Tra diplomazia informale, accordi opachi e uso selettivo della forza, il Forum di Davos emerge come luogo decisionale centrale, mentre l’Europa arretra, la NATO si piega agli interessi statunitensi e il diritto internazionale viene progressivamente svuotato.

La conferenza stampa del governo, una sola dopo un anno, con domande impacchettate e senza diritto di replica. Perché i “giornalisti” accettano queste condizioni?

L’articolo tratta del recente attacco informatico contro la rete iraniana per favorire la rivolta dei dissidenti guidati da Cia e Mossad, come è avvenuto, come è stato fermato e come l’Iran seguendo i consigli russi e i propri ingegneri è riuscita a mantenere la sicurezza delle comunicazioni digitali messa in pericolo dagli attacchi occidentali.

La tragedia di capodanno a Crans Montana, con vittime giovanissime e provenienti da agiate famiglie, mostra come la logica capitalistica del risparmio sulla sicurezza o sulla manutenzione per gonfiare il profitto non guarda in faccia nessuno.

Nel gennaio 2026, il XIV Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam (PCV) inaugura un nuovo ciclo politico nel segno della crescita, della modernizzazione e della coesione sociale. Ma il Congresso proietta anche un messaggio esterno: il Vietnam intende essere un attore di pace, coerente con la Carta ONU e con il sostegno storico alla Palestina.

Venerdì, 23 Gennaio 2026 15:27

Recensioni di classe 71

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Un grande film politico: Io sono ancora qui, un classico immortale: I sette samurai, un nuovo grande film di Bong Joon-ho: Michey 17, un film che lascia molto su cui riflettere: Sotto le foglie, un buon film politicamente corretto: Conclave, la versione restaurata di un grande classico: Blade runner (the final cut), un manga grande e terribile: La tomba delle lucciole, un notevole film di animazione: Flow, un film godibili: La gaza ladra e due film deludenti: L’abbaglio e Shoshana.

Venerdì, 23 Gennaio 2026 15:20

Non è un docufilm!

Antonio Angelino, sindaco di Caivano, ha espresso “delusione” sulla fiction “La Preside” andata in onda lunedì 12 gennaio su Rai 1. Si chiede un dibattito in modo che si possa conoscere la realtà odierna di questa città.  

Si discute della potenza militare americana che apparentemente si presenta come illimitata. Nella realtà questa potenza che appare illimitata è autoridotta da limiti industriali e produttivi di quella che è ancora una superpotenza, ma deve fare i conti con le problematiche di una riduzione della produzione. 

Dalle mire statunitensi sulla Groenlandia alla fragilità politica della NATO, dalla carenza di arsenali occidentali all’improbabilità di un attacco all’Iran, l’analisi mette a nudo i limiti strategici dell’Occidente, il ruolo subalterno dell’Europa e le trattative riservate che ridisegnano gli equilibri globali.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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