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Antonio Gramsci, un rivoluzionario (parte 1 - il bilancio del Biennio Rosso)
l’articolo è la prima di tre parti di un contributo finalizzato a difendere il profilo rivoluzionario di Antonio Gramsci. In questa prima sezione si richiamerà il bilancio del Biennio Rosso proposto dall’Ordine Nuovo, individuando nella mancanza di un autentico partito rivoluzionario la ragione della sconfitta del proletariato italiano.
Gramsci, il diritto e la politica
Pur condividendo la critica marxiana alla naturalizzazione del diritto quale strumento della borghesia per dare veste universale alla propria struttura sociale, Gramsci è più disponibile a riconoscere il portato progressivo dei diritti dell’uomo e del cittadino e la loro capacità di trasformare i costumi sociali esistenti.
Gramsci e i diritti umani
Gramsci pone in rapporto dialettico l’universalismo del diritto e la determinatezza dell’agire politico entro una filosofia della prassi volta a fondare il rapporto fra ideali teorici normativi e pratica politica necessaria alla loro realizzazione storica.
Inchiesta su Gramsci 4
Proseguiamo nella recensione analitica del libro: Inchiesta su Gramsci, a cura di Angelo d’Orsi, Accademia Univerity Press, Torino 2014. La presente recensione si può leggere anche autonomamente, in quanto si riportano in maniera sintetica gli aspetti più salienti delle risposte di altri significativi studiosi di Gramsci sulle questioni poste dagli ideatori del volume.
Inchiesta su Gramsci 3
La conversione al liberalismo e l’abiura del comunismo non hanno nessuna base documentata, mentre tutte le testimonianze mostrano che Gramsci, una volta finita di scontare la pena, pensava di emigrare in Unione sovietica e che, fino all’ultimo, si interessava alle ricadute delle politiche dell’Internazionale sul Pc italiano.
Inchiesta su Gramsci 2
Gramsci diviene sempre più decisamente uno dei più significativi punti di riferimento del comunismo, del marxismo e, più in generale, della sinistra. Proprio perciò aumentano costantemente le operazioni revisioniste e rovesciste dell’ideologia dominante, volte ora a condannare Gramsci come cattivo maestro di una ideologia totalitaria, ora tese a contrapporlo ai principali esponenti del suo partito, sostenendo una sua conversione al pensiero liberale attraverso una presunta abiura del comunismo.
Gramsci, l’eguaglianza e la coscienza di classe
L’uguaglianza culturale e morale è la fase propriamente politica che segna il passaggio dalla struttura alla sfera delle superstrutture, è la fase in cui le ideologie germinate precedentemente diventano “partito” determinando oltre che l’unicità dei fini economici e politici, anche l’unità intellettuale e morale, ponendo tutte le questioni intorno a cui ferve la lotta non sul piano corporativo ma su un piano universale.
Inchiesta su Gramsci
Antonio Gramsci è oggetto non soltanto di studi ma anche di polemiche che negli ultimi anni hanno conosciuto una notevole recrudescenza, segnale in fondo di una inesausta vitalità del pensiero di uno degli autori italiani più studiati e tradotti a livello internazionale.
Gramsci, l’eguaglianza formale e reale
Gramsci, pur ponendo in rilievo il portato storico del concetto astratto di eguaglianza fra gli uomini, accentua la differenza fra eguaglianza formale e concreta, mostrando come sia impossibile realizzare quest’ultima senza “spezzare” un sistema fondato sulla separazione fra mezzi di produzione, in mano a una minoranza, e forza-lavoro quale unica proprietà della maggioranza.
Unità dei comunisti e centralismo democratico
Per quanto lo spirito di scissione abbia un valore fondamentale per i comunisti, bisogna anche considerare che solo costruendo forme di unità più ampie dei nostri nemici di classe, che hanno il potere, potremmo contribuire a ricostruire una indispensabile soggettività rivoluzionaria.