Intervista a Giorgio Mancini

Un candidato al Consiglio comunale di San Benedetto del Tronto ha risposto alle nostre domande su vari temi ma collegati al turismo che è l’attività centrale dell’economia sambenedettese prendendo impegni, ed è nata questa intervista.


Intervista a Giorgio Mancini

A San Benedetto del Tronto il 24 e 25 maggio si vota per eleggere il Sindaco ed il consiglio comunale. La città è la quarta delle Marche con circa 47Mila abitanti ed è è ferma a tutti i livelli perché è stata guidata da amministrazioni incapaci di guardare al futuro e di dare risposte alle trasformazioni sociali, soprattutto per il turismo che rappresenta il settore centrale dell’economia della città.
Abbiamo presentato alcune domande a Giorgio Mancini, candidato al consiglio comunale per la lista “AVS-Partito Socialista”. Giorgio Mancini lavora presso l’Hotel Progresso, il più antico albergo in stile Liberty di San Benedetto.

D. Negli ultimi 10 anni la tradizione alberghiera e l’accoglienza turistica non sono state all’attenzione dei sindaci, assessori, e anche del consiglio comunale. Perché?
R. Sicuramente le ultime due amministrazioni hanno abbandonato ogni idea di una accoglienza turistica di qualità preferendo assecondare le deriva della turistificazione degli alloggi brevi dettata dalle piattaforme on line tipo airbnb e abbandonando l’idea, appunto, di un turismo alberghiero di qualità, con offerta di servizi adeguata e lavoro stabile.

D. Cultura e Turismo. A San Benedetto non c’è una cultura che sia accessibile e gratuita per tutti e questo è un ostacolo per il rilancio del turismo e anche del lavoro. Quanto ha pesato per la Provincia di Ascoli Piceno il fatto che circa 20 mila giovani tra 20 e 40 anni sono andati via?
R. Moltissimo. Non solo per le ricadute nel turismo ma in tutti i settori economici e non solo. Perdere giovani residenti significa perdere la vitalità di una società, l’innovazione la capacità di adattamento e trasformazione. I giovani possono portare idee innovative e spesso intraprendenza. Perderli a favore di altri territori italiani o esteri porta danno economico notevole. Investiamo sui giovani e poi li facciamo scappare. E non è solo un problema politico, è anche un problema della classe imprenditoriale che spesso non investe sulla qualità del personale, sulla formazione e sulle capacità ma ne fa solo un problema di costi da ridurre.

D. Potevano lavorare in parte nel settore del turismo?
R. Sicuramente. Certo è tutto un sistema del turismo che va cambiato. Abbiamo perso l’occasione di usufruire del Palariviera per i convegni. Non abbiamo differenziato l’offerta turistica. 30 anni fa si parlava di San Benedetto come di una città che aveva solo alberghi e non differenziava la sua tipologia di turismo con ostelli, campeggi etc. Oggi stiamo perdendo la capacità alberghiera a favore di appartamenti venduti su airbnb che alimentano tra l’altro una economia sommersa nociva dal punto di vista economico non solo per il nero che alimenta ma anche per la bolla immobiliare delle vendite di case o la mancanza totale di affitti a lungo termine.

D. La ricezione turistica è diminuita e gli alberghi in attività sono passati dai 132 degli anni Novanta ai 79 di oggi. Se il Campo Largo del centrosinistra dovesse vincere le elezioni locali come si pensa di fermare questa diminuzione che rappresenta il cuore del turismo sambenedettese?
R. Per esattezza 69 sono rimasti gli alberghi a San Benedetto. Un fenomeno quello della trasformazione degli hotel in civile abitazione, parte dagli anni 90, ma negli ultimi 10 anni grazie al combinato disposto di mancanza di ricambio generazionale delle proprietà, strutture da riqualificare pesantemente, premi volumetrici fino al 40% dettati dal piano casa regionale, ha portato alla vendita ai costruttori di tanti alberghi che in poco tempo sono diventati civili abitazioni. Un danno al turismo che si impoverisce e che va frenato inserendo nelle disposizioni del piano regolatore zone hotel senza possibilità di cambio di destinazione. È un atto indispensabile. Solo la non trasformazione delle strutture e la loro sopravvivenza può essere base per un successivo ricambio delle proprietà cercando di far emergere una nuova generazione di albergatori e aiutandola nella riqualificazione delle strutture anche grazie a fondi europei che negli ultimi anni sono stati messi a disposizione e che a San Benedetto non sono stati colti in giusto modo.

D. Nella Palazzina Azzurra abbiamo assistito a spettacoli a pagamento e anche a manifestazioni e cene non aperte al pubblico, l’insieme è stato criticato da turisti e cittadini. Se sarai eletto consigliere comunale, e rappresenterai la maggioranza oppure l’opposizione, cosa farai?
R. Gli spazi pubblici devono rimanere tali e usufruibili in maniera piena da tutti e tutte. Non c’è soltanto il caso della Palazzina Azzurra. Anche altri spazi pubblici sono stati occupati nel recente passato per giorni senza che tutti ne potessero usufruire. Dal molo sud al centro occupato durante i giorni della Coldiretti. È un modo di concepire le città tipico delle destre. Lo spazio pubblico sottratto ai cittadini e alle cittadine, riperimetrato e messo a pagamento. Un mal costume da superare. La città è di tutti e tutte.

L’intervista termina qui, si ringrazia Giorgio Mancini, le domande sono nate leggendo il programma [1] del centrosinistra presentato da Giorgio Fede che per la coalizione del centrosinistra è il candidato sindaco.

Note:
[] (https://cloud.municipiumapp.it/s3/6115/allegati/sito-pnrr/sito-web/candidato-fede-programma.pdf).

15/05/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Felice di Maro

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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