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Venerdì, 18 Settembre 2026 15:14

Ancora sulle contraddizioni nella transizione

Brecht metteva in guardia chi parlava dei compiti storici o della missione del proletariato. Allo stesso modo, forse, potrebbe essere controproducente pretendere, in questa situazione storica così difficile per le forze rivoluzionarie, la realizzazione da parte dei comunisti cinesi di una società socialista, cioè di una società quantomeno in transizione verso il comunismo, ovvero una società capace di autogestirsi senza bisogno di uno Stato.

Per far pagare la crisi ai padroni è indispensabile rilanciare dalle lotte sui posti di lavoro la costituente comunista e rianimare le strutture consiliari.
L’imprevisto successo della rivoluzione in oriente e la sconfitta in occidente ha reso necessario ripensare a fondo la tattica per la transizione al socialismo in un paese solo e arretrato.
Le grandi rivoluzioni russe del 1917: dalla rivoluzione democratica alla rivoluzione socialista.

La competenza dei politici ed i limiti del parlamentarismo.

Sabato, 11 Novembre 2017 21:34

1917: Un anno lungo un secolo - 4a e ultima parte

La Rivoluzione d’Ottobre tra dittatura di classe e lotta ideologica per l’egemonia di un nuovo blocco storico sociale proletario (operai e contadini).
Sabato, 04 Novembre 2017 20:51

1917: Un anno lungo un secolo - 3a parte

Tentativi golpisti e insurrezione rivoluzionaria. Dal rovesciamento del Governo provvisorio allo scioglimento dell’Assemblea Costituente: nascita dello Stato operaio dei Soviet.
Le tensioni politico-sociali: dalle ‘Tesi di aprile’ al tentativo di colpo di stato in agosto. Le aspettative tradite dal Governo provvisorio liberal-socialista.
Prima parte. L’avvio del processo rivoluzionario in Russia: dalla guerra all’insubordinazione. Il crollo dello zarismo e la repubblica borghese.

Il settantesimo anniversario della liberazione della Cina e i centodieci anni dal sorgere del primo soviet dovrebbero essere al centro della riflessione di chi è ancora interessato a costruire un mondo diverso da quello dominato dal capitalismo e dalla teocrazia.

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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