Galileo dà una dimostrazione scientifica del copernicanesimo, illudendosi che l’idologia dominante ecclesiastica non lo avrebbe contrastato. Al contrario è proprio a causa di tale dimostrazione che l’opera di Copernico viene messa fuori legge dalla censura. Galileo pretende che l’ideologia dominante accetti la distinzione fra scienza e fede, al punto di rivedere l’interpretazione della Bibbia quando lo sviluppo scientifico entra in contrasto con la lettera della “parola di Dio”. Ciò favorisce la sua persecuzione.

Venerdì, 25 Settembre 2026 20:16

Splendore e miserie di Galilei

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Anticipazioni della quinta lezione, a cura del prof. Renato Caputo, del corso dell’Università popolare Antonio Gramsci “Controstoria del secolo di ferro (1559-1650). Fra crisi e rivoluzioni: dalla rivoluzione scientifica alla Rivoluzione inglese”. Appuntamento Mercoledì 30 settembre alle ore 18,00 in videoconferenza su google meet https://meet.google.com/xsg-rmee-wjn o in differita sul canale youtube dell’Unigramsci  

Dopo avere affrontato la prima grande lotta vincente per il diritto del popolo all’autodeterminazione nazionale, la borghesia divenne classe economicamente dominante e dirigente insieme all’aristocrazia, realizzando la prima grande rivoluzione commerciale.

Quando la sinistra è in grado di avere una stretta consonanza sentimentale con il suo popolo è in grado di vincere le elezioni borghesi e di dimostrare quanto sia risistibile l’ascesa dell’estrema destra

Come è ormai noto, la Presidente del Consiglio ha annunciato un provvedimento secondo il quale verrà posto un tetto massimo di alunni stranieri per classe, il 30%. Molto si è detto e discusso al riguardo. Quelle che seguono sono riflessioni di chi nella scuola insegna e lavora credendo nel ruolo fondamentale che questa istituzione svolge nel Paese.

Analisi critiche, strategie comunicative ed mobilizzazione del movimento verso il presidio nazionale del 3 ottobre. 

I lettori e le lettrici della Città futura avranno notato che abbiamo dato vita a una nuova rubrica intitolata Verso un mondo ribelle, con la quale intendiamo cogliere i fermenti di cambiamento e di trasformazione individuabili nel complesso mondo attuale lacerato da feroci conflitti. 

Pochi giorni orsono è uscita la notizia dell’esistenza di un tavolo di confronto finalizzato a un accordo per la moderazione salariale, cui starebbero partecipando CGIL, CISL, UIL, Confindustria e “una pattuglia di associazioni padronali”.[1]

Dai deliri cartografici di Trump ai mercati dei futures di Chicago, l’acqua cessa di essere un bene comune per diventare il capitale del XXI secolo. Tra scarsità e finanza, diritti idrici, terreni e infrastrutture trasformano l'accesso all'acqua nella nuova frontiera del potere economico.

Brecht metteva in guardia chi parlava dei compiti storici o della missione del proletariato. Allo stesso modo, forse, potrebbe essere controproducente pretendere, in questa situazione storica così difficile per le forze rivoluzionarie, la realizzazione da parte dei comunisti cinesi di una società socialista, cioè di una società quantomeno in transizione verso il comunismo, ovvero una società capace di autogestirsi senza bisogno di uno Stato.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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