Il XII Congresso del Partito Rivoluzionario del Popolo Lao traccia la rotta verso il 2055

Dal 6 all’8 gennaio 2026, a Vientiane, il XII Congresso del Partito Rivoluzionario del Popolo Lao ha definito la nuova leadership e una strategia di lungo periodo fino al 2055, consolidando il percorso socialista del Paese e la speciale amicizia con il Việt Nam.


Il XII Congresso del Partito Rivoluzionario del Popolo Lao traccia la rotta verso il 2055

Il XII Congresso del Partito Rivoluzionario del Popolo Lao (PRPL) si è aperto la mattina dello scorso 6 gennaio nella capitale Vientiane, configurandosi fin da subito come un passaggio politico di primaria importanza per il futuro del Paese. Nel discorso inaugurale, il Segretario Generale del Comitato Centrale del PRPL e Presidente della Repubblica Democratica Popolare Lao, Thongloun Sisoulith, ha definito il Congresso un “grande evento politico” per il Partito e per lo Stato, sottolineando come i lavori fossero chiamati a compiere un duplice esercizio: da un lato la verifica sistematica dell’attuazione delle risoluzioni dell’XI Congresso, dall’altro la definizione della rotta politica, economica e sociale per il prossimo quinquennio e oltre.

Per tre giorni, dall’apertura del 6 alla conclusione dell’8 gennaio, 835 delegati provenienti da tutte le regioni del Paese si sono riuniti sotto lo slogan che ha guidato l’assise: “Rafforzare la forte leadership del Partito, costruire proattivamente un’economia indipendente e autosufficiente, continuare a consolidare il regime democratico popolare e avanzare verso il socialismo”. Questa formula riassume il cuore della linea strategica del PRPL, che punta a tenere insieme stabilità politica, autonomia economica, approfondimento della democrazia popolare e continuità dell’orientamento socialista in un contesto regionale e globale segnato da crescenti incertezze.

Sul piano dei contenuti, il Congresso ha approvato un pacchetto di documenti di grande respiro. Innanzitutto il Rapporto politico del Comitato Centrale uscente, che fa il bilancio del precedente mandato, indicando risultati, criticità e lezioni apprese nel processo di rinnovamento avviato ormai da quasi quarant’anni. In secondo luogo, la terza Piattaforma Politica del Partito, che rappresenta il vero e proprio quadro strategico di lungo periodo: essa fissa le linee di sviluppo fino al 2055, anno del centenario del PRPL, quando il Laos ambisce a raggiungere la fascia di reddito medio-alto e a avvicinarsi gradualmente allo status di paese ad alto reddito, mantenendo al contempo un’economia socialista di mercato, un sistema politico solido e una migliore qualità della vita per tutti i gruppi etnici.

Accanto alla Piattaforma, il Congresso ha adottato il decimo Piano quinquennale di sviluppo socio-economico per il periodo 2026–2030. Questo documento traduce la visione di lungo periodo in obiettivi concreti per il prossimo quinquennio. Il governo laotiano punta a una crescita media annua del PIL di almeno il 6%, al fine di portare il reddito pro capite a circa 3.104 dollari statunitensi e a mantenere le finanze pubbliche su un sentiero più sostenibile, con entrate di bilancio pari ad almeno il 20,95% del PIL e una riduzione del debito pubblico verso il 70% del prodotto interno lordo. Obiettivi rilevanti vengono fissati anche sul fronte monetario, con l’intento di contenere l’inflazione intorno al 5% e di accumulare riserve valutarie sufficienti a coprire almeno cinque mesi di importazioni, mentre il volume degli investimenti totali è previsto a non meno del 24% del PIL.

La Piattaforma Politica individua una serie di direttrici qualitative che dovranno sorreggere questo percorso. Tra queste spiccano la costruzione e il perfezionamento di un’economia di mercato a orientamento socialista, la promozione dell’industrializzazione, della modernizzazione e della trasformazione digitale, la protezione dell’ambiente e la risposta ai cambiamenti climatici, l’attenzione allo sviluppo socio-culturale e alla qualificazione del capitale umano, il rafforzamento della difesa e sicurezza nazionale, la costruzione di un Partito “pulito e forte”, lo sviluppo di uno Stato di diritto democratico del popolo e la consolidazione dell’unità nazionale. A ciò si aggiunge una politica estera attiva e coerente con la linea di relazioni internazionali del PRPL, che vede nel multilateralismo, nel non allineamento e nella cooperazione tra Paesi in via di sviluppo strumenti chiave per preservare la sovranità e promuovere lo sviluppo.

