Adults in the Room

La coraggiosa, ma velleitaria battaglia individuale di un europeista utopista contro le istituzioni ultra-liberiste dell’Unione europea reale


Adults in the Room Credits: https://www.moviemedia.it/2020/07/14/adults-in-the-room-del-regista-costa-gavras-premiato-a-venezia-vietata-la-sua-proiezione-in-germania/

Adults in the Room di Costa-Gavras, drammatico, Francia 2019; voto 8+; film da non perdere per conoscere l’Europa reale in un momento essenziale della sua storia, quando ha dovuto far fronte al crollo dell’economia di un paese membro e al suo governo eletto con un programma di rottura con il pensiero unico neoliberista posto a fondamento dell’Unione Europea. Il film è basato su un significativo libro del ministro delle finanze greco del tempo, che costituisce un’importante testimonianza diretta di come è stata gestita la crisi e le proposte di modifica dei fondamenti liberisti dell’Unione da parte di un governo considerato radicale di sinistra.

 Il primo aspetto che emerge dal film è che, dinanzi al collasso economico di un paese, colpevole di aver applicato fino a quel momento le politiche neoliberiste di austerità della troika, non solo non vi è nessun gesto di solidarietà da parte dei rappresentati delle autorità europee, ma le uniche preoccupazioni sono che non venga messo in discussione il pensiero unico liberista, fondamento dell’Unione. In secondo luogo, la principale preoccupazione della quasi totalità dei rappresentanti dell’Ue è di salvare i grandi istituti finanziari, principalmente franco-tedesci, fra i principali attori della speculazione che hanno provocato il crollo dell’economia greca, a spese delle classi subalterne di questo paese. A questo scopo si impone al paese un ulteriore aumento del debito pubblico, anche per assicurare il pagamento degli interessi sul debito pregresso e per imporre alla Grecia di divenire completamente prigioniera del meccanismo diabolico del debito, per cui il paese è costretto a privatizzare a tagliare le spese sociali, a esportare più di quanto importa solo per pagare gli interessi sul debito, senza che il suo ammontare diminuisca. In terzo luogo è evidente che tutti gli altri paesi non pensano minimamente ad aiutare la nazione che vive una spaventosa crisi economica, sociale e politica, con i nazisti divenuti la terza forza politica del paese, ma anzi si lanciano come falchi per cercare di poter acquisire a prezzi stracciati tutti i beni pubblici del paese da cui si può ricavare profitto. In quarto luogo tutte le proposte del ministro greco di trovare una qualche forma di mediazione – fra le politiche di austerità, di privatizzazioni, di drastica riduzione degli stipendi, delle pensioni, delle spese sociali e le posizioni espresse democraticamente nelle recentissime elezioni dal popolo greco, volte a un radicale cambiamento di tali politiche economiche ultraliberiste – non sono neanche prese in considerazione dalle istituzioni europee. Queste ultime considerano tali proposte letteralmente dei capricci e vane aspirazioni infantili, tanto che iniziano a fare pressione sul governo greco affinché sostituisca il ministro delle finanza Varoufakis, in quanto per prendere le decisioni ci sarebbe bisogno di “persone adulte”, come avrebbe esplicitamente affermato Christine Lagarde. Ciò dimostra come sia pervasivo il pensiero unico dominante nelle istituzioni europee, al punto che la sua logica è talmente introiettata da essere considerata naturale, la sola possibile e la sola razionale. Così il governo greco, per non essere cacciato dall’Unione Europea, si troverà “costretto” a esautorare il proprio ministro delle finanze, sebbene fosse stato il candidato a ottenere il maggior numero di preferenze nelle recentissime elezioni.

