La "buona" amministrazione di Pisapia: borghese e non di sinistra

Bilancio dell'amministrazione Pisapia a distanza di oltre quattro anni dalla vittoria del giugno 2011.


La "buona" amministrazione di Pisapia: borghese e non di sinistra

A distanza di oltre quattro anni dalla vittoria del giugno 2011 è necessario fare un bilancio dell'amministrazione Pisapia, ricordando che il PRC, pur essendo assente dalla Giunta Comunale, ha fatto parte della sua maggioranza politica con il consigliere comunale Anita Sonego e “l'indipendente” (ma assai vicino politicamente) presidente del Consiglio Comunale, Basilio Rizzo. È indubbio che dopo più di 20 anni di amministrazione di centrodestra non si potevano fare miracoli, ma le ombre superano abbondantemente le luci su Expo, lavoro e sgomberi. L'amministrazione è fatta soprattutto dai dirigenti dei vari settori e cambiare la macchina amministrativa è un'impresa difficilissima.

di Alessandro Pascale*

I FATTORI POSITIVI: DIRITTI CIVILI, MOBILITÀ E ASSOCIAZIONISMO

È giusto ricordare anzitutto i progressi che ha saputo portare avanti Pisapia, producendo una frattura rispetto alle amministrazioni precedenti: anzitutto sui diritti civili (adozione del registro delle coppie di fatto e trascrizione dei matrimoni avvenuti all'estero tra persone dello stesso sesso) e sull'attenzione alla parità di genere, attraverso l'istituzione della Casa delle Donne, del criterio di un numero paritario tra assessori e assessore e della promozione del volontariato. L'elezione di Pisapia si accompagnava nel 2011 alla volontà di stimolare una certa "atmosfera partecipativa", presente nel programma di coalizione, dove si dava tanto rilievo alla partecipazione popolare. In effetti in questi anni c'è stato un fiorire di Comitati di cittadini in tutte le zone della città. Un cambiamento è avvenuto a livello della mobilità attraverso l'estensione del Bike Sharing (progetto iniziato già dalla Moratti) e del Car Sharing. Si sono promossi gli artisti di strada e le iniziative di divertimento come quelle culturali (esempi sono Book City e Piano City) che coinvolgono centinaia di persone.

Insomma Milano è diventata una città più “europea” e anche l'evento Expo ha contribuito a “rilanciarla” a livello internazionale. Il centro della città è certamente cambiato e nelle periferie, soprattutto grazie alle associazioni, sono state promosse iniziative culturali e aggregative. Si sono costituite in alcune zone le Case del Volontariato. A livello centrale la Casa dei Diritti e il Museo delle Culture, oltre alla promozione dell'Associazione Città Mondo, che unisce tutte le variegate organizzazioni degli immigrati.

I DISASTRI DELLE GRANDI OPERE EXPO E M4

Le scelte “strutturali” sono però molto più criticabili e, generalmente, in continuità con le precedenti amministrazioni. Si è portato avanti il progetto Expo, nato malissimo fin dall'inizio con lo scandalo dell'acquisto, da privati, di un'area agricola pagata come edificabile e soprattutto: secondo alcune stime i terreni valevano 20 milioni di euro, ma Arexpo, società controllata da Regione e Comune, li ha comprati per 160 milioni di euro [1]. In quell'occasione il PRC con i suoi rappresentanti ha votato contro un'operazione che andava a tutto vantaggio di palazzinari e Milano Fiera. La gestione dell'evento è stata lasciata in mano ai poteri forti e il Comune non si è mai distinto dalle scelte di Regione Lombardia, ossia di Maroni. È dovuta intervenire la Magistratura per arrestare svariati rappresentanti del ceto politico (per lo stesso Presidente della Regione Maroni è stato chiesto il rinvio a giudizio), oltre a imprenditori che avevano pagato le tangenti (tra cui spicca il nome di Maltauro), dirigenti di Expo di altissimo livello (bastino su tutti i nomi di Angelo Paris, all'epoca direttore pianificazioni e acquisti e general manager constructions dell'Expo2015 e dell'ingegnere Antonio Acerbo, responsabile unico del Padiglione Italia) [2]. C'è da chiedersi se ad un certo punto non ci siano state pressioni sulla Magistratura nel bloccare le sue indagini, al fine di evitare il rischio di paralizzare i lavori di un Expo che ha certamente rischiato di non essere portato a termine. Expo però vuol dire anche e soprattutto la messa in atto di un progetto strutturale di introduzione di un sistema di lavoro sottopagato o non pagato (le migliaia di “volontari”) dei suoi lavoratori [3], per lo più giovani stimolati con la suggestione di poter “arricchire il curriculum”...