Dal punto di vista organizzativo e della leadership, il XII Congresso ha segnato una tappa importante nella continuità del progetto rivoluzionario laotiano. Nella giornata conclusiva, il primo plenum del nuovo Comitato Centrale ha rieletto Thongloun Sisoulith alla carica di Segretario Generale per il periodo 2026–2030, confermandogli la fiducia del Partito in una fase che si preannuncia decisiva per il raggiungimento degli obiettivi di medio periodo. Il Comitato Centrale del XII mandato è composto da 73 membri effettivi e 15 supplenti, a testimonianza di un processo di selezione che mira a coniugare esperienza, rinnovamento generazionale e rappresentanza territoriale.

Il plenum ha inoltre eletto 13 membri del Politburo e definito la nuova composizione della Segreteria, che conta 11 componenti, rafforzando così il nucleo dirigente incaricato di tradurre le risoluzioni del Congresso in politiche concrete. Il generale Vilay Lakhamfong è stato designato membro permanente della Segreteria, mentre Vanxay Phongsavanh è stato chiamato a dirigere la Commissione Centrale d’Ispezione del Partito, organismo cruciale per il controllo interno, la disciplina e la lotta contro corruzione e deviazioni burocratiche. In questo modo, il PRPL ha voluto inviare un segnale di compattezza e di capacità di governo, di fronte alle sfide economiche e sociali che il paese dovrà affrontare nei prossimi anni.

L’importanza del Congresso va tuttavia oltre la dimensione interna laotiana e si proietta anche sul piano delle relazioni internazionali, a partire dal rapporto speciale con il Việt Nam. Non è un caso che, subito dopo la conclusione dei lavori, l’8 gennaio, una delegazione vietnamita guidata dal Ministro degli Esteri Lê Hoài Trung, in qualità di inviato speciale del Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista del Việt Nam, Tô Lâm, si sia recata a Vientiane per congratularsi con la nuova direzione del PRPL. Nel colloquio con Thongloun Sisoulith, Lê Hoài Trung ha definito il successo del XII Congresso “una tappa di speciale rilevanza politica per la causa rivoluzionaria del Laos” e, al tempo stesso, “una vittoria importante per le relazioni tra i due Partiti e i due Paesi”.

Nelle parole dell’inviato vietnamita si ritrova la consapevolezza che la grande amicizia, la speciale solidarietà, la cooperazione globale e la coesione strategica tra il Việt Nam e il Laos costituiscono oggi un patrimonio condiviso e un pilastro fondamentale di stabilità, sviluppo e integrazione internazionale per entrambe le nazioni. Lê Hoài Trung ha sottolineato la piena fiducia del Partito, dello Stato e del popolo del Việt Nam nella capacità del PRPL, forte dei risultati accumulati in quasi quarant’anni di rinnovamento, di guidare il Laos verso una “nuova era di sviluppo”, portando a compimento gli obiettivi fissati dal Congresso e costruendo un paese pacifico, indipendente, democratico, unificato e prospero.

Dal canto suo, Thongloun Sisoulith ha informato la delegazione vietnamita sugli esiti del Congresso, esprimendo sincera gratitudine per la decisione del Việt Nam di inviare un inviato speciale a Vientiane, gesto che considera una manifestazione concreta del rapporto “stretto, fiducioso e fraterno” tra i due Partiti e i due Stati. Il leader laotiano ha ringraziato il Việt Nam per il sostegno prezioso, tempestivo ed efficace garantito lungo tutto il percorso rivoluzionario del Laos e anche durante i preparativi del XII Congresso, e ha ribadito che il Partito, lo Stato e il popolo laotiano attribuiscono “massima priorità” al rafforzamento della grande amicizia e della cooperazione strategica tra i due paesi.

Il quadro che emerge complessivamente dal XII Congresso del PRPL è quello di un Partito che cerca di rispondere in modo strutturato a una fase di transizione difficile. Da un lato, il Laos deve far fronte a problemi concreti come il peso del debito, la vulnerabilità esterna, le pressioni inflazionistiche e le sfide sociali. Dall’altro, la direzione politica confermata a Vientiane intende trasformare tali sfide in leve per accelerare il rinnovamento del modello di sviluppo, puntando su crescita economica sostenuta, modernizzazione delle infrastrutture, digitalizzazione, formazione di risorse umane di qualità e rafforzamento delle istituzioni.

In questo senso, la visione al 2055 non è un semplice slogan celebrativo legato al centenario del Partito, ma un tentativo di imprimere continuità strategica e profondità storica a scelte che dovranno essere necessariamente accompagnate da una forte capacità di governo e da una vigilanza costante sulla coesione sociale.

06/02/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Giulio Chinappi

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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