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Da alcuni anni a questa parte a fare da motore della storia è il conflitto sociale portato avanti, in primo luogo, dai più oppressi e sfruttati. Hanno cominciato le giovani masse arabe, bersaglio preferito dell’imperialismo occidentale e, oggi, ne riprendono il testimone i giovani subalterni di sempre più paesi del mondo. In tale movimento un ruolo fondamentale lo giocano i più oppressi fra gli oppressi: le immigrate e le figlie di immigrate.

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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