Anticipazioni in attesa del festival del cinema di Locarno

Pardo alla carriera assegnato a Fredi M. Murer, maestro del cinema svizzero


Anticipazioni in attesa del festival del cinema di Locarno

LOCARNO. Si respira già l’aria del popolato festival del cinema qui sulla riva nord del lago Maggiore. Oltre alle decine di migliaia di appassionati spettatori provenienti da tutta Europa e non solo, centinaia gli addetti ai lavori, perché a Locarno da anni intorno ai film in concorso ci sono eventi nei quali i rappresentanti di cinematografie emergenti e povere possono incontrare delegati di importante case di distribuzione, produttori e sceneggiatori. Il leopardo, simbolo del festival che sta ritagliandosi un ruolo importante nel circuito dei grandi festival e delle più importanti mostre cinematografiche, dà il nome ai premi, i “Pardi” appunto.

Locarno edizione 72ª renderà omaggio con il Pardo alla carriera a Fredi M. Murer, regista, sceneggiatore, fotografo e disegnatore svizzero che sarà ospite in Piazza Grande giovedì 15 agosto. L’omaggio al maestro del cinema svizzero sarà accompagnato dalla proiezione di alcune delle sue opere più importanti, tra cui quelle che hanno segnato un’amicizia con il Festival lunga 40 anni: Grauzone (1979), Wir Bergler in den Bergen sind eigentlich nicht schuld, dass wir da sind (1974), Höhenfeuer (1985) e Der grüne Berg(1990).

Fredi M. Murer è una figura chiave del cinema indipendente svizzero e internazionale nonché artista libero e visionario, con creatività e spirito innovativo che hanno rappresentato le linee guida di oltre cinquant’anni di carriera e che hanno segnato profondamente la storia del cinema elvetico. La sua poetica ha sempre rispecchiato un impegno politico e civile che hanno permesso di vedere il mondo – e la Svizzera – con occhi diversi. Una visione che il Locarno Film Festival ha scoperto nel 1979, con il film Grauzone. Quarant’anni di complicità che il Festival avrà il piacere e l’onore di celebrare ospitando la prima mondiale del restauro della pellicola, curato e realizzato dalla Cinématèque suisse.

I restauri delle opere di Murer a Locarno 72 non finiranno però con Grauzone. Il Festival sarà infatti palcoscenico anche per un’altra opera che ha di recente ritrovato la sua luce originale, Wir Bergler in den Bergen sind eigentlich nicht schuld, dass wir da sind (1974), una delle più importanti pellicole di Murer, omaggiata con il premio FIPRESCI a Locarno nel 1975, il cui seguito, Der grüne Berg (1990), venne presentato dal regista proprio al Festival nel corso della prima edizione della sezione parallela dedicata ai documentari, la Semaine de la critique. Questa sezione festeggia quest’anno i suoi primi 30 anni di vita e riproporrà, nel corso di Locarno 72, il film Der grüne Berg nella sua ritrovata veste, aggiungendo così un terzo restauro al programma dedicato al regista.

Celebrando Murer non poteva ovviamente mancare la proiezione di un altro caposaldo della sua filmografia e dell'albo d'oro di Locarno: Höhenfeuer, pellicola indimenticabile che nel 1985 il Locarno Film Festival premiò con il Pardo d’oro, completerà la quadrilogia di restauri del cineasta svizzero presentati al pubblico durante Locarno 72. L’omaggio a Murer, regista, sceneggiatore, fotografo e anche illustratore, sarà completato dall’esposizione di una selezione di sue tavole originali.

Lili Hinstin, la nuova intraprendente e solare Direttrice artistica del Locarno Film Festival ci ha detto: “Il Locarno Film Festival è sempre anche vetrina del cinema svizzero, declinato in ogni momento: presente, futuro e passato. Rappresentando i suoi contemporanei, immaginando il futuro anche oscuro del suo Paese, ascoltando la storia degli abitanti dei territori più discosti, Fredi M. Murer ha giocato con il tempo, cioè con la sua arte e con la sua epoca. Dipingendo la Svizzera, Murer ha ridisegnato il cinema svizzero. Sono molto felice di onorare uno dei più grandi registi svizzeri per la mia prima edizione.”

