Letteratura greca: un nuovo manuale.

Nonostante la cultura umanistica in Italia non abbia attenzione è stato pubblicato un nuovo manuale di letteratura greca per gli studenti universitari ma è ottimo anche per i cultori. 


Letteratura greca: un nuovo manuale.

La letteratura greca è fondamentale per analizzare le testimonianze dei fenomeni di scrittura dell’antica Grecia e della Magna Grecia. Insieme all’archeologia, all’arte e alla storia greca, svolge un ruolo primario per la conoscenza complessiva del mondo antico. La sua funzione principale è descrivere e analizzare i testi che sono giunti fino a noi, relativi alle varie fasi dei generi letterari sviluppatisi nell’arco di quattordici secoli, dai poemi omerici fino a Giustiniano (527-565).

In questa recensione si mettono in evidenza le innovazioni più rilevanti di una pubblicazione classificabile come manuale, ma che rappresenta allo stesso tempo un’innovazione nel campo degli studi classici, in particolare in ambito didattico. Va ricordato che, nella fase attuale, la storia della Grecia e della Magna Grecia e, più in generale, gli studi sul mondo antico – comprese le continue documentazioni archeologiche e artistiche – sono collocati ai margini delle politiche di promozione culturale. Altri settori sono invece al centro dell’attenzione, come purtroppo constatiamo quasi impotenti; un esempio eloquente è quello del riarmo, che non è oggetto diretto di questa analisi e che viene qui solo accennato per evidenziare come, nonostante l’emarginazione strisciante delle discipline umanistiche, per la letteratura greca sia stato pubblicato questo nuovo manuale, peraltro quasi del tutto ignorato dai media.

Confesso che, quando ho avuto notizia di questo manuale – e ringrazio Renzo Tosi che lo ha citato e brevemente commentato sul suo account Facebook [1] – pensavo si trattasse della solita pubblicazione, per così dire, “senza sale”. Per curiosità ho quindi consultato il sito dell’editore Carocci, che lo ha pubblicato, leggendo la presentazione, che riporto di seguito:
“Come ogni letteratura, anche quella greca è continuità e cambiamento, tradizione e innovazione: una storia che comincia con racconti e canti tradizionali e che arriva sino a noi, se è vero che i Greci hanno dato forme e parole alla letteratura occidentale tout court. Questo nuovo manuale di storia della letteratura greca si mostra attento al rapporto tra letteratura e fenomeni storico-culturali, all’evoluzione dei generi, al costante rinnovamento della tradizione culturale ellenica attraverso 14 secoli di ininterrotta autoriflessione. Il testo – adatto anche agli studenti che non abbiano una conoscenza pregressa del greco antico – è scritto con grande chiarezza, ma senza alcun dogmatismo, e con la volontà di trasmettere onestamente, accanto a ciò che è assodato, anche i molti problemi che restano aperti, nella convinzione che la letteratura greca sia patrimonio comune dei cittadini del terzo millennio, nonché scuola di democrazia e di libertà” [2].

Come si può notare, la presentazione – presumibilmente redatta dall’editore – è articolata e significativa. Poiché si tratta di un manuale, e non di un’opera esclusivamente dedicata alle tematiche controverse della letteratura greca, solitamente oggetto di monografie, l’impianto offre un quadro generale della disciplina, ma al tempo stesso presenta le questioni problematiche, evidenziando le fonti. Come dichiarato nella premessa, tali questioni restano aperte e non vengono proposte tesi definitive, poiché la ricerca è tuttora in corso.

Una digressione ha particolarmente attirato la mia attenzione: “adatto anche agli studenti che non abbiano una conoscenza pregressa del greco antico”. Si tratta di una dichiarazione rilevante. Se non avessi avuto familiarità con altre pubblicazioni di questo editore, e quindi con il ruolo che svolge nel panorama editoriale, forse non le avrei attribuito grande importanza. Tuttavia, ho subito pensato che Carocci non avesse inserito tale affermazione solo per aumentare le vendite, ma perché essa rappresenta un obiettivo reale che il manuale intende perseguire.

