Tre libri di intellettuali marxisti

Recensiamo in un’ottica marxista tre interessanti volumi che ci hanno gentilmente fatto avere i loro autori e che dimostrano come, nonostante il periodo buio che attraversiamo, la visione del mondo marxista resti l’unica reale alternativa all’ideologia dominante, espressione del blocco sociale al potere.


Tre libri di intellettuali marxisti

Il libro di Vladimiro Giacché, Hegel. La dialettica. Introduzione al pensiero hegeliano, Diarkos, è stato già molto favorevolmente recensito da chi scrive su questo settimanale. Il libro ha il grande pregio di spiegare nel modo più chiaro e comprensibile possibile, in poche densissime pagine, gli aspetti fondamentali della filosofia di Hegel, senza concessioni all’ideologia dominante. Dal momento che la prima edizione è andata meritatamente esaurita in tempi rapidi, ne è stata pubblicata una seconda edizione rivista e accresciuta che qui segnaliamo, ottima occasione per chi non avesse fatto in tempo ad acquistare la prima.

La seconda edizione è comunque ancora migliore della prima e riesce a rendere la concezione del mondo di uno dei massimi esponenti della storia della filosofia, un autore notoriamente estremamente complesso, abbordabile anche a un pubblico di non specialisti, senza mai banalizzare e mantenendo sempre un ammirevole rigore espositivo. È stata ampliata la parte antologica molto valida per quanto riguarda le opere di Hegel, più discutibile per quanto concerne la scelta della letteratura secondaria. Nonostante si tratti di una introduzione all’opera, il libro risulta molto interessante e certamente significativo anche per chi, come l’autore di questo articolo, ha studiato per molti anni l’opera di Hegel. Peraltro, ponendo giustamente al centro la dialettica, l’aspetto più rivoluzionario della filosofia hegeliana, il libro favorisce una migliore comprensione anche della filosofia di Marx e di una parte decisiva del marxismo che ha fatto tesoro del “metodo” dialettico.

In conclusione il libro di Giacché è una ulteriore dimostrazione di quanto osservava Marx, cioè che “l'anatomia dell'uomo è una chiave per l'anatomia della scimmia”. In altri termini solo da una prospettiva superiore marxista è possibile intendere realmente la grandezza e l’attualità del pensiero di Hegel in particolare e della dialettica in generale. Perciò l’unico neo di questo, peraltro prezioso libro, è la scelta degli autori da antologizzare nella sezione dedicata alla “Critica”, cioè agli studi su Hegel che dovrebbero consentire di approfondire la riflessione di Giacché. Il problema è che la scelta di autori che non interpretano Hegel da un superiore punta di vista marxista non fornisce degli spunti di lettura che consentano realmente di approfondire il ragionamento sull’importanza decisiva della dialettica e sulla attualità della filosofia di Hegel per chi intende non solo comprendere, ma anche rivoluzionare l’esistente.

Accumulazione e crollo del capitalismo di Mario Fragnito e Gianni De Bellis, volume primo, anno 2023.

Nella prima parte di questo libro si espongono le interpretazioni della crisi dal punto di vista dell’ideologia dominante per poterle meglio confutare. Alla base del volume vi è la riflessione della sinistra “bordighista” e in particolare di Red Link.

La crisi, palesatasi fra il 2007 e il 2008, permane e tutto fa pensare a un incancrenirsi di questa crisi epocale. In realtà, come notano in seguito gli stessi autori del libro, i tassi di profitto già in discesa rispetto a quelli a due cifre degli anni cinquanta-settanta, calavano progressivamente; situazione che diventava sempre più grave negli anni novanta.