Fredi M. Murer riceverà il Pardo alla carriera in Piazza Grande la sera del 15 agosto. Venerdì 16 agosto alle 13.30 il pubblico del Festival potrà inoltre assistere a una conversazione con l’autore allo Spazio Cinema, in una città che per dieci giorni ha tutti gli angoli dedicati alla cinematografia.

Fra i vincitori del Pardo alla carriera nelle scorse edizioni vi sono Francesco Rosi, Claude Goretta, Bruno Ganz, Claudia Cardinale, Johnnie To, Harry Belafonte, Peter-Christian Fueter, Sergio Castellitto, Victor Erice, Marlen Khutsiev, Bulle Ogier, Mario Adorf e Jane Birkin.

Intanto Locarno 72 ha svelato i titoli della Retrospettiva Black Light che presenterà al Cinema GranRex un’inedita panoramica del cinema nero del 20esimo secolo. Piazza Grande omaggerà la Retrospettiva dedicando il Prefestival di martedì 6 agosto al film di Spike Lee Do the Right Thing (1989), presentandolo al pubblico della Piazza Grande nella prestigiosa copia restaurata in occasione dei 30 anni del film.

Strutturata come un'indagine focalizzata su lungometraggi del ventesimo secolo, la Retrospettiva Black Light curata da Greg de Cuir Jr., presenterà autori di culto, Race movies degli anni '20 e '30, film pionieristici, pellicole emblematiche della Blaxploitation degli anni ‘70 e autori che hanno interpretato e rappresentato la loro epoca politica. L’obiettivo principale di questa selezione è quello di oltrepassare il concetto di Black, inteso come identità sociale e indagare l’immaginario dei registi che hanno reinterpretato la questione storica e politica in diverse epoche e in diversi luoghi, esplorando così anche la sfida di essere neri al di fuori di un contesto e di una società africana. La panoramica Black Light si concentra sul cinema di colore proveniente dalle Americhe e dall'Europa, interpretato da autori di etnie e vissuti differenti, background essenziale con cui dare forma alla propria visione.

Greg de Cuir Jr., il curatore della Retrospettiva Black Light, ci ha detto: "Black Light traccia un panorama storico del cinema nero internazionale e mette in dialogo registi di diversa provenienza che hanno realizzato opere chiave sulle culture e sui popoli di origine africana, i quali hanno identità ed esperienze molto diverse, ma sono legati da profonde connessioni. Il tema d’interesse di questo lavoro è che cosa è successo ai figli d’Africa dopo essere stati allontanati dalle loro terre e costretti a sopravvivere in vari contesti attraverso i secoli; come si è riflesso questo passaggio e come è stato visualizzato dalle culture dell'immagine in movimento. Un approccio archivistico volto a rianimare il passato allo scopo di presentare una più completa comprensione del cinema nero che esiste oggi. Nella Retrospettiva troviamo infatti classici di autori leggendari, opere d'avanguardia di artisti cinematografici, generi e mix di generi di vario tipo, perché non esiste una sola concezione di cinema nero, o una sola concezione di Black.”

Lili Hinstin, Direttrice artistica del Locarno Film Festival, ha aggiunto: “Ho proposto a Greg de Cuir, il cui lavoro di programmatore curatore e autore sul cinema nero americano mi aveva molto colpito, questo progetto di Retrospettiva che inizialmente avevo intitolato Being Black con l'intento di andare oltre il movimento #MeToo ed esplorare la rappresentazione della minoranza attraverso la questione nera. All’interno di un movimento dialettico vivace ed emozionante, Greg ha trasformato la domanda che gli avevo posto in origine e l'ha elevata a una questione estetica di portata universale. Sono molto orgogliosa di presentare questo lavoro innovativo per la mia prima edizione e di condividere con il pubblico del Festival questi film il cui corpus ripensa la storia del cinema.”

I grandi registi neri non dovrebbero essere paragonati solo ad altri registi neri, ma anche a notevoli registi di tutte le etnie e nazionalità. L'essenziale è assicurarsi che non siano suddivisi in ghetti estetici o culturali. Black Light porta sullo schermo e propone una contro-storia, mettendo in luce opere meno note e spesso omesse dal canone occidentale.