 Altro aspetto che appare nel modo più netto è che l’Unione Europea sia una costruzione essenzialmente fittizia, in quanto le decisioni fondamentali sono prese da chi controllo l’economia imperialista tedesca e che impone in modo inflessibile tutti i dogmi liberisti. Gli stessi capi politici dello Stato democraticamente eletti, per non parlare del parlamento europeo, appaiono essere più che altro uno specchietto per le allodole. Così, non solo il presidente di sinistra greco non ha nessuna possibilità di realizzare nulla del programma con cui è stato eletto, tanto che l’unica promessa che mantiene è di non indossare la cravatta, ma gli stessi presidenti francesi e tedeschi non hanno sostanzialmente alcun potere decisionale nelle grandi decisioni di politica economica. Tanto che appare evidente come siano mere illusioni gli sforzi per giungere a una mediazione da parte di Tsipras, mediante ripetuti incontri con la Merkel, e di Varoufakis con il governo socialista francese e con il governo euroscettico britannico. Colpisce che nel film, vista la completa impotenza dei rappresentanti politici dei paesi più importanti, mai si cerca un accordo con i rappresentanti degli altri paesi. I quali, per altro, senza nessuna sostanziale differenza fra governi di centrodestra o di centrosinistra finiscono sempre per compattarsi in nome del pensiero unico liberista, chiacchiere politiche a parte. Significativa anche la rappresentazione degli economisti a capo delle istituzioni europee, ben più influenti, in ciò che davvero conta, dei rappresentanti politici eletti, che sembrano incarnare la banalità del male. Sono infatti uomini mediocri, tecnici altrettanto mediocri, assolutamente incapaci di pensare in modo autonomo e critico, ma esclusivamente mossi dal loro compito di applicare nel modo più pedissequo e dogmatico il pensiero unico dominante. Perciò l’Unione europea di fatto non esiste, dal momento che, come nello Stato di natura, l’unica cosa che davvero conta sono i rapporti di forza, mediante i quali i più forti dominano senza mediazioni sui più deboli.

 Qui emergono anche tutti i punti deboli della “sinistra radicale” greca al governo, dello stesso Varoufakis e, di conseguenza, del film che a quest’ultimo si ispira. Per quanto riguarda la sedicente “sinistra radicale greca”, nonostante i determinanti rapporti di forza a lei sfavorevoli, si dimostra assolutamente incapace di incidere in quanto priva di una autonoma e antagonista visione del mondo rispetto all’ideologia dominante. Così, non fondando la propria concezione del mondo sul marxismo, Syriza finisce per essere in modo inconsapevole completamente egemonizzata dall’ideologia dominante. Così il governo non porta avanti né a livello nazionale, né a livello internazionale nessun progetto, obiettivo o ideologia rivoluzionaria, ma assume da subito una posizione blandamente riformista, per altro tutta rivolta alla soluzione dei propri problemi e, dunque, incapace di rafforzare il fonte internazionale contro imperialismo e liberismo. Paradigmatico il rapporto con le istituzioni ultraliberiste europee, al centro del film, a cui si propone da subito esclusivamente una “riduzione della pena”, essenzialmente per non perdere completamente la faccia dinanzi al proprio elettorato, che come afferma apertamente Tsipras sarà necessario tradire, ovvero tradirne le aspettative, al punto che teme l’entusiasmo iniziale dopo il successo elettorale, in quanto si potrebbe trasformare in seguito in una attiva opposizione. Per altro lo stesso Varoufakis, pur critico fino alla rottura con Syriza – come appare chiaramente nel film ispirato al suo libro – è esponente di spicco della sinistra radicale dell’imperialismo europeo e non rappresentante dell’ala destra delle classi subalterne che ne subiscono, costantemente. il giogo. Del resto, per quanto incaricato di redigere un piano B, per poter resistere al ricatto delle istituzioni europee che minacciavano l’espulsione della Grecia dall’Unione Europea se non si fosse fatta carico alla lettera delle misure lacrime e sangue imposte dal memorandum, Varoufakis si mostra da subito completamente d’accordo con Tsipras che tale fantomatico piano sarebbe dovuto rimanere del tutto segreto, in primo luogo alle masse popolari greche. In tal modo appare in modo altrettanto chiaro come lo spirito antidemocratico del pensiero unico neoliberista non domini unicamente nell’Unione Europea, ma anche nella sedicente “sinistra radicale greca” oltre che nei suoi alleati e ammiratori internazionali.

