Approfondimenti teorici (Unigramsci)

Questa sezione del giornale è dedicata alla formazione teorica dei lavoratori e delle classi popolari e curata in collaborazione con le compagne e i compagni del collettivo della Università Popolare Antonio Gramsci (Unigramsci). Questa collaborazione nasce dalla volontà di approfondire i legami con una realtà molto impegnata nella “battaglia delle idee”, per formare una visione del mondo “altra”, diversa da quella delle classi dominanti. Non può esistere, infatti, una prassi rivoluzionaria in assenza di una teoria rivoluzionaria e questa non può che esser ricercata a partire dal pensiero critico di Marx, per sviluppare una visione autonoma del mondo, di classe, consapevoli che se i subalterni non hanno una propria visione necessariamente finiscono con l’adottare quella dominante. Questa collaborazione vorrebbe anche essere un elemento di stimolo per la formazione di quegli intellettuali organici di cui il futuro partito del proletariato avrà grande bisogno. Pertanto, in questa sezione pubblichiamo testi di approfondimento teorico, non necessariamente oggetto dei corsi universitari.

Cos’è lo smart working? È una formula organizzativa che i capitalisti utilizzano per accrescere lo sfruttamento dei lavoratori (plusvalore). È la finalizzazione dello smart working allo sfruttamento del lavoro che va combattuta e non la formula dello smart working in quanto tale.

I paesi imperialisti cercano di subordinare i paesi in via di sviluppo ai propri interessi economici rendendoli fornitori a basso prezzo di materie prime, di forza-lavoro e acquirenti ad alto prezzo dei prodotti di consumo dei paesi industrializzati.

Apparse in piena guerra fredda, le tesi di Arendt, che univano nella stessa condanna il regime hitleriano e il regime staliniano, trovarono il favore del dipartimento di Stato americano, sino a divenire l’ideologia dominante nel campo occidentale nella guerra fredda e nella sua attuale appendice.

Brecht riteneva che la coscienza della tragica serietà della condizione dell’individuo moderno facesse dell’ironia un presupposto indispensabile all’attività poietica. La produzione brechtiana è caratterizzata dal continuo intrecciarsi di una prospettiva ironica, capace di rimettere in questione la prosaicità contemporanea, e di una comicità amara volta a impedire ogni illusione nel potere consolatorio dell’esperienza estetica.

Con Parmenide il metodo, il linguaggio e il procedimento scientifico assumono un carattere rigoroso con cui tutti i pensatori seguenti dovranno fare i conti.

Hegel, Schelling e Hölderlin concorderanno soprattutto nella critica della cultura loro impartita, ovvero della scarsa comprensione dimostrata dal corpo docente per le novità politico-culturali che, proprio allora, stavano sconvolgendo la Germania e, più in generale, l’Europa occidentale.

La situazione di costante tensione fra le due superpotenze tiene il mondo con il fiato sospeso per una guerra nucleare. La situazione comincia a distendersi quando Kruscev fa un viaggio negli Stati Uniti e di ritorno a Mosca inneggia all’amicizia sovietico-americana.

Nietzsche è il profeta della tecnica, del dominio incondizionato dell’uomo sul mondo, da qui il suo genio e la sua contemporaneità, ma egli si muove ancora all’interno della metafisica, è il punto di arrivo del nichilismo. Perciò bisogna, secondo Heidegger, andare oltre Nietzsche.

Compito dell’effetto di straniamento è, quindi, trasmettere allo spettatore l’atteggiamento scettico che sta alla base della ricerca scientifica, del dubbio cartesiano, della necessità della verifica galileiana, che permette di trovare sorprendente anche ciò che appare naturale.

Lenin mostra, già prima della rivoluzione, un interesse per l’organizzazione scientifica del lavoro di Taylor, mettendo in guardia i bolscevichi dal non commettere l’errore, simile a quello dei luddisti, di combattere il taylorismo in quanto tale e non il suo uso capitalistico.

Con Senofane si giunge alla completa autonomia della visione del mondo filosofico-scientifica, mediante la netta e aperta cesura con la concezione del mondo mitologico-religiosa.

