Interni

La difficile situazione conseguenza dell’emergenza Covid è un’occasione di lotta per i lavoratori dello spettacolo che rivendicano maggiori tutele e diritti.
La vicenda di Mondragone, Gelsenkirchen e Bologna ci mostrano come l’emergenza sanitaria abbia coinciso con la costante violazione dei diritti dei lavoratori e dei diritti sociali dei soggetti più vulnerabili.
Lo stato di eccezione introdotto grazie alla pandemia da nuovo Coronavirus rischia di diventare permanente e permettere il completamento della contro-riforma presidenzialista dello Stato. Ne parliamo con Angelo Ruggeri
Seconda parte della lunga riflessione sulla fase attuale di crisi vista nella prospettiva dei comunisti
Assistenti Sanitarie dell'ATS- Città di Milano comunicano l'intenzione di una delle ASST-Città metropolitana di chiudere consultori familiari e vorrebbero portare alla luce quanto sta succedendo a Milano temendo possa essere prodromico per tutta la Regione

Una lunga riflessione, che proponiamo divisa in due parti, sulla fase attuale di crisi vista nella prospettiva dei comunisti

Se le misure della cosiddetta fase 2 divenissero strutturali, ne potrebbe conseguirebbe uno stravolgimento nel settore turistico ed un inimmaginabile decadimento della qualità di vita dei lavoratori
Il ruolo dell’uso ideologico e strumentale dei termini nella vicenda della ragazza liberata dalla sua prigionia in Somalia

Il giorno della Festa della Repubblica, Salvini e Meloni insozzeranno la piazza per chiedere la repressione dei lavoratori. A loro insaputa.

I prossimi mesi fungeranno da laboratorio per i cambiamenti futuri delle modalità di lavoro. Non si tratta di governare questi processi ma di comprendere le ripercussioni che avranno sullo sfruttamento della forza-lavoro.
Ascesa e declino di un'ideologia reazionaria e della sua lotta contro di noi

Crisi sanitaria, crisi economica e crisi istituzionale?

Crescono di giorno in giorno le assemblee convocate su piattaforme e accessibili da chiunque abbia un collegamento internet e un programma di accesso scaricato sul pc, sul tablet o sullo smartphone.
L’organizzazione della cosiddetta fase 2 si prospetta più pericolosa della precedente
Mentre appare sempre più palese che non ci sia nulla che stia andando bene, a discapito degli slogan propagandistici, Maurizio Marchi di Medicina Democratica immagina due possibili scenari a confronto nel post crisi
Ma stiamo veramente passando dalla fase 1 a alla fase 2? Prima di procedere è meglio capire cosa è successo.
In un ospedale di Bergamo stravolto dalla pandemia di Covid-19 medici messi a dura prova riflettono su come prepararsi per una nuova esplosione epidemica.
Per settembre dobbiamo avere un SSN messo in sicurezza e rafforzato, corridoi sanitari specifici, operatori sanitari formati e protetti nel modo corretto, una popolazione preparata e tamponi sufficienti per fare monitoraggi massivi. Solo così i rischi saranno minori.
La pandemia colpisce maggiormente i più deboli e mette in luce le carenze del nostro sistema sanitario che prima si fingeva di non vedere. I disabili sono fra i più colpiti.
L’acquisto dei materiali necessari per l’informatizzazione e l’innovazione tecnologica delle scuole non è avvenuta con una programmazione ministeriale ordinata e coordinata ma ha seguito percorsi diversi nelle singole scuole in modo da sostenere meglio gli appetiti del mercato.
Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma: il cambiamento di un sistema sociale è sempre legato alla costruzione di uno nuovo. Quale l’impatto delle nuove tecnologie sull’Uomo e sul sistema sociale? Possiamo immaginarne uno diverso?
Dal momento che il dato di fatto che continuiamo a subire non può che essere il risultato, in primo luogo, dei nostri errori, diviene decisivo comprenderli fino in fondo per poter rialzare la testa
Non è lo spirito di sacrificio che il sistema premia con i centesimi e loda con lusinghiere parole, ma è l’accoglimento forzato e inconsapevole del destino liberista che rende la professione medica un martirio e l’etica sociale una pratica straordinaria.
Dal momento che è inutile piangere sul latte versato e non ci si può limitare ad assistere da spettatori alla cronaca dei mezzi di comunicazione della tragedia in atto, diviene indispensabile ragionare sul che fare
Vivete questo momento, informatevi, aprite gli occhi, fatevi domande, prendete gli spunti di riflessione che vi offro e ragionateci sopra liberamente. Voi siete il futuro di questo paese.
Il sacrificio individuale della quarantena da Coronavirus, sebbene coinvolga popolazioni del mondo intero, non può definirsi collettivo in quanto gestito in modo differente dai vari governi e analogamente subìto dalle masse, non già comunità, ma somma di individui.

Ce la dobbiamo prendere con il coronavirus o con i politici che hanno determinato lo sfascio del sistema sanitario, universitario e della ricerca?

Approfittando della pandemia, le nuove forme di lavoro definite agili vengono introdotte sia nel settore pubblico che in quello privato. Cosa succederà?

Se per il COVID-19 non esiste ancora un vaccino medico, la lotta rivoluzionaria delle donne può e deve essere un antidoto contro la barbarie del capitalismo allo sbando.
Le rivolte nelle carceri sono dovute al sovraffollamento e alle condizioni disumane dei carcerati. Le pene devono essere orientate alla rieducazione dei condannati e servono misure alternative alla detenzione e un indulto.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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