 Come mostra tranquillamente il film basato sul libro di Vaoufakis tutta la completamente fallimentare trattativa con le istituzioni europee si svolge senza coinvolgere in alcun modo le masse popolari, anzi tenendole molto spesso all’oscuro. Anche perché, paradossalmente, sia Tsipras sia Varoufakis sembrano preferire ai pubblici dibattiti gli incontri privati, in primo luogo, con i rappresentanti dell’imperialismo tedesco che, in modo vergognoso, chiamano addirittura per nome. Il popolo greco così, che con molteplici scioperi generali aveva per la prima volta portato la “sinistra radicale” al governo, viene oltre che tradito completamente passivizzato, disinformato e preso in giro. A cominciare dall’assurdo referendum, in cui pochissimo tempo dopo le elezioni, che avevano dato la maggioranza alle forze antiliberiste, il governo greco sottopone al voto dei cittadini il memorandum ultraliberista imposto dalle istituzioni dell’Unione Europea, con la malcelata speranza che vincessero i sì, dando la possibilità al governo greco di sottostare all’austerità forzata imposta dalla Trojka in modo “democratico”. Ciò nonostante, vincono decisamente i no, ma non per questo, tolto Tsipras, i vertici della sedicente sinistra radicale greca mettono in discussione la “necessità” di sottoscrivere il terribile e inaccettabile memorandum. Al punto che il ministro delle finanze tedesco ammette che, se si fosse trovato al posto di Tsipras, da patriota, non avrebbe mai accettato delle misure così draconiane contro il proprio stesso popolo. Così, ben presto, il parlamento greco, in esplicita contrapposizione alla democrazia e alla volontà della maggioranza del proprio popolo, fa passare a grande maggioranza in parlamento l’approvazione del memorandum, che offre così l’occasione a Vafoufakis di poter finalmente dare le dimissioni, che da subito aveva preparato. Tale imposizione antidemocratica viene fatta propria dai rappresentanti della “sinistra radicale” al governo, con la giustificazione che non accettare l’austerità lacrime e sangue imposta dalla Trojka significherebbe uscire dall’Unione Europea, cosa che in Grecia, a loro avviso, nessuno vorrebbe. Qui emerge tutta la fallimentare politica degli apologeti in forma diretta e indiretta dell’Unione Europea all’interno della sedicente “sinistra radicale”, che convincono le masse popolari che non esistono alternative all’Ue e poi giustificano il loro costante sottomettersi alle peggiori norme liberiste, sostenendo che il popolo sarebbe il primo a essere contrario a qualsiasi ipotesi di uscita. In tal modo, si sbarazzano da soli della stessa minaccia di un possibile piano B, indispensabile per poter ottenere qualcosa all’interno di trattative nell’ambito dell’Unione Europea dove, come si è potuto constatare, contano esclusivamente i rapporti di forza.

 Cosa ancora più surreale, se si dimentica che la rinuncia al marxismo comporta il subire l’ideologia del pensiero unico dominante, persino Varoufakis, che ha potuto toccare ripetutamente con mano tutte le spaventose nefandezze dell’Unione Europea, non ha appreso nulla da tutti gli errori e le disillusioni del passato. Anzi è tra quelli che ritiene di poter superare le carenze dell’Unione Europea, rafforzando ulteriormente, dal punto di vista politico, l’imperialismo europeo

 Qui emergono anche i limiti del film che sposa, in modo del tutto acritico, l’interpretazione così problematica e contraddittoria offerta da Varoufakis, facendone un eroe senza macchia e senza paura, nonostante il palese fallimento della sua prospettiva politica europeista, riformista ed elitaria. Peraltro anche in questo film manca l’indispensabile effetto di straniamento, indispensabile per far ragionare e apprendere lo spettatore, di fronte ai tragici eventi cui assiste, attitudine indispensabile a realizzare la necessaria catarsi, senza la quale non ci può essere nessuna reale prospettiva di superamento della misera condizione esistente.

Nonostante questi limiti Adults in the Room resta uno dei rarissimi film che affronta delle tematiche così sostanziali e attuali su degli eventi storici decisivi per comprendere buona parte delle cause delle nostre attuali sofferenze. Ciò nonostante, mentre anche i più insulsi film, nel modo più dogmatico e addirittura estremistico allineati al pensiero unico dominante, vengono impunemente distribuiti nel nostro paese, il film di Costa-Gavras, nonostante nel cast sia presente Valeria Golino e benché non si dica nulla di negativo sul nostro paese, non ha trovato neanche un distributore. Presumibilmente in quanto si vede chiaramente come Draghi, presidente di riserva della classe dominante italiana, abbia imposto il blocco forzato delle risorse finanziarie al popolo greco, per costringerlo a votare sì al referendum, non distinguendosi, in tutti gli altri casi, dai dogmatici ultraliberisti funzionari dell’Ue. Una vera e propria vergogna, cui si aggiunge il silenzio o la denigrazione del film da parte della pseudocritica cinematografica, persino di quella sedicente comunista.

06/10/2020 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Renato Caputo

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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