Dopo gli anni novanta “i capitali non rendevano più se investiti nella produzione, i grandi capitalisti hanno forzato i loro governi a togliere tutti gli impedimenti che evitavano che essi si potessero riversare pesantemente nella speculazione finanziaria, cosa avvenuta dal 1995 in poi” [1]. “Altro aspetto perverso per la prevalenza assunta in questi decenni dalla finanza: il poter comprare, sempre più diffuso, a debito ogni cosa (casa, auto, mobili, elettrodomestici, ecc.) facilitati dall’erogazione di prestiti facili anche a persone con scarsissimo reddito, che difficilmente avrebbero potuto ripagare i crediti ottenuti: i cosiddetti mutui sub-prime. A questo punto il crack del 2007 e la successiva depressione erano fenomeni inevitabili” (13). Del resto, lo stesso Alan Greespan ha affermato che “le varie bolle speculative susseguitesi negli ultimi decenni erano state studiate e volute dalla FED come unico mezzo per sostenere un capitalismo entrato ormai in una fase stagnante” (14).

Il secondo capitolo è dedicato alla spiegazione marxista dell’attuale crisi. Si passa in seguito ad analizzare l’accumulazione del capitale e la diminuzione tendenziale del saggio generale di profitto. Nel capitolo terzo si trovano dei significativi ragionamenti sulla legge del valore. Il quarto capitolo è dedicato a distinguere il saggio di sfruttamento dal saggio di plusvalore. Nel quinto capitolo si affronta la discesa del saggio generale di profitto, il susseguente crollo e il modello di Grossman. Nel sesto e ultimo capitolo si affrontano esempi di cattiva (Giussani, Dumenil, Levy), insufficiente (Carchedi, Roberts) e buona (Maito) ricerca empirica e critica.

Il volume è certamente meritevole per dimostrare tutta l’attualità e la centralità dell’analisi economica marxista di contro a tutte le concezioni borghesi. È apprezzabile anche l’impostazione marxista “ortodossa” nel senso migliore del termine di contro alle concezioni revisioniste. Meritevole è anche l’aver dimostrato l’attualità e la necessità di tener presente gli studi estremamente importanti di un gigante dell’economia marxista come Grossman, non a caso condannato all’oblio dall’ideologia dominante.

I principali limiti dell’opera ci sembrano l’aver dato troppa importanza alla dimostrazione matematica della validità e dell’attualità dei modelli economici di Marx e Grossman. Certo, sicuramente per meglio combattere l’ideologia dominante – che mira ad eliminare la decisiva componente storica dell’economia, naturalizzando e assolutizzando il modo di produzione capitalistico, riducendo tutto al piano meramente quantitativo della matematica – contrastarla anche su questo piano è certamente opera meritoria degli autori. D’altra parte, sarebbe stata necessaria una critica di più ampio respiro dell’economia borghese dominante e della sua concezione tutta quantitativa e adialettica di scienza. Inoltre, dispiace anche che si sia accolto in maniera poco critica anche l’aspetto più debole e discutibile e poco dialettico di Grossman, cioè la teoria del crollo, indizio di una concezione ancora troppo positivista dell’economia. Un modo di produzione non crolla da solo, in quanto sono sempre e comunque gli uomini reali e il conflitto sociale i reali motori della storia, almeno fino a quando la società sarà divisa in classi.

Infine, il punto di forza e al contempo di debolezza del volume è la sua impostazione programmaticamente anti-accedemica. Da una parte è certamente salutare nell’ottica di una radicale critica dell’ideologia dominante, ma dall’altra rende talvolta la trattazione un po’ troppo colloquiale, rischiando di apparire non sufficientemente rigorosa.

Comunismo o barbarie. Un manuale per ribelli rivoluzionari di Alessandro Pascale, L’AntiDiplomatico dicembre 2023, 676 pp., 36 euro, è un’opera articolata in quattro sezioni. La prima, dal titolo I fondamenti teorici e pratici, riprende e sviluppa una dispensa di formazione politica del 2015 scritta insieme a F. Di Schiena. Questa sezione intende essere una introduzione, “utile per una divulgazione di massa dei fondamentali: marxismo, socialismo e prassi comunista” [2]. Pascale muove “dalle basi minime teoriche e pratiche delle scienze politiche” per arrivare a esporre le categorie del “marxismo-leninismo”. In questa sezione vi è una parte dedicata al “Rossobrunismo”, definito una teoria ibrida “tra socialismo e nazionalismo borghese” (106). Si segnala una sezione scritta da Alberto Lombardo, Segretario generale del Pc, sulla emergenza climatica e ambientale in cui si sostengono tesi negazioniste.

