Dieci anni dopo, Eco “risponde” ancora. L’ intervista “impossibile”
Antonella GuidiSolo i movimenti sociali possono arrestare l’ondata reazionaria che rischia di travolgerci
di Renato CaputoIl modo di produzione capitalistico, nella sua fase di putrescenza, si manifesta in modo sempre più irrazionale. Nel nostro paese, nonostante un governo decisamente reazionario, manca ancora una opposizione capace di sfruttare la situazione per realizzare una svolta a sinistra. Solo con una ripresa del conflitto sociale dal basso sarà possibile arrestare l’ondata reazionaria che rischia, altrimenti, di spazzare via il portato di decenni di lotte per l’emancipazione
Il metodo Orbán senza Orbán: Magyar rimuove Sulyok e conquista lo Stato
Giulio ChinappiIl Laos nella SCO e il frenetico equilibrismo del Vietnam tra dazi, hi-tech e terre rare
Orazio Di MauroL’articolo tratta dell’adesione del Laos allo SCO e contemporaneamente esamina le motivazioni che hanno spinto questo paese ad aderirvi e soprattutto esamina anche come mai il Vietnam non vi ha mai aderito e non mostra intenzione di aderirvi in futuro. Alla fine si esaminano le politiche vietnamite nella regione.
Analizziamo come le diverse cause odierne dell’immigrazione involontaria e del razzismo siano da rinvenire nel capitalismo. Di conseguenza per farla finita con la leggenda nera delle razze, funzionale alla guerra fra poveri e contro i poveri, e affinché nessuno sia più costretto o indotto con false promesse a emigrare lottiamo per la rivoluzione in occidente.
Il riarmo giapponese e la contraddizione irrisolta: armi senza popolo, sicurezza senza pace
Giulio ChinappiIl Parlamento europeo, con la complicità del governo Meloni, vota a favore delle modifiche normative che permettono la coltivazione delle piante OGM e la vendita degli alimenti da essi derivati senza etichettatura specifica, consegnando i Paesi europei agli interessi delle multinazionali agrochimiche.
Se si continua a credere che l’unico modo per liberarci del governo Meloni sia costruire una campo il più largo possibile, si farà inconsapevolmente il gioco dei poteri forti che vogliono un governo di larghe intese e una opposizione dominata dall’estrema destra. Al contrario, bisogna sfruttare la campagna elettorale per cercare di riportare al centro del dibattito i problemi reali delle masse popolari. Solo in questo modo si potranno finalmente separare il centro dalla sinistra rendendoli in grado di tenere testa alla destra.
Due libri usciti nel 2026, Libercomunismo di Emiliano Brancaccio e Cyberfascismo di Mario Sommella, danno un nome al potere che concentra capitali, calcolatori e coscienze. Il primo dimostra la tendenza con gli strumenti della scienza economica; il secondo, opera interamente autoprodotta, prosegue il cammino là dove quella lente si arresta, con gli strumenti della storia, della politica, delle scienze della comunicazione e della conoscenza diretta delle tecnologie. Dai due tratti della stessa strada emerge il programma politico del XXI secolo: riportare le macchine e le infrastrutture cognitive sotto controllo democratico.
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Si afferma progressivamente un mondo multipolare, ma tale processo, anche perché non egemonizzato generalmente dai comunisti, non può che portare a un conflitto, sempre più generalizzato fra vecchie e nuove potenze. Anche in politica interna prevale sempre più la consapevolezza nei subalterni che la democrazia borghese non li riguarda, ma mancando una soggettività in grado di dare uno sbocco rivoluzionario, tale rabbia sociale rischia di essere strumentalizzata dall’ideologia dominante.
La crisi del diritto internazionale considerata in un’ottica marxista
di Renato CaputoIl diritto internazionale, oggi palesemente in crisi, si fonda sul diritto di guerra, sui diritti umani e sul progetto per una pace perpetua rispettivamente della tradizione giusnaturalista, illuminista e kantiana. Tenderà a sostenerlo tanto chi è interessato a una pace giusta e duratura, quanto chi è interessato a una pace momentanea, in difesa sia della status quo, sia di un sistema economico maggiormente espansivo dei competitori.
Il Crepuscolo dello Stato italiano in una guerra nucleare: anatomia di un collasso
Orazio Di MauroViene descritto come lo Stato italiano e i suoi cittadini reagirebbero a una guerra nucleare nella quale l’Italia, essendo uno degli obiettivi primari, subirebbe ampie devastazioni. Si evidenzia l’ampia frattura tra un’élite ristrettissima e una massa enorme di cittadini che, improvvisamente, si troverebbero abbandonati a se stessi con scarse possibilità di sopravvivenza.