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Venerdì, 08 Gennaio 2021 22:49

Lukács e l’irrazionalismo

Recensione dell’ultima raccolta di testi lukacsiani elaborata da Antonino Infranca nella quale si analizza la relazione dell’importante filosofo ungherese con due concetti di estrema rilevanza come dialettica e irrazionalismo.

Venerdì, 08 Gennaio 2021 22:45

Le potenzialità della formazione di Hegel

Hegel coglie il limite elitario della rivoluzione culturale illuminista mostrando, con un’attitudine rousseauiana, i lati oscuri del progresso storico prodotto dalla modernità borghese.

Sabato, 12 Dicembre 2020 02:11

Marx e il lavoro estraniato

Nel frammento sul lavoro estraniato emergono aspetti essenziali della metodologia d’indagine marxiana, ovvero la costante relazione fra l’impostazione dialettica e la vocazione empirista.

Sabato, 05 Dicembre 2020 00:02

Hegel e i diligenti anni di Stoccarda

La formazione ginnasiale di Hegel è improntata all’illuminismo e all’ammirazione per la cultura classica, che contrappone ai secoli oscuri del medioevo.

La formazione illuminista del giovane Hegel decisamente opposta a quella concezione “romantica e mistica” che gli attribuiranno diversi interpreti decisamente sopravvalutati.

Domenica, 27 Settembre 2020 13:04

Hegel e il tragico

Il superamento determinato e dialettico da parte del giovane Hegel della tradizione illuminista e kantiana
Si intende mettere in evidenza l’incidenza decisiva che il confronto critico con la filosofia hegeliana, e segnatamente con il suo metodo dialettico, ha avuto nel configurarsi dell’originale marxismo di Lukács
Concludiamo la nostra analitica recensione alla grande e poco considerata opera di Domenico Losurdo: L’ipocondria dell’impolitico.
Sabato, 29 Agosto 2020 21:11

Lo spirito assoluto

Lo spirito assoluto, ovvero lo spirito dell’umanità che ha per oggetto se stessa, si articola nel corso della storia dalla dimensione artistica, attraverso la religiosa per arrivare nel mondo moderno alla propria forma adeguata, ovvero la forma filosofica
Nella sua forma più coerente e radicale la fede nella trascendenza religiosa rende impossibile l’edificazione di un’autentica comunità di citoyens, ed è a sua volta la mancanza di tale comunità a rendere inevitabile il ricorso all’evasione religiosa.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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