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L’imperialismo oscilla fra tre opzioni: il genocidio, la schiavizzazione e il genocidio culturale, funzionale a rendere più produttiva la forza-lavoro asservita

Cosa è più utopistico? Porre fine alla guerra imperialista sostenendo una parte in conflitto, cioè il reale aggredito o il più progressista? Il pacifismo integralista che si batte per la fine della guerra senza vinti né vincitori, senza partecipare né sabotare? La fraternizzazione fra gli oppressi dei due schieramenti, costretti a farsi la guerra dai rispettivi oppressori? Lasciare reprimere violentemente i tentativi di fraternizzazione o mettere chi usa la violenza, per perpetuare la guerra, in condizioni di non nuocere?

La crisi della società capitalista la rende sempre più aggressiva. Ma come un animale ormai ferito a morte tende a reagire in modo sempre più violento e irrazionale. Diviene così sempre più evidente a livello internazionale che per poter svilupparsi cooperando pacificamente bisogna rendere questa belva in grado di non nuocere.

Quinto incontro del corso, di storia e filosofia dell’Università popolare Antonio Gramsci, Controstoria del Rinascimento in una prospettiva marxista: alla conquista del mondo extraeuropeo: colonialismo di insediamento e genocidio.

Videointervista a cura di Renato Caputo per "La città futura".

Venerdì, 17 Luglio 2026 10:00

Come sconfiggere il mito della razza

Analizziamo come le diverse cause odierne dell’immigrazione involontaria e del razzismo siano da rinvenire nel capitalismo. Di conseguenza per farla finita con la leggenda nera delle razze, funzionale alla guerra fra poveri e contro i poveri, e affinché nessuno sia più costretto o indotto con false promesse a emigrare lottiamo per la rivoluzione in occidente.

Con il saggista, giornalista e militante no war, analizziamo le dinamiche dei conflitti internazionali, le responsabilità dell'imperialismo italiano, le pesanti ricadute sulle condizioni di vita dei ceti subalterni e le ragioni della crisi della sinistra.

Venerdì, 03 Luglio 2026 18:42

I comunisti e il multipolarismo

Affrontata la complessità e la contraddittorietà del multipolarismo, in un mondo dominato dal capitalismo, che comporta tendenzialmente la guerra imperialista, ai comunisti non resta che contrastare quest’ultima, al contempo attrezzandosi per trasformarla in una guerra sociale rivoluzionaria

Perché pur essendo sempre più coscienti che siamo sempre più nell’epoca della guerra imperialistica, si tende costantemente a dimenticare che proprio tale età sia al contempo - in quanto il reale è in se stesso contraddittorio - l’era in cui la rivoluzione socialista può e, quindi, deve essere realizzata.

La Saldatura strategica dell'Asse Eurasiatico e il tramonto dell'unipolarismo Occidentale.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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