Economia e Lavoro

Un bilancio della battaglia referendaria e di una battaglia andata perduta per eccessiva fiducia nelle istituzioni.

Perché i comunisti e i sinceri progressisti devono attivarsi e sostenere il secondo documento congressuale, “Le radici del sindacato”.

L’Inps certifica eccessive sperequazioni salariali ai danni dei giovani lavoratori. La causa è riconducibile principalmente alla precarizzazione del lavoro.

Arrestati nei giorni scorsi delegati e dirigenti Sicobas e Usb della logistica con accuse pesantissime che equiparano la lotta e il conflitto di classe a una vera e propria associazione a delinquere.

Perdita del potere di acquisto, salari che aumentano meno del costo della vita e precarietà diffusa. L'autunno di un governo asservito ai poteri forti militari ed economici

La perdita della sicurezza del posto di lavoro toglie la possibilità di progettare a lungo termine, implementando il senso di smarrimento e la paura per il futuro

Il taglio del Cuneo fiscale è di destra perché, in assenza di un fisco più equo, riduce gli spazi della socialità a vantaggio di quelli del mercato e peggiora i conti pubblici. Al di là del riparto teorico dei benefici immediati, ci guadagnerà solo il capitale.

Diversi studi hanno mostrato le problematiche, a partire dai rischi per la salute dei lavoratori, legati alle nuove forme di organizzazione del lavoro: un'occupazione precaria aumenta la sensazione di insicurezza e marginalità, provocando l'incremento di stress e preoccupazione, con rischi per la salute molto gravi.

La radice dell'inflazione e della nuova grave recessione che si annuncia sta nelle politiche imperialistiche. Occorre intrecciare le lotte contro l'imperialismo con il conflitto sociale. Per questo serve l'unità dei comunisti.

La causa delle dimissioni dal lavoro non è reddito di cittadinanza ma l’alto tasso di sfruttamento che rende invivibili le condizioni di lavoro. I contratti di lavoro a perdere hanno reso possibile questa situazione.

Assenza di autonomia in politica estera e disastri in materia di lavoro e previdenza, questi i risultati del governo Draghi e delle politiche unidirezionali a favore dei profitti di impresa.

Proviamo a confutare la vulgata ufficiale su occupazione femminile, giovanile e precarietà. Gli sgravi fiscali, le decontribuzioni ecc. concorrono a ridurre il costo del lavoro e ad aumentare i profitti, non l’occupazione.

Da un recente rapporto Ugl Censis traiamo spunto per non cadere nella trappola padronale

Confindustria spiega come superare la crisi in corso e le soluzioni annunciano tagli ai salari e la contrazione dei diritti sociali. Saranno lavoratrici e lavoratori a pagare i costi della guerra.

La responsabilità della perdita salariale non è attribuibile solo ai contratti pirata siglati da sindacati di comodo

Quando lo stato di emergenza vale solo per adottare provvedimenti repressivi.

Perché nessuno parla di cancellare il codice Ipca? Per gli stessi motivi per i quali il sistema contributivo continua a essere il faro guida della previdenza con un calcolo che fa perdere ai pensionati potere di acquisto. E così i futuri assegni previdenziali saranno di poco superiori alla metà dell’ultimo stipendio, una autentica miseria senza contare che usciremo dal mondo lavorativo alle soglie dei 70 anni di età.

Le contraddizioni del dibattito accademico sulle disuguaglianze. La Bussola europea e il neokeynesimo di guerra della Ue.

I danni delle sanzioni dure senza precedenti contro la Russia e della corsa al riarmo saranno patiti anche dall’Occidente. Si profilano tempi duri per i lavoratori. È indispensabile la ricostruzione di un’opposizione e di un blocco sociale in grado di contrastare le scelte del governo.

A salari da fame corrisponderanno pensioni....

Resoconto di un’assemblea di lavoratori davanti allo stabilimento Vitesco di Pisa. Il tema è il Green Pass, ma c’è aria di conflitto sui temi del lavoro in generale.

La pandemia ha determinato l’allentamento delle politiche di austerità ma non a vantaggio dei lavoratori. L’inflazione sta falcidiando i loro redditi e non esistono progetti in grado di rispondere efficacemente a questo dramma. Occorre costruire piattaforme avanzate di rivendicazioni.

Il Pnrr ci concede il “privilegio” di poterci indebitare pesantemente. Le contropartite di questo privilegio sono altrettanto pesanti condizionalità, di modo che i soldi siano utilizzati per approfondire il carattere liberista della nostra politica economica in tema di appalti, scuola, sanità e lavoro.

Sempre più lavoratori sono poveri e indebitati a causa dei bassi salari, della precarietà, del part-time involontario, dei contratti truffa, della dinamica salariale spinta verso il basso dalle privatizzazioni e del rincaro di tariffe e beni essenziali.

Secondo l’ultimo rapporto Oxfam, nel corso della pandemia si sono ampliate notevolmente le disuguaglianze. A farne maggiormente le spese, sia in termini di reddito sia di decessi, sono le fasce sociali emarginate, i popoli più poveri e le donne. I ricchi diventano sempre più ricchi.

Lo stato di subalternità dell’istruzione rispetto alle esigenze del prodotto interno lordo e del profitto a breve termine nelle priorità politiche del governo Draghi

A latere di una assemblea pubblica contro i licenziamenti abbiamo raccolto alcune testimonianze di ordinaria violenza padronale e repressione nei luoghi di lavoro.

Rimosso “in zona Cesarini” il tetto stipendiale dei dirigenti della pubblica amministrazione. Il Governo dei Migliori regala soldi ai redditi elevati.

Cancellazione della Fornero, progressività delle tassazioni, aumento delle aliquote fiscali, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e reddito minimo. Ecco il programma minimo per contrapporsi al governo Draghi.

Il governo interviene sulle delocalizzazioni, ma per peggiorare le cose. Manca il ruolo dello Stato e il suo indirizzo e controllo sull’economia. Tornano in epoca pandemica gli spettri del neoliberismo.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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