Hegel si trasforma ben presto dal vecchio – come lo avevano soprannominato i suoi compagni – in uno dei principali animatori di un circolo rivoluzionario; correva l’anno 1789 e a Parigi la Bastiglia, simbolo dell’Ancien Régime, crollava sotto i colpi del popolo insorgente.

Molti, fra gli intellettuali contemporanei, non capirono il significato reale della Comune di Parigi lasciandosi guidare da pregiudizi antipopolari.

La tattica di addossare a Stalin, vecchio dirigente ormai morto, tutte le colpe della passata gestione del potere, per inaugurare un nuovo corso, presentandosi come uomini nuovi, è la tattica politica che consente a Kruscev di prendere nelle proprie mani la dirigenza dell’Unione Sovietica.

Heidegger si batte contro il livellamento proprio dei tempi moderni, l’appiattimento e l’omologazione politica e sociale, prodotto della democrazia e del socialismo, di contro alla quale sostiene una società rigidamente gerarchica.

L’arte drammatica, secondo Brecht, deve poter occupare quel punto archimedeo in cui vengono a convergere la tendenza all’insegnamento e quella al puro godimento estetico.

La prima scuola filosofica rivoluzionaria in ambito scientifico, filosofico, politico, economico e religioso.

Esclusivamente mediante una radicale storicizzazione delle categorie ancora astratte e fondate sulla riflessione intellettuale dell’illuminismo, Hegel apparirà in grado di rendersi autonomo da quella tradizione, dopo averla fatta pienamente propria.

Dopo la grande vittoria delle forze comuniste sul tentativo del nazifascismo di rilanciare razzismo e schiavismo a livello mondiale, negli anni Cinquanta le forze conservatrici tornano al potere nei paesi capitalisti grazie al ricatto del piano Marshall.

Un grande pensatore che porta sino alle estreme conseguenze la critica della modernità da considerare lo stesso nazismo un antidoto troppo blando.

Brecht ritiene che gli strumenti propri della pratica artistica, rivolti a rappresentare nell’opera la realtà nel suo configurarsi storico, non possono essere neutralmente ereditati dalla tradizione, ma devono essere continuamente verificati e adeguati.

Vicine alle civiltà orientali, ma da esse indipendenti, legate più ai commerci che ai tradizionali cicli della natura, nelle colonie laiche dell’Asia minore si afferma la prima visione laica, razionale e potenzialmente democratica del mondo.

Il giovane Hegel critica le astratte elucubrazioni intellettualistiche della cultura allora dominante, della vulgata illuminista, cui contrappone, tramite il magistero di Rousseau e Lessing, il modello della cultura greca e indirettamente una concezione del mondo che non perde di vista le origini empiriste e materialiste della cultura illuminista.

Il grande avanzamento dell’emancipazione del genere umano, che prende slancio dalla storica vittoria dei comunisti sul nazifascismo, è arrestata dalla guerra fredda scatenata dalle potenze imperialiste.

Gerarca fascista, Gentile è stato l'autore del discorso agli italiani del 24 giugno 1943, che porta alla fondazione della Repubblica di Salò, che sostiene sino alla sua fucilazione da parte dei partigiani.

A un realismo ridotto a ingenuo verismo dalla pretesa di un fedele rispecchiamento della realtà, Brecht ha opposto l’imprescindibile esigenza dell’opera a organizzarsi in un cosmo in sé ordinato, a superare la separazione che necessariamente intercorre tra un concetto e il suo oggetto, tra la scienza e il suo linguaggio.

Lo sviluppo filosofico è preparato dallo sviluppo artistico-religioso della cultura greca attraverso le cosmogonie mitiche, i Misteri religiosi, i motti dei sette Savi e la riflessione etico-politica di poeti e legislatori.

Hegel coglie il limite elitario della rivoluzione culturale illuminista mostrando, con un’attitudine rousseauiana, i lati oscuri del progresso storico prodotto dalla modernità borghese.

La fine degli anni Quaranta sono caratterizzati dalla Guerra fredda, che travolge anche l’Italia, dalla rivoluzione socialista in Cina che rilancia sul piano internazionale la lotta al colonialismo.

Gli scritti del tramonto dell’ultimo Nietzsche, da l’eterno ritorno dell’identico, alla morale dei signori Vs la morale degli schiavi, dalla volontà di potenza al prospettivismo.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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