Se si può dire che Pisapia non poteva bloccare il progetto Expo già in fase avanzata, altrettanto non si può dire della scelta di avviare la linea 4 della Metropolitana, con lo stesso sistema previsto dal centrodestra, ossia una società mista privati/Comune in cui di fatto i privati avranno solo i vantaggi, mentre il Comune si accollerà gli eventuali debiti. Per chi parli di un investimento di lungo termine è da notare che anche l'Assessora al Bilancio Balzani era contraria a questo progetto, tanto da astenersi dal voto che ha dato il via ad un progetto giudicato dal PD “una scelta difficile, ma necessaria”, ma osteggiato perfino dall'Assessore al Commercio Franco D’Alfonso, che ha descritto l'opera “un triplo salto carpiato” [4]. Questa grande opera da 1,8 miliardi indebiterà enormemente il Comune che si impegna a spendere tra gli 80 e i 100 milioni l'anno per i prossimi 22-25 anni (non per l'esercizio della linea, ma per pagare mutui e interessi) a fronte dei 500 milioni che metteranno i privati e contando su 172 milioni che il governo si era impegnato a dare per un'opera che doveva essere pronta per Expo [5]. Dove verranno presi tutti questi soldi, considerando che c'è da rispettare il famigerato Patto di Stabilità? È lecito pensare che si avvia una stagione di tagli selvaggi ai servizi pubblici. È inoltre da sottolineare che la decisione di realizzare M4 non è passata attraverso il Consiglio Comunale, ma con decisione della Giunta, attraverso una procedura non dissimile da quella che vediamo messa in atto da quei governi che giudicano il dibattito democratico un fastidio e una perdita di tempo.

SGOMBERI, MALGESTIONE E RAMELLI

Si sono privilegiate, insomma, le grandi opere (EXPO e M4) a danno di opere di restauro, manutenzione e miglioramento delle case popolari e dei quartieri periferici e, in generale, delle politiche sociali. La decisione del Comune di dare a MM (Metropolitana Milanese) la gestione delle proprie (29.000) case popolari che prima erano malgestite da Aler [6]costituisce certo un avanzamento, ma è arrivata tardi. Inoltre MM continua la politica dissennata degli sgomberi, secondo quella modalità tipicamente borghese di cercare di risolvere un problema sociale con provvedimenti di ordine pubblico. Si sgombera mentre prosegue lo scandalo degli attuali 2.500 appartamenti sfitti con migliaia di persone che aspettano una casa... Da segnalare purtroppo che l'amministrazione Pisapia ha fatto più sgomberi di case, di centri sociali e di campi ROM delle precedenti amministrazioni di centrodestra [7]. Perfino sul tema dell'antifascismo il giudizio non è soddisfacente. Se pubblicamente c'è stato un certo atteggiamento di ostilità e contrarietà verso movimenti neofascisti come Casa Pound, non si può dimenticare che ogni anno Milano soffre per la mobilitazione fascista del 29 aprile in cui si commemora la morte del militante missino Sergio Ramelli a opera di militanti di Avanguardia operaia nel 1975. Ogni anno questo è un appuntamento in cui i movimenti antifascisti milanesi si ricompattano per osteggiare tali celebrazioni, ma nel 2014 Giuliano Pisapia decide di partecipare all'evento (ed è la prima volta per un sindaco di Milano, neanche la Moratti aveva osato tanto...), accompagnato da una folta pattuglia del Pd. L'ottica è quella che “occorra arrivare a una pacificazione” [8]. Ma è difficile pensare di potersi pacificare con i fascisti, mentre appare evidente l'adesione al progetto revisionista iniziato da Violante a metà anni '90 con l'equiparazione tra partigiani e repubblichini. La ciliegina sulla torta è la decisione di iscrivere il nome di Franco Servello (ex-MSI) al Famedio del Cimitero Monumentale.

E IL LAVORO?

Oltre allo sdoganamento del lavoro gratuito per Expo uno dei grandi punti dolenti di questa Amministrazione è il rapporto con i dipendenti comunali, i quali, visti i tagli e le leggi del governo centrale, sono stati ridotti drasticamente e, a causa delle mancate assunzioni, hanno un'età complessiva molto elevata. La situazione remunerativa e di qualità del lavoro è molto peggiorata e il rapporto con tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori è stato tale che, per la prima volta nella storia del comune di Milano, tutti i lavoratori hanno fatto un giorno di sciopero [9]. Per avere un'idea della situazione basti pensare che il rapporto tra spese per il personale e spesa corrente è passato dal 37% del 2011 al 24% del 2013 al previsto 20,5% del 2015 (per fare un confronto tale rapporto nel comune di Bolzano è del 40%). Sempre per quanto riguarda il personale è da rilevare come tutto il lavoro del Forno Crematorio sia stato esternalizzato, nonostante che il Consiglio Comunale avesse votato un ordine del giorno in cui si chiedeva di mantenerlo in affidamento al personale del Comune. La situazione dei precari del Comune è pesantissima, mentre si trovano i soldi per consulenze, incarichi dirigenziali e collaborazioni “personalistiche” (cioè date ad amici senza concorso) che sono moltissime [10].

