Venerdì, 10 Luglio 2026 19:28

Per una analisi collettiva della fase

di

Si afferma progressivamente un mondo multipolare, ma tale processo, anche perché non egemonizzato generalmente dai comunisti, non può che portare a un conflitto, sempre più generalizzato fra vecchie e nuove potenze. Anche in politica interna prevale sempre più la consapevolezza nei subalterni che la democrazia borghese non li riguarda, ma mancando una soggettività in grado di dare uno sbocco rivoluzionario, tale rabbia sociale rischia di essere strumentalizzata dall’ideologia dominante.

Il diritto internazionale, oggi palesemente in crisi, si fonda sul diritto di guerra, sui diritti umani e sul progetto per una pace perpetua rispettivamente della tradizione giusnaturalista, illuminista e kantiana. Tenderà a sostenerlo tanto chi è interessato a una pace giusta e duratura, quanto chi è interessato a una pace momentanea, in difesa sia della status quo, sia di un sistema economico maggiormente espansivo dei competitori.

Venerdì, 10 Luglio 2026 19:18

I BRICS, sono un’alternativa?

Recensione del numero 30-31 della rivista “Su la Testa” dedicato ai BRICS. Autori, articoli e l’editoriale del Direttore della rivista Paolo Ferrero. L’interrogativo sulla seconda decolonizzazione che potrebbe diventare un’alternativa.   

Viene descritto come lo Stato italiano e i suoi cittadini reagirebbero a una guerra nucleare nella quale l’Italia, essendo uno degli obiettivi primari, subirebbe ampie devastazioni. Si evidenzia l’ampia frattura tra un’élite ristrettissima e una massa enorme di cittadini che, improvvisamente, si troverebbero abbandonati a se stessi con scarse possibilità di sopravvivenza.

Basandosi il potere sul monopolio della violenza legalizzata, la classe dominante ha sempre bisogno del supporto della casta militare. Sia quando si deve instaurare una nuova forma di dominio, sia quando la classe al potere è in crisi, il ceto dominante ha ancora più bisogno di cooptare al potere alti ranghi dell’esercito. Tale connubio con i vertici dell’esercito diviene ancora più inestricabile con lo sviluppo in senso imperialista di una dittatura di classe.

Il colpo di Stato dei militari e l’inizio del conflitto. Aung San Suu Kyi agli arresti domiciliari. Il capo della Giunta militare, il generale Min Aung Hlaing, è stato eletto presidente del Myanmar. Amnistia silenziosa e senza notizie.

Basandosi il potere sul monopolio della violenza legalizzata, la classe dominante ha sempre bisogno del supporto della casta militare. Sia quando si deve instaurare una nuova forma di dominio, sia quando la classe al potere è in crisi, il ceto dominante ha ancora più bisogno di cooptare al potere alti ranghi dell’esercito. Tale connubio con i vertici dell’esercito diviene ancora più inestricabile con lo sviluppo in senso imperialista di una dittatura di classe.

Videointervista di Alessandra Ciattini. I drammatici eventi avvenuti il 3 gennaio in Venezuela, con il rapimento del presidente Maduro e della moglie, generano ancora sconcerto e preoccupazione e non solo per il destino di quel paese. Infatti, stiamo assistendo a un ritorno a governi apertamente di destra in vari paesi dell’America Latina.

Con il responsabile esteri, nonché membro della Segreteria nazionale del Partito della Rifondazione comunista, analizziamo le normative migratorie europee con focus critico su detenzione, sfruttamento lavorativo e politiche di frontiera.

Con l'attivista di Capibara media ricostruiamo innanzitutto il quadro internazionale, con particolare attenzione alla situazione negli Stati Uniti  d'America alle soglie di una nuova guerra civile. Passiamo, quindi, ad analizzare le ricadute sulla politica interna italiana delle dinamiche internazionali fortemente segnate dalla guerra imperialista.

Pagina 3 di 480

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

Newsletter

Iscrivi alla nostra newsletter per essere sempre aggiornato sulle notizie.


Contattaci: