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Lunedì, 12 Ottobre 2020 16:04

Il teatro epico

In seguito all’approdo al marxismo Brecht procede a una radicale revisione della propria posizione sull’arte, maturata intorno alla metà degli anni venti

Lunedì, 07 Settembre 2020 20:22

Bontà del vecchio e cattiveria del nuovo

Il percorso di formazione di Brecht, dall’espressionismo alla nuova oggettività, per approdare al teatro epico e a una visione del mondo marxista.
Sabato, 29 Agosto 2020 21:14

Considerazioni sull’estetica di Brecht

Le riflessioni sull’arte di Bertolt Brecht

Domenica, 02 Agosto 2020 11:04

Brecht: ironia e dialettica

Le riflessioni sull’arte di Brecht e la loro valenza estetica.

Approfondiamo le interessanti osservazioni di Brecht sulle contraddizioni dei lavoratori della mente all’interno della società capitalista e sul rapporto fra impegno politico e ricerca della felicità
Domenica, 26 Aprile 2020 07:05

Brecht e i lavoratori della testa

Brecht, polemizzando con gli intellettuali tradizionali e con quelli organici alla classe dominante borghese, insiste nel sottolineare come il mondo del pensiero non possa che essere espressione del mondo storico e sociale
Non è lo spirito di sacrificio che il sistema premia con i centesimi e loda con lusinghiere parole, ma è l’accoglimento forzato e inconsapevole del destino liberista che rende la professione medica un martirio e l’etica sociale una pratica straordinaria.
Sabato, 21 Marzo 2020 22:19

Sulla Rivoluzione

Proseguiamo, sulla scorta del corso tenuto per l’Unigramsci, la nostra analisi tematica della grande opera di Bertolt Brecht: Me-ti – Il libro delle svolte
Come può un grande artista rifiutarsi di prendere posizione con la propria opera dinanzi alle grandi problematiche economiche, sociali, politiche e ideologiche del proprio mondo storico?
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Sabato, 11 Gennaio 2020 21:46

Arte pura o impegnata?

La critica di Brecht alla concezione formalista e “pura” dell’arte, improntata all’arte per l’arte, in una società divisa in cui gli oppressi non possono godere di una simile esperienza estetica quanto le classi dominanti

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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