IL “PESO” DELLA PARTECIPAZIONE POPOLARE

Per quanto riguarda la “partecipazione” questa amministrazione ha sempre considerato i vari Comitati sorti in difesa dell'ambiente e della vivibilità dei quartieri come dei disturbatori, se non addirittura degli avversari. È così che per due anni i comitati contrari alla famigerata Via d'Acqua che doveva attraversare alcuni parchi cittadini, si sono visti trattare come dei sovversivi. Si è ripetuto che era impossibile cambiare il progetto, che lo aveva deciso il Comitato internazionale di Expo, a Parigi, e che quindi non si potesse fare nulla. Solo la Magistratura, con la condanna della Maltauro (di cui voci di un certo rilievo hanno poi sottolineato la «spregiudicatezza» con cui la società esegue i lavori [11]), è riuscita a bloccare il progetto. Forse sarebbe bastato ascoltare quegli stessi cittadini che evidentemente avevano visto con i propri occhi le problematiche sul campo... Stesso discorso per il Comitato che lotta per preservare la zona della Goccia in Bovisa, per coloro che si mobilitano per preservare il Giardini dei Giusti al Monte Stella, o per il Comitato Navigli. Di fronte a questi ed altri comitati ci si pone sempre come se fossero dei disturbatori dei governanti, i quali soli, quasi fossero divinità infallibili, sanno cosa è giusto e cosa non meriti la propria attenzione...

IL BILANCIO E LA PRESENZA (SCARSA) SUL SOCIALE

Una scelta, incomprensibile per una giunta “di sinistra”, è stata quella di rispettare tutte le imposizioni nazionali ed europee sul pareggio di bilancio e sui tagli. Non c'è stato il coraggio di provare ad aggregare altri comuni per praticare qualche forma di “sforamento”, o più in generale di mettere in atto un qualsiasi atto di protesta contro queste imposizioni dall'alto. Gli aumenti dei biglietti per i trasporti hanno colpito pesantemente soprattutto gli anziani e solo ora, a pochi mesi dalle elezioni, si è attuata una proposta del PRC che prevede abbonamenti ridotti in certe fasce orarie. Per quanto riguarda l'accoglienza dei rifugiati in transito questa è avvenuta soprattutto grazie ad una grande mobilitazione del volontariato sociale e se una attenzione ai senzatetto e agli indigenti è rimasta viva lo si deve sì al coordinamento dell'Assessorato ai Servizi Sociali, ma in particolar modo al Coordinamento delle Associazioni e al grande sacrificio degli operatori dei servizi sociali che nelle assemblee hanno denunciato inascoltati una grande scarsezza di personale insieme a un aumento di richieste di prestazioni.

LA SEL “MILANESE” STAMPELLA DEL PD?

Nella variegata maggioranza milanese su quali rapporti ha potuto contare la Sinistra per Pisapia-Federazione della Sinistra con SEL, che contava 3 consiglieri comunali? Paradossalmente il partito con cui si vorrebbe costruire a livello nazionale un soggetto politico antiliberista ha spesso rappresentato a Milano l'ala destra della maggioranza. I suoi consiglieri hanno attaccato più volte in commissione i vari Comitati dei cittadini accusando la Consigliera PRC Anita Sonego di essere accanto a “quelli del no”. Non solo non hanno mai fatto un intervento a favore dei dipendenti comunali, ma in una riunione di maggioranza con l'assessora al Personale sono stati gli unici, per bocca del loro capogruppo, a sostenere sul tema del Lavoro le posizioni rigide della Giunta affermando che “la legge si deve rispettare”. Successivamente la Giunta addolcì le proprie posizioni e accolse le richieste sindacali, ma non certo grazie a SEL, quanto piuttosto, in quell'occasione, grazie al peso politico messo in campo dalla Federazione della Sinistra e da alcune componenti locali del PD. SEL ha sempre votato tutto: Expo, M4, Vie d'acqua, ecc... Mai una volta che siano intervenuti in aula denunciando uno sgombero. Nonostante il voto ricevuto anche da certi ambienti e persone riconducibili ai centri sociali.

L'impressione è che SEL abbia lavorato politicamente per il governismo fine a sé stesso, oppure è inevitabile pensare che la sua composizione locale non rispecchi più neanche la fisionomia di un partito di sinistra antiliberista, data l'accettazione acritica dei provvedimenti messi in campo dall'Amministrazione Pisapia. Una dimostrazione ulteriore è data, perfino in questi momenti in cui si scrive, dal fatto che SEL sembra voler portare avanti l'alleanza politico-elettorale con il PD in vista delle Comunali del 2016 [12], appuntamento per il quale invece il PRC ha già confermato, in seguito al Comitato Politico Federale di martedì 6 ottobre 2015, la sua indisponibilità a partecipare alle Primarie del Centro-Sinistra milanese (sancendo di fatto l'impossibilità a praticare qualsiasi alleanza)[13].

