Finora la rivoluzione socialista ha avuto successo esclusivamente in paesi in cui non era possibile sviluppare la società socialista, come transizione al comunismo. Perciò non ha senso accusare un socialismo reale, che non è stato possibile realizzare. D’altra parte, occorre necessariamente comprendere gli errori compiuti nei paesi governati dai comunisti per evitare di riprodurli in futuro. Ciò comporta fare i conti anche con gli aspetti totalitari che rendono oggi poco attraente il comunismo.

Versione scritta, ampliata e corretta, della prima parte della relazione introduttiva al quinto incontro del corso di storia e filosofia: “Controstoria del Rinascimento in una prospettiva marxista”, tenuto all’Università popolare Antonio Gramsci.

Giovedì, 20 Agosto 2026 11:02

Le ragioni della controstoria

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Un secolo di transizione dal feudalesimo alla società capitalista. Grandezza e miseria delle rivoluzioni borghesi: la rivoluzione scientifica etecnologica, la rivoluzione delle Province unite, la rivoluzione commerciale, le rivoluzioni filosofica, politica e giuridica moderne, la Rivoluzione inglese.

Giovedì, 20 Agosto 2026 10:58

Per una analisi della fase

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Sul piano internazionale cresce la resistenza popolare alle aggressioni imperialiste. D’altra parte aumenta il razzismo, che permette di conservare popolarità alle politiche reazionarie dei paesi imperialisti. In Italia ago della bilancia sono l’estrema destra e gli ultraliberisti a causa della debolezza della sinistra e dei sindacati. Per uscirne in parte ci vorrebbe una convergenza fra liberali di sinistra e sinistra radicale. Una soluzione più radicale potrebbe venire solo da una ripresa dei movimenti.

Allo stato attuale le carte nella campagna elettorale le dà tutte la destra. Le cose potrebbero iniziare a modificarsi se Schierarsi e Agorà costringessero il Campo largo a dire qualcosa di sinistra. Ma per un reale cambiamento ci vorrebbe un grande movimento dal basso che spazzi via l’attuale classe dirigente e rifondi la vita politica a partire dall’attuazione della Costituzione.

Videointervista a cura di Alessandra Ciattini

Videointerista a cura di Alessandra Ciattini.

Giovedì, 13 Agosto 2026 12:22

Per una teoria della transizione

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La rivoluzione socialista ha avuto successo solo in paesi nei quali non c’erano le condizioni per sviluppare la transizione al comunismo. Si è così dovuta sviluppare una transizione al socialismo, passando attraverso il capitalismo di Stato. D’altra parte il continuo stato d’eccezione, imposto dallo Stato di assedio da parte dell’imperialismo, e l’estremismo utopistico non hanno portato allo sviluppo della democrazia socialista.

La lunga transizione in cui la vecchia società feudale è in putrefazione, ma la moderna società borghese stenta ancora a nascere, producono fenomeni morbosi, come il distopico tentativo di ricostruire un impero universale su basi cristiane. Punto di caduta di questo grande scontro fra due modi di produzione è lo Stato feudale tendenzialmente assolutistico. D’altra parte lo spirito del capitalismo continua ad affermarsi mediante la libertà dei moderni, alla quale dà un importante contributo il calvinismo.

La replica di Orazio Di Mauro non risponde alle principali obiezioni documentate alla sua ricostruzione. Dietro il richiamo a presunte dinamiche «profonde» restano irrisolti il rapporto del Vietnam con la SCO, la cooperazione strutturale con il Laos e la debole questione del sarin.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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