Considerato che gli studenti privi di conoscenze pregresse del greco antico sono, almeno nelle fasi iniziali, in una condizione non troppo dissimile da quella dei cultori  – soprattutto quando si avvicinano ai nuclei più complessi e rappresentativi della cultura classica e cercano di cogliere le relazioni tra le diverse discipline del mondo antico  – ho ritenuto utile recensire questo manuale. Esso costituisce infatti uno strumento non superficiale per comprendere il quadro dinamico della letteratura greca. Mi auguro che questa recensione possa risultare utile in una fase in cui spesso si promuovono operazioni presentate come culturali ma in realtà prive di contenuti significativi, a tutte le latitudini.

Il prezzo di copertina è di 54 euro e, considerando l’ampiezza e il peso degli argomenti trattati, non risulta eccessivo. Esistono libri che, una volta letti, non si leggono più, e libri come questo manuale, al quale si torna nel tempo se l’interesse per la letteratura greca non è occasionale. Il volume presenta diverse innovazioni: la prima consiste nel fatto che ogni periodo è affidato a un singolo autore. Non si ha quindi un’unica prospettiva complessiva sull’intera letteratura greca, ma punti di vista differenziati e specifici per ciascuna fase, con un evidente vantaggio generale, come ha osservato Renzo Tosi.

L’innovazione più significativa, a mio avviso, è la presentazione del quadro storico non in forma generale, ma calibrata sui singoli periodi dei diversi generi letterari, elemento molto utile per cogliere le relazioni temporali. Il manuale è suddiviso in tre parti.

L’età arcaica comprende, come primo capitolo, il quadro storico che introduce il “racconto”, inteso come narrazione di uno o più eventi, in relazione alla diffusione dei poemi omerici prima della comparsa dei testi scritti. Il racconto orale rappresenta la prima espressione vocale: in sostanza, si trattava di recitazioni che potevano riferirsi anche a racconti precedenti. Seguono le prime testimonianze del greco scritto, che anticipano l’idea di letteratura realizzata dagli aedi e dai rapsodi, dei quali vengono delineati profili e differenze. Si passa poi all’epica, alla lirica e ai problemi aperti della “letteratura” arcaica (pp. 133-153). Il capitolo è particolarmente rilevante perché espone il nucleo delle prime fasi della letteratura greca: nonostante la scrittura fosse già conosciuta da secoli, emerge una società prevalentemente orale/aurale, “basata cioè sulla produzione, la diffusione e la trasmissione di messaggi realizzati dalla bocca e fruiti dalle orecchie”, nella quale anche la comunicazione poetica era principalmente orale.

L’età classica si apre con un capitolo dedicato al quadro storico, che affronta un interrogativo molto discusso: “Quando finì, propriamente, l’età arcaica?”. Al di là delle date convenzionali – come quella della battaglia di Salamina (480 a.C.) – vengono indicati tre eventi fondamentali (p. 157): la caduta di Sardi e del regno lidio di Creso (546 a.C.), le riforme di Clistene e il nuovo assetto politico-territoriale di Atene, e infine le guerre persiane, in particolare la seconda, con la vittoria ateniese di Salamina, che sancì l’inizio dell’impero marittimo ateniese del V secolo a.C., il fatto politico più significativo dell’età classica. Seguono i capitoli dedicati al pensiero filosofico e scientifico, alla storiografia, al teatro e all’arte della parola.

L’età ellenistica e imperiale si apre con un capitolo introduttivo sui nuovi orizzonti culturali (p. 473). Nel paragrafo “L’ellenismo come problema identitario” si propongono riflessioni sul significato storico del periodo, sottolineando come i contatti dei Greci con altre culture precedessero di molto l’impresa di Alessandro Magno. La vera svolta, come si evidenzia, fu la necessità di ridefinire la propria identità. Seguono i capitoli sulla tragedia e la commedia dopo l’età della polis, sulla poesia non drammatica ellenistica, sulla storiografia ellenistica e imperiale, sulla prosa filosofica, scientifica ed erudita, sulla narrativa, la retorica, la critica letteraria, la letteratura giudaico-ellenistica e cristiana, fino alla poesia imperiale e tardoantica.

