Interni

Stiamo vivendo in una situazione assurda e drammatica, chiediamoci chi ci ha portato a questo punto.

Di fronte al rischio di finire sul lastrico a causa delle nuove chiusure ampi settori sociali si stanno mobilitando in tutta Italia, con esiti diversificati e situazioni differenti.

La classe politica che governa l’Italia è presa nella tenaglia, da cui non sa come uscire, fra la difesa del mercato e quella della salute dei cittadini. La demolizione del servizio sanitario pubblico dovuto alle politiche di contenimento della spesa negli ultimi decenni ha seriamente compromesso la capacità, pura e semplice, di curare i malati.

Quale è il vero significato del prolungamento dello stato di emergenza e dell’imposizione delle mascherine anche all’esterno? Misure severe quando nello stesso tempo si registrano indebolimenti dei controlli in altri ambiti.

Le ultime elezioni non fanno che rafforzare la torsione sempre più foscamente bonapartista della politica interna italiana, ulteriormente favorita dalla progressiva istituzionalizzazione della logica dell’emergenza.

Intervistiamo studentesse e studenti romani scesi in piazza venerdì 25 settembre per sapere cosa pensano della riapertura delle scuole nel pieno della pandemia da coronavirus

A poche ore dallo scrutinio, una riflessione sui risultati e sulle prospettive future. L’irrilevanza elettorale dei comunisti alle elezioni politiche non può essere occultata dietro a risultati incoraggianti registrati in qualche città. 15 Regioni su 20 sono amministrate dal centrodestra, le altre 5 dal centrosinistra dell’autonomia differenziata.
Lo scenario politico è ancora molto frastagliato, e molto dipenderà dai risultati delle regionali. Occorre domandarsi cosa rappresenta questa svolta, quali conseguenze può portare negli assetti politico-istituzionali, ma soprattutto a quali settori economico-sociali risponde tale operazione politica.
Il taglio dei parlamentari è un tassello di un più vasto disegno volto a ridurre gli spazi di resistenza delle classi sfruttate. E noi diciamo No!

Intervista a Maurizio Coroni, animatore di Sipari sempre aperti, una iniziativa di lotta dei lavoratori dello spettacolo per risolvere i problemi strutturali dei teatri e di chi ci lavora.

Prostituzione e pornografia possono essere considerati veramente un lavoro come un altro? Un punto di vista disincantato sulla violenza sulle donne e sull’importanza di riflettere sulla “libera scelta”.
Rappresenta un precedente clamoroso l’ordinanza pubblicata dal Consiglio di Stato il 13 luglio 2020 secondo cui “A Como un richiedente asilo non deve dormire in strada, ha diritto a una vita dignitosa”.
Il nuovo CCNL dei segretari generali prevede più poteri gestionali mentre i protocolli sulla sicurezza lungi dal tutelare la salute della forza-lavoro sono il cavallo di troia per il sindacato e la contrattazione.
Le problematiche della marginalità nei contesti urbani stressano l’azione amministrativa e richiedono interventi legislativi urgenti. Anche a Como, città di frontiera e transito migratorio, l’abrogazione dei “Decreti Sicurezza” restituirebbe i diritti alle persone, serenità e benessere alla città.

La pandemia ha messo a nudo, rivelando tutte le inefficienze, il sistema sanitario capitalistico. C'è un modo alternativo per organizzare il servizio sanitario? Ne parliamo con Marco Caldiroli di Medicina Democratica.

Come spingere le istituzioni a muoversi nella giusta direzione? Dandosi un obiettivo concreto e coinvolgendo le masse popolari. A Varedo ci stanno riuscendo. Ne parliamo con Claudio Molteni.
Non siamo in presenza di mele marce, piuttosto il marcio è intrinseco al sistema.
Urge una visione di insieme della realtà e di obiettivi e strumenti comuni perché i comunisti, nelle loro molteplici militanze, abbiano parole d'ordine e finalità condivise.
La difficile situazione conseguenza dell’emergenza Covid è un’occasione di lotta per i lavoratori dello spettacolo che rivendicano maggiori tutele e diritti.
La vicenda di Mondragone, Gelsenkirchen e Bologna ci mostrano come l’emergenza sanitaria abbia coinciso con la costante violazione dei diritti dei lavoratori e dei diritti sociali dei soggetti più vulnerabili.
Lo stato di eccezione introdotto grazie alla pandemia da nuovo Coronavirus rischia di diventare permanente e permettere il completamento della contro-riforma presidenzialista dello Stato. Ne parliamo con Angelo Ruggeri
Seconda parte della lunga riflessione sulla fase attuale di crisi vista nella prospettiva dei comunisti
Assistenti Sanitarie dell'ATS- Città di Milano comunicano l'intenzione di una delle ASST-Città metropolitana di chiudere consultori familiari e vorrebbero portare alla luce quanto sta succedendo a Milano temendo possa essere prodromico per tutta la Regione

Una lunga riflessione, che proponiamo divisa in due parti, sulla fase attuale di crisi vista nella prospettiva dei comunisti

Se le misure della cosiddetta fase 2 divenissero strutturali, ne potrebbe conseguirebbe uno stravolgimento nel settore turistico ed un inimmaginabile decadimento della qualità di vita dei lavoratori
Il ruolo dell’uso ideologico e strumentale dei termini nella vicenda della ragazza liberata dalla sua prigionia in Somalia

Il giorno della Festa della Repubblica, Salvini e Meloni insozzeranno la piazza per chiedere la repressione dei lavoratori. A loro insaputa.

I prossimi mesi fungeranno da laboratorio per i cambiamenti futuri delle modalità di lavoro. Non si tratta di governare questi processi ma di comprendere le ripercussioni che avranno sullo sfruttamento della forza-lavoro.
Ascesa e declino di un'ideologia reazionaria e della sua lotta contro di noi

Crisi sanitaria, crisi economica e crisi istituzionale?

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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