Io sono ancora qui di Walter Salles, storico, Brasile e Francia 2024; il film ha ottenuto 3 candidature, fra cui miglior film, e vinto un premio ai Premi Oscar per il miglior film internazionale. Il film è stato premiato al Festival di Venezia per la migliore sceneggiatura, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes per la migliore attrice a Fernanda Torres, 1 candidatura ai BAFTA, a National Board, 1 candidatura a Critics Choice Award, ha vinto un premio ai Goya, a Rotterdam premio del pubblico, voto: 8,5. Prezioso film storico sulla prima grande dittatura di estrema destra del sud America, sponsorizzata dall’imperialismo statunitense. Il film, decisamente emozionante, ben girato e godibile, offre una ricostruzione molto realistica non solo del fascismo della dittatura militare, ma anche della grande importanza della lotta antifascista.
I sette samurai di Akira Kurosawa, drammatico, Giappone 2024, restaurato, voto: 8+. Grande classico immortale, il film rappresenta un ottimo esempio di dramma epico. Protagonisti tre gruppi sociali: i contadini, i samurai e i banditi. Il futuro appartiene ai lavoratori, in questo caso della terra, mente la piccola nobiltà militare, sia nella forma progressista dei samurai che accettano di difendere i contadini, sia nella forma degenerata dei militari che si riducono al brigantaggio, appaiono ormai dei residui di un’epoca storica al tramonto. Peccato che il regista faccia proprio il punto di vista dei samurai e tratti in modo un po’ troppo paternalistico i contadini.
Mickey 17 di Bong Joon-ho con Tony Collette e Mark Ruffalo, fantascienza, Usa, Gran Bretagna 2025, voto: 8. Film assurdamente sottovalutato, non è solo opera di un grande regista, ma appassiona e lascia molto su cui riflettere allo spettatore. Cosa più unica che rara, mette ancora una volta al centro il conflitto di classe come motore della storia e prende parte per gli oppressi, con una critica estremamente significativa della classe dominante e dirigente.
Sotto le foglie di François Ozon, drammatico, Francia 2024, nomination fra le altre alla miglior regia ai Lumiere Awards 2025 con Josiane Balasko, Garlan Erlos, Hélène Vincent, Ludivine Sagnier, voto: 7,5. Film avvincente e divertente che mostra nel modo migliore come la realtà sia complessa e in se stessa contraddittoria ed è, perciò, necessario andare al di là delle apparenze e dei pregiudizi, fondamentalmente classisti. Del resto lo spirito, essendo libero, è sempre superiore alla necessità della natura. D’altra parte la giusta critica al moralismo rischia, però, di degenerare in una critica reazionaria alla morale dal punto di vista fondamentalmente cinico della volontà di potenza.
Conclave di Edward Berger, thriller, Regno Unito, Usa 2024, con Ralph Fiennes, Stanley Tucci, Sergio Castellitto e Isabella Rossellini. Il film ha ottenuto 8 candidature, fra cui miglior film, e vinto un premio ai Premi Oscar per la migliore sceneggiatura non originale, 6 candidature, fra cui miglior film drammatico e regia e vinto un premio ai Golden Globes per la migliore sceneggiatura, 12 candidature e vinto 4 BAFTA, fra cui miglior film, 1 candidatura agli European Film Awards. Il film è stato premiato a National Board, 11 candidature a Critics Choice Award, 2 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, 1 candidatura a Directors Guild, ha vinto un premio ai CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, a AFI Awards, 1 candidatura a NSFC Awards, voto: 7+. Film ben fatto, piuttosto emozionante, che lascia anche qualcosa su cui riflettere allo spettatore. La critica alla chiesa cattolica, anche se mai portata alle estreme conseguenze, è certamente molto realistica e valida. Lodevole anche lo sforzo di aprire al principio speranza e di concludere la tragedia in modo catartico aprendo una prospettiva. Significativa la critica al fondamentalismo, al securitarismo, al bellicismo occidentale. Interessante anche il rovesciamento dei pregiudizi cattolici contro le donne.
