Nella nuova puntata dell’Osservatorio sul mondo che cambia, il professor Orazio Di Mauro propone una lettura complessiva delle attuali dinamiche geopolitiche, sostenendo che il moltiplicarsi dei fronti di guerra stia avvicinando il mondo a una soglia di conflitto globale. L’analisi si apre con il caso del presunto rapimento del presidente venezuelano Nicolás Maduro, interpretato come una classica operazione statunitense di eliminazione dei leader ostili. Di Mauro ricostruisce l’episodio soffermandosi sull’uccisione della scorta cubana e sulle implicazioni politiche ed economiche dell’operazione, collegandola alla strategia americana di controllo delle risorse energetiche venezuelane per colpire indirettamente la Cina. In questo quadro, il Venezuela e l’Iran vengono letti come tasselli centrali di una partita energetica globale che potrebbe trasformare gli Stati Uniti nel perno dominante del mercato petrolifero mondiale. L’attenzione si sposta poi su un incidente navale che ha coinvolto una petroliera definita “russa”, interpretato non come un’escalation incontrollata ma come il segnale di un accordo tacito tra Washington e Mosca in funzione anticinese. Su questa linea si inserisce anche la questione della Groenlandia, descritta non come mossa anti-russa bensì come elemento chiave di una spartizione strategica dell’Artico tra Stati Uniti e Russia, finalizzata a escludere Pechino dalle nuove rotte e dalle risorse minerarie. La centralità della base di Pituffik e dei sistemi di allerta contro i missili ipersonici rafforza l’idea di una competizione globale regolata più da equilibri concordati che da uno scontro diretto tra le grandi potenze. Sul fronte ucraino, Di Mauro parla di una vera e propria vendetta russa, citando l’uso di missili ipersonici contro infrastrutture energetiche sotterranee e sottolineando le conseguenze drammatiche per la popolazione civile, esposta a un inverno estremo senza risorse. In questo contesto si collocano anche le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, lette come un allineamento alla nuova linea di Trump e come il segnale di un mutamento profondo nella postura italiana ed europea. La puntata si chiude con un richiamo alla tragedia palestinese e al ruolo dell’Iran, denunciando come lo spostamento dell’attenzione mediatica su altri teatri consenta a Israele di proseguire le operazioni militari a Gaza nel silenzio generale.
Osservatorio sul mondo che cambia: USA e Russia si spartiscono il mondo?
Tra interventi mirati, silenzi diplomatici e conflitti apparentemente scollegati, prende forma una nuova architettura dei rapporti internazionali fondata su interessi energetici, controllo delle aree strategiche e contenimento della Cina, mentre l’Europa appare sempre più marginale e priva di una propria autonomia politica.
08/01/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