La Retrospettiva curata da Greg de Cuir Jr. sarà presentata in collaborazione con la Cinémathèque suisse. Il progetto vede inoltre coinvolte prestigiose e nuove istituzioni svizzere e internazionali che assicureranno una circuitazione che farà viaggiare la Retrospettiva fino al 2020. Fra le istituzioni già confermate: Cinémathèque suisse, Cinema REX Bern, Filmpodium Zürich, l’EYE Filmmuseum ad Amsterdam, Arsenal di Berlino e Cineteca Madrid.

Locarno 72, poi, presenta il nuovo progetto U30

Per dar voce alla nuova generazione di professionisti del cinema e ascoltare il loro punto di vista sulle sfide poste dai cambiamenti in atto nell’industria cinematografica. Si chiamerà U30 e i 24 partecipanti, tutti sotto i 30 anni, provengono dalle Locarno Industry Academy International presenti nelle diverse aree geografiche del mondo. Si incontreranno durante il Locarno Film Festival per scambiarsi idee e opinioni sul tema The Audience of the Future.

I partecipanti sono stati selezionati dalle diverse Locarno Industry Academy International presenti in America Latina, Europa, Medioriente e Stati Uniti, a loro si aggiungono alcuni giovani professionisti provenienti da Africa e Asia. I 24 under30 saranno protagonisti di un programma ad hoc di tre giorni (9 –11 agosto) durante Locarno Pro, uno degli eventi indotti dal Festival nella sua interezza.

In una società in cui il modo di consumare e di produrre audiovisivo sta rapidamente evolvendo, la nuova generazione di professionisti del cinema avrà un enorme impatto sull’industria cinematografica del futuro e dovrà confrontarsi con una costante innovazione, abbracciare nuove tecnologie e soprattutto trovare un approccio efficace al fine di tenere viva l’attenzione del pubblico sul cinema d’autore: un pubblico che, nell'era delle piattaforme streaming, degli smartphone e dei social media, ha radicalmente cambiato le sue abitudini di fruizione dell’audiovisivo.

Nadia Dresti, attiva responsabile di Locarno Pro, ci dice: “Questa iniziativa solleva diverse domande, ma la più urgente è: sono i giovani a dover seguire i modelli di business sviluppati dall'industria del cinema o è piuttosto l'industria del cinema, da quella hollywoodiana a quella del resto del mondo, che dovrebbe adattarsi alle innumerevoli possibilità odierne di fruire dell'audiovisivo e dei suoi variegati contenuti?”

U30 si propone come una piattaforma per dare spazio e voce ai giovani professionisti che vogliono confrontarsi su tematiche estremamente attuali. Il programma avrà l’approccio di un vero e proprio think tank volto a stimolare lo scambio di opinioni e la riflessione su nuove strategie per affrontare le sfide future. I partecipanti saranno inoltre invitati a scoprire le altre iniziative di Locarno Pro, aumentando così ulteriormente le possibilità di networking e interscambio con i professionisti dell’industria presenti a Locarno.

Marcello Paolillo, che è il Project Manager di U30, afferma: “In vista dell’evento, abbiamo effettuato un sondaggio tra i partecipanti, facendo loro una domanda specifica: “Quali sono gli aspetti più critici dell’industria cinematografica che ritieni debbano cambiare in un futuro prossimo?” Le risposte che abbiamo ricevuto erano tutte estremamente interessanti, e nonostante affrontassero aspetti anche molto diversi tra loro, tutte avevano un comune denominatore: la necessità del cinema indipendente di trovare nuove strategie e un nuovo approccio per raggiungere il pubblico. Per questo motivo, abbiamo deciso che il tema principale delle diverse sessioni di U30 sarà The Audience of the Future declinato nei suoi vari aspetti: dalla distribuzione theatrical al marketing, dal rapporto con le piattaforme al ruolo dei festival e dei mercati di cinema”.

Ci attende un’edizione “storica” del Festival, la cura per la preparazione e per i minimi dettagli degli eventi, lo preannuncia.

14/07/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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