L’internalizzazione degli assistenti educativi culturali del comune di Roma

Della Delibera di iniziativa popolare per l’internalizzazione del servizio, dei prossimi passaggi, delle prospettive future e del ruolo dei sindacati ne parliamo con una lavoratrice A.C.


L’internalizzazione degli assistenti educativi culturali del comune di Roma

Torniamo a parlare con gli AEC, gli assistenti educativi culturali, di cui ci siamo già occupati a febbraio con un’intervista ad una lavoratrice romana per vedere come è andata la raccolta firme necessaria a presentare una proposta di Delibera di iniziativa popolare che consenta nuovamente l’internalizzazione del servizio da parte del Comune di Roma.

Domanda. Come è andata la raccolta firme?

Risposta. Il giorno in cui sono stati distribuiti i moduli per la raccolta firme ai nostri colleghi non ci aspettavamo una risposta così eccezionale! I colleghi hanno voluto accordare fiducia alla nostra iniziativa e in meno di due settimane eravamo arrivati a quota 3.500 firme sulle 5.000 necessarie da presentare in Campidoglio. Questo ha confermato che siamo una forza davvero importante e ci siamo impegnati ancor di più con assemblee pubbliche, cene sociali, incontri con consiglieri e assessori comunali e municipali per chiedere sostegno politico. Abbiamo utilizzato ogni ora libera dal lavoro per organizzarci e pubblicizzare ogni evento al meglio. Abbiamo soprattutto incontrato lavoratori che finora la divisione in Municipi, Cooperative, Sindacati, Partiti, non ci aveva permesso di conoscere e questa è stata la cosa più emozionante, come lo è stata la loro partecipazione e il loro supporto. Molte organizzazioni politiche e sindacali ci hanno aiutato nella raccolta e nella stampa di moduli e volantini. In breve, il 13 giugno abbiamo consegnato circa 12.000 firme! Entro dicembre, quindi, il Consiglio Comunale dovrà pronunciarsi in merito.

D. Quali sono i prossimi passaggi, quali le aspettative?

R. Considerando che il 20 maggio scorso siamo stati ricevuti in Campidoglio, dove ci era stata riservata la sala del Carroccio per un nostro intervento (partecipatissimo: la sala contiene circa 50 persone e purtroppo molti colleghi hanno dovuto attendere che qualcuno uscisse per poter partecipare a loro volta), che in quell'occasione sono intervenuti i Consiglieri Angelucci, Fassina, Figliomeni (in ordine alfabetico, non di intervento), nonché esponenti di vari Consigli Municipali, che si è stabilita l'istituzione di un prossimo tavolo con i Consiglieri, che questi ultimi si si sono dichiarati molto disponibili e interessati a una risoluzione, le nostre aspettative sono sicuramente ottimistiche!

Inoltre, nell’attesa del voto sulla nostra proposta, da parte dei consiglieri municipali che ci stanno sostenendo parono mozioni di supporto alla delibera votate nei vari municipi. Il primo in assoluto è stato, giovedì 18 luglio, il Municipio V, con l'unanimità dei voti a favore! Un ottimo risultato e in questi mesi chiederemo ad altri municipi di pronunciarsi con tali modalità.

D. Esiste la possibilità di estendere la vostra lotta anche ad altri comuni che affidano questo essenziale servizio ad aziende private con un costo maggiore per l’amministrazione comunale, quindi per i cittadini?

R. Sicuramente, se fosse approvata la nostra Delibera, potrebbe essere di ispirazione in molte altre situazioni lavorative simili. Con i contatti che abbiamo tramite i nostri colleghi, abbiamo saputo che alcuni Comuni hanno già i corrispettivi delle nostre figure inseriti tra i dipendenti comunali, ad esempio a Napoli e Ciampino. Bisogna sempre tener presente che questi servizi sono gestiti localmente e ogni comune quindi, prende le proprie decisioni a seconda delle normative del comune stesso. A Firenze, ad esempio, saputo della nostra iniziativa, si stanno informando se esiste una norma che possa permettere anche a loro di fare una proposta di internalizzazione.

Ma non ci sono solo gli AEC, pensiamo ai nostri colleghi operatori domiciliari su anziani e disabili, altro caso di lavoratori che potrebbero essere a gestione comunale. Pensiamo anche agli assistenti specialistici che svolgono il nostro stesso lavoro negli istituti superiori, ma che, anziché dal comune, sono gestiti dalla Regione.

D. Che ruolo giocano i sindacati in questa lotta e quali sono le loro posizioni?

R. Per quello che riguarda il sostegno da parte dei sindacati c'è stata una risposta divergente: i sindacati di base ci hanno sostenuto e affiancato con molta partecipazione già dalla stesura della delibera e senza nessun tipo di richiesta se non la partecipazione e il supporto a loro iniziative con altre categorie lavorative. I sindacati confederali malgrado siano stati contattati ed invitati più volte in assemblea, oltre al fatto che non hanno mai partecipato, non hanno mai spiegato chiaramente quali siano le ragioni per cui non ci sostengono. Le loro azioni sono limitate alla derisione e denigrazione dell'iniziativa, con distorsioni sulle eventuali conseguenze nefaste dell'internalizzazione (mentre sostengono fortemente altre internalizzazioni). Dato che non si sono mai espressi chiaramente, possiamo solo fare supposizioni sulle loro ragioni, siamo comunque sempre aperti a eventuali confronti.

28/07/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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