CONCLUSIONI

Se il bilancio dell'Amministrazione Pisapia, che pure era giudicata un'alleanza di “sinistra-centro”, è così magro, quali potranno mai essere i margini per un'azione progressista nei prossimi anni, stretti tra una Milano indebitata fino al collo e alle prese con il Patto di Stabilità, invischiata tra ceti politici ed economici non limpidi e sudditi dei poteri forti, con l'aggravante di doversi trovare un PD che negli ultimi anni ha proseguito la propria mutazione antropologica, trasformandosi ormai in maniera sempre più esplicita nel partito prediletto dalla borghesia? Serve una presa di coscienza collettiva di quella che è stata la realtà milanese di questi ultimi anni e di quelli che sono i rapporti egemonici tra i rappresentanti politici e gli strati più retrivi della borghesia. Soltanto a seguito di questa presa di coscienza sarà possibile, lavorando a ristabilire un rapporto di fiducia, collaborazione e partecipazione, una relazione proficua tra società e politica in grado di rimettere al centro delle politiche realmente progressiste e avanzate, in grado di fare gli interessi di un blocco sociale che al momento può trovare pochissimi rappresentanti politici che intendano realmente farne gli interessi. Il PRC è uno di questi soggetti, che non deve certo rassegnarsi a svolgere un ruolo di testimonianza ideologico-politica; anzi dovrà farsi carico di un lavoro enorme per riconquistare tale fiducia con i settori più militanti e le menti più acute della Città Metropolitana. Ogni altro progetto che non prenda in considerazione la necessità di tornare a lavorare sul territorio a stretto contatto con i bisogni quotidiani degli oppressi rischia di essere una sterile manovra elettoralistica, votata al fallimento. Per la gioia dei palazzinari, dei corruttori e più in generale di tutti quei borghesi che, in fondo, potrebbero anche essere rimasti soddisfatti dell'Amministrazione Pisapia. Di certo non lo possono essere i proletari, i giovani, i lavoratori e tutti i cittadini onesti che affollano le strade e i quartieri di Milano, e che senz'altro si aspettavano di più riguardo alle loro esigenze materiali rimaste irrisolte, se non aggravate.

*Coordinatore dei Giovani Comunisti di Milano

NOTE

  1. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/17/expo-2015-hai-visto-che-successo/2136530/.
  2. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-05-08/terremoto-expo-2015-sette-arresti-cupola-appalti-tangenti-nomi-politici—180532.shtml?uuid=ABg7hnGB; http://www.today.it/cronaca/expo-arresti-angelo-paris.html. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Contratti-Expo-chiesto-processo-per-Maroni-728abf88-de64-47ba-9afb-dccdf466676b.html.
  3. http://ilmanifesto.info/expo-2015-i-dannati-dellevento/.
  4. http://www.leggo.it/NEWS/MILANO/milano_metropolitana_atm_comune/notizie/1061181.shtml.
  5. http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/10/02/news/metr_4_adesso_milano_ci_ripensa_cresce_il_fronte_del_no_alla_linea_linate-lorenteggio-97160480/.
  6. Sulla malgestione si veda a titolo di esempio questo articolo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/27/milano-fatelo-per-la-citta-radete-al-suolo-laler/928075/.
  7. http://www.linkiesta.it/it/article/2013/04/11/a-milano-piu-sgomberi-con-pisapia-che-con-la-moratti/12911/. A riguardo anche la posizione del PRC milanese è stata chiara: http://www.milanotoday.it/politica/case-popolari-sgomberi-rifondazione-comunista.html. Sulla questione ROM: http://popoffquotidiano.it/2015/08/19/milano-pisapia-sfratta-un-campo-rom-regolare/.
  8. http://www.huffingtonpost.it/2014/04/29/pisapia-ramelli_n_5233527.html.
  9. http://www.rifondazionemilano.org/nws/sciopero-dei-dipendenti-del-comune-di-milano-anita-sonego-interviene-a-pressenza-com/.
  10. http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_agosto_11/comune-record-collaboratori-spese-2111408174079.shtml.
  11. http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/infrastrutture24/2014-11-03/maltauro-commissarato-appalto-acqua-183315.php?uuid=AbwzlOaK.
  12. http://www.selmilano.it/news/297/Per-Milano-2016.
  13. http://www.rifondazionemilano.org/nws/rifondazione-comunista-a-milano-una-lista-unitaria-e-automa-dal-pd-no-alle-primarie-di-centro-sinistra-proseguiamo-la-consigliatura/.

24/10/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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