Blade runner: the final cut, di Ridley Scott, fantascienza, Usa 1982, versione restaurata, voto: 7. Per quanto quest’ultima versione, l’unica non tagliata, non aggiunga nulla di sostanziale alla precedente, il film merita senz’altro di essere rivisto sul grande schermo in 4k. Un piccolo capolavoro nel suo genere, il film mantiene intatto il suo fascino e la sua capacità di emozionare. Emergono tutti i limiti dell’inizio degli anni ottanta, siamo ormai in una fase di riflusso anche se permangono echi delle lotte precedenti. Così i replicanti sono in realtà degli schiavi che si ribellano secondo la logica della dialettica servo-padrone per cui alla fine è il primo a dimostrarsi superiore al secondo. Emerge bene il ruolo nefasto del grande capitale tecnologicamente avanzato e l’ambiguità degli apparati repressivi dello Stato. D’altra parte, come è d’abitudine nell’arte statunitense, domina la socialconfusione tipica della piccola borghesia. Per cui si evidenzia il lato cattivo degli schiavi in rivolta e si lega un tema decisamente rivoluzionario come la rivolta servile a una rappresentazione decisamente reazionaria come quella della intelligenza e addirittura della sentimentalità artificiale. Interessante come il cacciatore finisce per divenire cacciato, una volta che è stato convinto a porsi al servizio degli apparati repressivi dello Stato. Del resto siamo ormai negli anni ottanta e tutti questi aspetti radicali del romanzo da cui è tratto il film restano in secondo piano, mirando il regista più al piacevole che al bello e al buono.
La tomba delle lucciole di Isao Takahata, animazione, Giappone 2008, voto: 7. Forse il film migliore del secondo maestro della Studio Ghibli dopo Myazaki. Realizza un anime di grandissimo impatto emotivo, decisamente ben confezionato, con personaggi tipici, con il consueto eccezionale scavo psicologico sui bambini e rappresenta in maniera molto significativa e realistica gli effetti catastrofici della guerra su una famiglia del ceto medio. Certamente molto attuale e molto curato formalmente, con un effetto catartico molto impattante, in quanto vedendo le tragiche vicissitudine di una famiglia come tantissime altre si impara a comprendere quanto devastanti sono gli effetti di una guerra. Il film riesce certamente molto bene per quanto riguarda l’impatto sugli occhi e la pancia dello spettatore, mentre è indubbiamente più debole nel suo riferirsi al cervello e al cuore. Si tratta di una tragedia monca, in quanto manca una qualche forma di catarsi che indichi nella direzione di una prospettiva di superamento, anche perché manca del tutto una qualsiasi analisi approfondita, sulle cause della guerra cioè sulla sua natura imperialista del conflitto che si rappresenta, di cui non si indagano le cause, né si individuano i responsabili. L’assumere realisticamente il punto di vista di una famiglia qualunque abdica alla necessità che avrebbe una autentica opera d’arte di farci comprendere meglio il mondo storico in cui viviamo.
Flow – Un mondo da salvare di Gints Zilbalodis, animazione, per bambini, Belgio, Lettonia e Francia 2024. Il film ha ottenuto 2 candidature, fra cui miglior film internazionale, e vinto un premio ai Premi Oscar come miglior film d’animazione, ha vinto un premio ai Golden Globes come miglior film di animazione, 2 candidature a BAFTA, 2 candidature agli European Film Awards, ha vinto un premio ai Cesar, Il film è stato premiato a National Board, ha vinto un premio ai Lumiere Awards, 2 candidature a Critics Choice Award, ha vinto un premio ai Spirit Awards, 1 candidatura a Producers Guild, 1 candidatura a Goya, voto: 6,5. Film decisamente ben realizzato, ha anche un contenuto niente male, mostrando come dinanzi alla catastrofe naturale finiscano per diventare superflue antiche rivalità e continue guerre, mentre si riscopre l’importanza della solidarietà e della cooperazione. Il film, senza bisogno di far parlare gli animali, resta decisamente molto espressivo e, in parte, anche avvincente. Il limite è una tendenza al formalismo e un contenuto non sufficientemente critico e approfondito.
La gazza ladra di Robert Guédiguian, commedia, Francia 2024, voto: 6+. Film godibile, che dimostra una significativa consonanza spirituale fra il regista e il suo popolo. Di quest’ultimo si colgono le contraddizioni, la complessità, mantenendo però l’ottimismo antropologico. Il film rischia però di scadere nel buonismo e ha complessivamente e, in particolare in alcune scena, rappresentazioni troppo poco realistiche.
L’abbaglio di Roberto Andò, con Toni Servillo, Salvo Ficarra, Valentino Picone, storico, Italia 2025, voto: 5,5. Il rivedere in chiave critica il Risorgimento è lodevole, come lo è l’accostamento alla tragedia storica della satira picaresca. Peccato che manchi del tutto una concezione scientifica della storia, per cui si resta alla superficie, fra luoghi comuni e moralismo.
Shoshana di Michael Winterbottom, thriller, Gran Bretagna e Italia 2023, disponibile su Prime, voto 5-. Interessante come tutti i film storici, ma come un po’ tutti questi prodotti dell’industria culturale è di fatto filo imperialista, nel caso specifico anche filo sionista, e tendente a disumanizzare le masse palestinesi con il consueto orientalismo.
