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Per una analisi collettiva della fase
Si afferma progressivamente un mondo multipolare, ma tale processo, anche perché non egemonizzato generalmente dai comunisti, non può che portare a un conflitto, sempre più generalizzato fra vecchie e nuove potenze. Anche in politica interna prevale sempre più la consapevolezza nei subalterni che la democrazia borghese non li riguarda, ma mancando una soggettività in grado di dare uno sbocco rivoluzionario, tale rabbia sociale rischia di essere strumentalizzata dall’ideologia dominante.
Gramsci, le masse e gli intellettuali organici
Occorre, secondo Gramsci, lavorare incessantemente per elevare intellettualmente sempre più vasti strati popolari, cioè per dare personalità all’amorfo elemento di massa.
Gramsci, le masse e il Partito
Secondo Gramsci le élite rivoluzionarie del partito proletario, essendo composte da intellettuali organici alla loro classe di riferimento, non hanno valore di per sé, ma mirano a divenire “funzioni specializzate” di organismi di massa “complessi e regolari”, che non mirano a perpetuare la loro funzione direttiva, ma sono organiche a una massa sociale resa omogenea e compatta, al punto da potersi costituire in intellettuale collettivo.
Intellettuali e masse in Gramsci
Come mostra Gramsci, la filosofia della praxis, cioè il marxismo, ha dato prioritaria rispetto a un nuovo Rinascimento, ovvero alla formazione di una concezione del mondo per i propri intellettuali, a una novella riforma in grado di divenire senso comune in larghi strati delle masse popolari.