Visualizza articoli per tag: bonapartismo
Solo i movimenti sociali possono arrestare l’ondata reazionaria che rischia di travolgerci
Il modo di produzione capitalistico, nella sua fase di putrescenza, si manifesta in modo sempre più irrazionale. Nel nostro paese, nonostante un governo decisamente reazionario, manca ancora una opposizione capace di sfruttare la situazione per realizzare una svolta a sinistra. Solo con una ripresa del conflitto sociale dal basso sarà possibile arrestare l’ondata reazionaria che rischia, altrimenti, di spazzare via il portato di decenni di lotte per l’emancipazione
La classe dominante e la casta militare
Basandosi il potere sul monopolio della violenza legalizzata, la classe dominante ha sempre bisogno del supporto della casta militare. Sia quando si deve instaurare una nuova forma di dominio, sia quando la classe al potere è in crisi, il ceto dominante ha ancora più bisogno di cooptare al potere alti ranghi dell’esercito. Tale connubio con i vertici dell’esercito diviene ancora più inestricabile con lo sviluppo in senso imperialista di una dittatura di classe.
La classe dominante e la casta militare
Basandosi il potere sul monopolio della violenza legalizzata, la classe dominante ha sempre bisogno del supporto della casta militare. Sia quando si deve instaurare una nuova forma di dominio, sia quando la classe al potere è in crisi, il ceto dominante ha ancora più bisogno di cooptare al potere alti ranghi dell’esercito. Tale connubio con i vertici dell’esercito diviene ancora più inestricabile con lo sviluppo in senso imperialista di una dittatura di classe.
Per un bilancio del 2025 atto a rilanciare la lotta alla guerra imperialista e al bonapartismo
La crisi di sovrapproduzione porta chi vuole far sopravvivere il capitalismo alla guerra imperialista e al cesarismo regressivo. Gli anticorpi nella capacità di mobilitazione spontanea delle masse non paiono mancare. Occorre, dunque, sviluppare la capacità di dare a tali segnali di insofferenza dal basso una direzione consapevole.
Imperialismo fra fascismo e bonapartismo
La concorrenza attraverso la caduta tendenziale del saggio di profitto genera i monopoli, l’imperialismo in politica estera e, tendenzialmente, il bonapartismo in politica interna. Nel caso in cui ci sia bisogno della rivoluzione passiva per tenere a bada un proletariato relativamente forte avremo il fascismo, quando invece non c’è bisogno di cedere in parte il potere a ceto medio e piccola borghesia avremo il cesarismo regressivo
La terza repubblica bonapartista
Le dinamiche imperialiste in politica estera, rese necessarie dalla crisi strutturale di sovrapproduzione, implicano una deriva nel senso di una riproposizione, in una forma per quanto inedita, di bonapartismo regressivo. Qual è la forma più adeguata ed efficace di contrasto all’attuale restaurazione oligarchica?
Attacco alla democrazia
Le strategie antidemocratiche della reazione oligarchica: dai colpi di Stato hard (golpe militari) ai colpi di Stato soft (golpe istituzionalizzati), dal consociativismo, alla seconda repubblica liberale, dal berlusconismo, al trumpismo fino alla terza repubblica bonapartista.
Gramsci e l’involuzione in senso autoritario del liberalismo
#Gramsci denuncia come i sedicenti moderati, cioè le consorterie di proprietari che hanno di fatto gestito il potere grazie al regime liberale, presi dal panico di fronte al progressivo protagonismo di massa dei ceti popolari, tendono a fare del concetto di rivoluzione #passiva un vero e proprio programma politico.
Draghi, è iniziato l’autunno del patriarca?
Il bonapartismo del presidente del Consiglio è un’esigenza dettata dagli equilibri instabili del campo borghese e sta deteriorando anche gli aspetti formali della democrazia. Alla concentrazione dei capitali corrisponde la concentrazione del potere politico: ma il processo può iniziare ad arrestarsi con il successo dello sciopero generale.
Il concetto di imperialismo nei Quaderni del carcere
Vi è una prima fase espansiva del modo di produzione capitalistico che perdura sino al sorgere, con la crisi, dell’affermarsi della fase imperialista, di cui Gramsci delinea le principali caratteristiche.