La seconda sezione, il consolidamento ideologico, vuole esporre i fondamenti del materialismo storico e dialettico e, più in generale, del marxismo-leninismo. Questa sezione riprende e sviluppa delle dispense elaborate dall’autore per la scuola di formazione politica del Partito Comunista del 2023. In questa sezione sono raccolti anche articoli dell’autore su temi attinenti i contenuti della sezione. In particolare nel secondo capitolo si riassumono le tesi dell’opera dell’autore: Totalitarismo liberale. Anche la terza sezione, Alla riscoperta della storia, è il frutto dei lavori dell’autore per la scuola Antonio Gramsci, e intende contrastare la leggenda nera dell’ideologia dominante che mira a liquidare il comunismo come un sanguinario totalitarismo. In questa sezione l’autore si confronta con il pensiero di Xi Jimping. Questa è anche l’occasione per sottolineare il proprio contributo alla svolta della posizione del Partito comunista rispetto alla attuale Repubblica popolare cinese, passata da posizioni decisamente critiche, a un approccio quasi apologetico. Anche da questo punto di vista appare una precisa presa di distanza del Pc rispetto al Partito comunista greco di cui era stato il principale referente in Italia.

Nella quarta sezione, La terza guerra mondiale e il “Che Fare”, l’autore si confronta con quelle che ritiene le questioni “scottanti” della nostra epoca storica: la pandemia, la guerra in Ucraina e una critica dell’Unione europea. Si apre con un riassunto di un articolo dell’autore, assunto dal Pc, e sostanzialmente negazionista sul covid, che pare strizzare l’occhio ai no-vax. Per quanto riguarda la critica all’Unione europea si riprende uno scritto dell’autore già apparso su “Marx21”. Si riprende anche un articolo del nostro settimanale in cui l’autore polemizza con le posizioni filo Ue di Alessandroni. Nella guerra in Ucraina si individua a ragione il principale nemico dei comunisti italiani nella Nato. Sostanzialmente si prende posizione a difesa di Russia e Cina in nome del multipolarismo.

La pubblicazione di quest’opera è connessa all’assunzione da parte dell’autore dell’incarico di responsabile della formazione del Partito Comunista. Ora, proprio mentre lavoriamo a questa recensione, veniamo a sapere che l’autore è stato fra i protagonisti di una necessaria e meritevole scissione di contro alla deriva rosso-bruna del Pc.

Il libro potrebbe essere interpretato come una summa della visione del mondo dell’autore. La sua impostazione prevalentemente didattica, rivolta all’attività di formazione, è al contempo il punto di forza e di debolezza dell’opera, proprio perché tale taglio non è chiaramente dichiarato e non sempre si amalgama adeguatamente con articoli di approfondimento dell’autore su questioni specifiche. L’impostazione prevalentemente ortodossa dell’autore se da una parte è un punto di forza, dinanzi alle derive revisioniste, dall’altra è un punto di debolezza in quanto rischia di divenire, a tratti, dogmatica. Tale attitudine, peraltro, male si coniuga con alcune cadute su tesi a nostro modo di vedere difficilmente compatibili con il marxismo e probabilmente con la scienza quando, ad esempio si tratta del Covid-19.

Nota:

[1] Mario Fragnito e Gianni De Bellis, Accumulazione e crollo del capitalismo, volume primo, anno 2023, p. 12. Il numero di pagina si riferisce al file che De Bellis ci ha inviato. D’ora in avanti citeremo direttamente nel testo quest’opera indicando esclusivamente fra parentesi tonde il numero di pagina.

[2] Alessandro Pascale, Comunismo o barbarie. Un manuale per ribelli rivoluzionari, L’AntiDiplomatico dicembre 2023, p. 6. D’ora in avanti indicheremo la pagina di quest’opera direttamente nel testo fra parentesi tonde.

23/02/2024 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Renato Caputo

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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