Democrazia e colonialismo - II lezione

Seconda lezione del corso tenuto presso l’Università Popolare Antonio Gramsci sulle ragioni profonde dell'aggressività delle classi dominanti dei paesi occidentali, e sulle ragioni profonde dell'accentuarsi dei fenomeni razzisti e xenofobi.

I primi due corsi affrontano l’emergere del fenomeno razzista nell’antichita, nel medioevo ed alle soglie dell’età moderna. Durante le lezioni sviluppiamo una tesi di fondo che tenteremo di dimostrare attraverso il supporto teorico dell’analisi degli autori razzisti e l’indagine storica sul formarsi del fenomeno all’interno della società. Il razzismo non attiene alla differenza genetica che gli autori moderni tentano di fondare su basi pseudoscientifiche ma al concetto di appartenenza che un determinato gruppo sociale pretende di avere a partire dal dominio, dalla subordinazione prima sociale, poi etnica su altri gruppi. Così si presenta il razzismo nel mondo antico e nel medioevo durante le crociate. E l’esclusività del dominio che alimenta le origini di un sentimento razzista che poi trova la sua giustificazione nelle teorie e non viceversa. Con l’affacciarsi del mondo moderno e la scoperta dell’America con la tratta degli schiavi si allarga lo strato sociale verso il quale il discorso razzista è rivolto.

23/02/2020 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Francesco Cori

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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