale classe dirigente e rifondi la vita politica a partire dall’attuazione della Costituzione.

La lunga transizione in cui la vecchia società feudale è in putrefazione, ma la moderna società borghese stenta ancora a nascere, producono fenomeni morbosi, come il distopico tentativo di ricostruire un impero universale su basi cristiane. Punto di caduta di questo grande scontro fra due modi di produzione è lo Stato feudale tendenzialmente assolutistico. D’altra parte lo spirito del capitalismo continua ad affermarsi mediante la libertà dei moderni, alla quale dà un importante contributo il calvinismo.

Cosa è più utopistico? Porre fine alla guerra imperialista sostenendo una parte in conflitto, cioè il reale aggredito o il più progressista? Il pacifismo integralista che si batte per la fine della guerra senza vinti né vincitori, senza partecipare né sabotare? La fraternizzazione fra gli oppressi dei due schieramenti, costretti a farsi la guerra dai rispettivi oppressori? Lasciare reprimere violentemente i tentativi di fraternizzazione o mettere chi usa la violenza, per perpetuare la guerra, in condizioni di non nuocere?

L’imperialismo oscilla fra tre opzioni: il genocidio, la schiavizzazione e il genocidio culturale, funzionale a rendere più produttiva la forza-lavoro asservita

La crisi della società capitalista la rende sempre più aggressiva. Ma come un animale ormai ferito a morte tende a reagire in modo sempre più violento e irrazionale. Diviene così sempre più evidente a livello internazionale che per poter svilupparsi cooperando pacificamente bisogna rendere questa belva in grado di non nuocere.

Quinto incontro del corso, di storia e filosofia dell’Università popolare Antonio Gramsci, Controstoria del Rinascimento in una prospettiva marxista: alla conquista del mondo extraeuropeo: colonialismo di insediamento e genocidio.

Videointervista a cura di Renato Caputo per "La città futura".

Venerdì, 17 Luglio 2026 10:00

Come sconfiggere il mito della razza

Analizziamo come le diverse cause odierne dell’immigrazione involontaria e del razzismo siano da rinvenire nel capitalismo. Di conseguenza per farla finita con la leggenda nera delle razze, funzionale alla guerra fra poveri e contro i poveri, e affinché nessuno sia più costretto o indotto con false promesse a emigrare lottiamo per la rivoluzione in occidente.

Con il saggista, giornalista e militante no war, analizziamo le dinamiche dei conflitti internazionali, le responsabilità dell'imperialismo italiano, le pesanti ricadute sulle condizioni di vita dei ceti subalterni e le ragioni della crisi della sinistra.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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