In 672 pagine sono articolati 15 capitoli. Sono particolarmente apprezzabili la “Cronologia” e la “Bibliografia”, entrambe molto curate, così come le “Principali abbreviazioni”, i “Simboli metrici” e i “Segni diacritici” (pp. 17-19). Importante è anche l’Indice dei nomi e delle opere anonime, oltre all’epilogo “Verso Bisanzio”, che meriterebbe un’analisi a sé, ma che non è possibile sviluppare nello spazio di questa recensione.

Il volume, pubblicato nel luglio 2025, si intitola Storia della letteratura greca. Dalle origini all’età tardoantica. Gli autori sono tre specialisti: Camillo Neri, per l’età arcaica; Enrico Medda, per l’età classica; Enrico Magnelli, per l’età ellenistica e imperiale.

La cultura classica non è per tutti, e sfido a dimostrare il contrario. L’Italia, paese liberista, non garantisce a tutte le classi sociali un accesso pieno né alla fruizione culturale né alla ricerca. Questo impone una riflessione mirata anche su questo manuale. Nella premessa (p. 13) si legge che esso è rivolto a un pubblico che “non intende fermarsi ai dati offerti da una sintesi di storia letteraria, ma è pronto a spingersi oltre, tornando più volte sul manuale come punto non di arrivo, ma di partenza”. È una dichiarazione condivisibile, ma resta evidente la distanza crescente tra studenti universitari e cultori, privi di riferimenti istituzionali e sostenuti solo dalla propria volontà di apprendere.

In questa recensione non si intende rivolgere un appello al corpo docente, ma è necessario evidenziare come l’attuale organizzazione del sistema universitario italiano tenda più a emarginare che a includere, in una fase storica in cui il diritto allo studio, pur essendo costituzionale, non è di fatto garantito a tutti.

L’innovazione di questo manuale è rilevante perché attribuisce alla letteratura greca un nuovo ruolo negli studi classici, evitando impostazioni dogmatiche e rilanciando concretamente la ricerca. Come si legge ancora nella premessa, la scelta di produrre un nuovo manuale non nasce da insoddisfazione verso quelli esistenti, ma dalla volontà di offrire uno strumento aggiornato e originale. L’aggiornamento c’è, per studenti e cultori; la sua efficacia dipenderà però dalla capacità di coinvolgere entrambi.

Per i cultori restano soprattutto i diritti sanciti dalla Costituzione, in particolare l’articolo 33 e il secondo comma dell’articolo 3. Tuttavia, è evidente che lo Stato ha fatto poco per rimuovere gli ostacoli che limitano l’accesso allo studio. In questo contesto, le università dovrebbero almeno impegnarsi ad agevolare i percorsi di studio dei cultori.

Il profilo del cultore impegnato è quello di un cittadino attivo, spesso con percorsi formativi interrotti, che non accetta lo stato delle cose e aspira a cambiarlo. In chiusura, va ricordato che la recente Manovra finanziaria 2026 ha previsto un bonus per le scuole paritarie, segnale di una politica che privilegia il privato. Contrastare questa tendenza è un dovere civile e politico, nel rispetto della Costituzione.

Anche per queste considerazioni, che possono essere condivise o meno, questo manuale rappresenta uno strumento importante, perché contribuisce concretamente a rendere più accessibili gli studi sulla letteratura greca.

Note:

[1] (https://www.facebook.com/renzo.tosi/posts/pfbid0TLEBEMdTC5SWRwPBpbcWrpNtdMuVGiw9jVQV4KkJrBdK6jrBrr4ibNWtsuSJPNphl).

[2] (https://www.carocci.it/prodotto/storia-della-letteratura-greca).

[3] ().

09/01/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

Condividi

L'Autore

Felice di Maro

Pin It

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

Newsletter

Iscrivi alla nostra newsletter per essere sempre aggiornato sulle notizie.

Contattaci: