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Osservatorio sul mondo che cambia: Iran, Ucraina e Mali nello scontro tra potenze
Dallo Stretto di Hormuz al Sahel, le tensioni tra grandi potenze stanno trasformando crisi regionali in un confronto globale sempre più esteso. L’analisi dei nuovi equilibri geopolitici tra guerre indirette, controllo delle rotte strategiche e rivalità internazionali.
Il grande gioco nel Sahel tra sovranità, ostaggi e nuovi alleati
Il Sahel è al centro di una complessa competizione geopolitica tra Stati Uniti e Russia, che le giovani repubbliche della regione (Mali, Niger, Burkina Faso) sfruttano per affermare la propria sovranità. Gli USA, spinti da necessità operative come il rapimento di un pilota, adottano un approccio pragmatico con sanzioni revocate e diplomazia flessibile. La Russia offre sicurezza e sostegno incondizionato in cambio di risorse, posizionandosi come garante dell’autodeterminazione. I governi locali rifiutano condizionalità occidentali, giocano abilmente tra le potenze e usano la rivalità per massimizzare autonomia e vantaggi strategici.
Osservatorio sul mondo che cambia: dai fronti del Sahel a Hormuz, la III guerra mondiale che avanza
Nella nuova puntata dell’“Osservatorio sul mondo che cambia”, il professor Orazio Di Mauro analizza l’intreccio sempre più stretto tra i principali conflitti internazionali, delineando uno scenario che assume i contorni di una guerra mondiale frammentata ma in continua espansione.
Nuovi equilibri e futuri scenari
La logica del capitalismo dietro l’aggressione all’Iran
La video intervista a Domenico Moro analizza le fondamenta strutturali ed economiche dell’imperialismo statunitense in Medio Oriente, evidenziando il ruolo del petrodollaro, dell’industria militare e delle dinamiche geopolitiche. Vengono inoltre esaminate le ripercussioni economiche globali e le trasformazioni nei rapporti di forza tra le grandi potenze.
Osservatorio sul mondo che cambia: tra missili e petrolio, il Medio Oriente apre nuovi fronti
L’escalation militare si estende dal Golfo al Levante, mentre lo scontro per il controllo delle rotte energetiche e dei nodi strategici ridisegna il conflitto: tra pressione militare, guerra economica e fronti che si moltiplicano, il Medio Oriente entra in una fase sempre più instabile e difficilmente contenibile.
Iran, strategie della nuova guerra
L’escalation in Iran quale frutto della crisi dell’egemonia economica e geopolitica degli Stati Uniti e del sistema dei petrodollari, Israele e gli USA impegnati a mantenere il proprio dominio attraverso la forza bruta e la destabilizzazione regionale: in questo scenario, il rischio principale è una crisi energetica globale – legata soprattutto allo stretto di Hormuz – che potrebbe innescare gravi conseguenze economiche, politiche e sociali, in particolare in Europa.
Osservatorio sul mondo che cambia: analisi della guerra in Iran e il rischio di un conflitto globale
L’offensiva aerea di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, la risposta con missili e droni e la tensione nello Stretto di Hormuz aprono uno scenario di escalation che coinvolge Israele, le monarchie del Golfo e le basi occidentali nella regione, con ripercussioni strategiche ed energetiche globali.
Osservatorio sul mondo che cambia: linee di frattura e teatri di guerra dall’Ucraina al Golfo
Dallo stallo operativo in Ucraina, tra consolidamento russo e nodo strategico di Zaporizhzhia, alla pressione navale statunitense nel Mediterraneo in funzione anti-iraniana, fino alle tensioni tra Afghanistan e Pakistan: l’analisi ricostruisce un unico arco di crisi che dall’Europa orientale al Golfo Persico ridefinisce equilibri militari, alleanze e margini di escalation tra le grandi potenze.
Osservatorio sul mondo che cambia: Iran nel mirino, Ucraina al collasso energetico
Mentre Washington intensifica la pressione militare su Teheran e valuta nuovi scenari di escalation, sul fronte orientale la guerra in Ucraina entra in una fase di logoramento sempre più segnata dalla crisi energetica e dalle difficoltà strutturali di Kiev. L’analisi mette in luce i rischi di un allargamento delle tensioni globali e gli equilibri sempre più instabili tra le grandi potenze.