Gli effetti del governo dei peggiori

Il governo della destra radicale non potrà che comportare, dal punto di vista della politica estera, un incremento del nazionalismo, dello sciovinismo, del razzismo, dell’atlantismo, del militarismo e dell’imperialismo. In politica interna non solo saranno sempre più banditi i diritti economici e sociali, ma anche i diritti politici e gli stessi diritti civili saranno a rischio e verranno di fatto limitati.


Gli effetti del governo dei peggiori Credits: https://www.micromega.net/governo-meloni-analisi/

 La destra radicale al potere non potrà che potenziare al massimo l’apparato militare industriale. L’imperialismo italiano verrà rilanciato in grande stile, come la politica atlantista. Storicamente la destra radicale italiana, dopo la caduta del nazifascismo è divenuta il più fedele alleato degli Stati Uniti e la più apologetica sostenitrice Nato, in funzione anticomunista e per uscire dall’angolo in cui era finita a causa della Costituzione antifascista. Anche oggi il governo non fa altro che radicalizzare l’atlantismo dei governi precedenti e l’alleanza, in funzione subalterna, con l’imperialismo più aggressivo statunitense. Sebbene sia certamente più vicina alla destra repubblicana e a Trump, i rapporti sono stretti anche con il governo Biden. La destra è da tempo divenuta una strenua sostenitrice del sionismo e, particolarmente ora, con la destra radicale al governo in Israele, sarà sviluppata al massimo la cooperazione.

Sul piano della politica internazionale la destra radicale non potrà che portare avanti la più strenua lotta contro i governi guidati da partiti comunisti o con paesi sinceramente antimperialisti. Massimo è anche il sostegno alla aggressione imperialista contro la Russia che, con la sua potenza militare, è uno dei principali ostacoli al dominio incontrastato della Nato. La destra radicale al governo non può che essere in perfetta sintonia con l’Ucraina, in particolare ora che al suo interno sono sempre più influenti le forze della destra anche estrema. D’altra parte c’è una parte minoritaria della destra radicale al governo che preferirebbe non portare fino in fondo la campagna russofoba della Nato, per impedire che la Russia possa fare blocco con le forze oggettivamente antimperialiste, favorendo così il multilateralismo.

Dunque, sino a che la destra radicale sarà al governo, l’Italia cercherà di contendere alla Polonia la funzione di paese più atlantista, filostatunitense e schierato in prima fila nell’aggressione imperialista contro la Russia. Il paese implementerà ulteriormente la politica di riarmo e guerrafondaia e, in tal modo, non potrà che favorire l’involuzione, in senso bonapartista regressivo, della politica italiana.

A livello europeo sarà sempre in prima fila nella lotta contro gli immigrati, per favorire, in realtà e di fatto, l’aumento dell’emigrazione clandestina. La collaborazione con i regimi del Nord Africa, per rendere sempre più ardui e pericolosi gli sbarchi, sarà sviluppata senza remore.

A livello europeo il governo della destra radicale non può che rafforzare il fronte della destra radicale a partire dai paesi in cui è saldamente al governo come la Polonia e l’Ungheria. Da questo punto di vista l’unico elemento su cui non c’è uniformità di vedute è la politica molto più neutralista e “pacifista” portata avanti dal governo Orban, per mantenere tutti i vantaggi che gli derivano dall’amicizia con la Russia di Putin.

Anche per quanto riguarda l’Unione Europea, la destra al governo ha lasciato cadere tutte le critiche di stampo demagogico all’Ue, operando per una sua ancora più decisa svolta a destra, offrendo a Popolari e Liberali l’alleanza con le forze conservatrici e reazionarie, in modo da rompere l’attuale governo di coalizione con socialisti e democratici.

Peraltro, lo sfacciato egoismo della destra al governo ha portato ad avere rapporti sempre più tesi con la Francia, che sarebbe altrimenti l’alleato decisivo per tenere testa alle politiche dei falchi dell’austerità tedeschi, olandesi, austriaci etc. Inoltre, l’incapacità di tenere a freno il proprio egoismo impedisce al governo italiano di trovare degli accordi in Europa necessari a rimettere in discussione il trattato di Dublino. Da questo punto di vista i governi e le forze della destra radicale straniere, le più vicine e ben disposte verso il “nostro” governo della destra radicale, non lo sostengono affatto nella sua campagna per redistribuire, anche ai paesi che non si affacciano sul mediterraneo, l’onore dei richiedenti asilo. Anzi gli alleati naturali del governo italiano che non si affacciano sul mediterraneo divengono i più feroci nemici quando si tratta di trovare una più equa soluzione alla questione dei rifugiati. Peraltro le posizioni demagogiche antieuropeiste assunte da chi è attualmente al governo quando era all’opposizione, impediscono lo sviluppo di un fronte contro le politiche di austerità dell’Ue, dando a intendere che l’unica alternativa alle politiche ordoliberiste dell’Unione Europea sarebbe il sovranismo della destra radicale. Sovranismo peraltro tutto demagogico, perché con la destra radicale al governo l’attitudine servile nei confronti degli Stati Uniti è destinata a svilupparsi al massimo e il governo, proprio per la sua incapacità di guardare al di là dei propri interessi immediati, indebolisce il paese a livello di alleanze internazionali.

Per tutti questi motivi, il governo della destra radicale non può che favorire al massimo lo sviluppo dell’aristocrazia operaia, miglior antidoto alla rivoluzione in occidente, senza migliorare le condizioni di vita dei subalterni italiani, ma rendendo ancora più terribili le condizioni di sopravvivenza dei lavoratori immigrati e dei richiedenti asilo.

Da questo punto di vista estremamente funzionale è il populismo reazionario razzista, con i miti del “prima gli italiani” e con la lotta alla “sostituzione etnica” che porterebbero avanti gli umanitari della sinistra. D’altronde, con il governo della destra radicale non potrà che aumentare il lavoro nero e l’ipersfruttamento degli immigrati clandestini, che sono funzionali a ricattare ancora di più i salariati autoctoni, impedendogli di battersi per ridurre anche di un minimo lo sfruttamento che subiscono.

Quest’ultimo non potrà che crescere per l’attitudine della destra radicale di schierarsi sempre dalla parte del più forte. In tal modo gli sfruttatori, avendo più che mai campo libero, sentendosi coperti dal governo amico e consapevoli che sotto la sua direzione lo Stato sarà ancora di più ostile alle rivendicazioni dei subalterni, avranno il morale alle stelle – aspetto essenziale di ogni conflitto – nella guerra sociale e di classe contro i subalterni.

Mentre questi ultimi avranno il morale sempre più basso, avendo sempre più chiaro che non avranno solo contro la classe dirigente e dominante, ma lo stesso Stato. D’altra parte il nazionalismo, lo sciovinismo, il razzismo – che non potranno che accrescersi grazia al governo amico – favoriranno il mancato sviluppo della coscienza di classe necessaria a comprendere la vera natura classista dello Stato.

Senza contare quanto si accrescerà l’impunità e la protervia degli apparati repressivi dello Stato, che si porranno sempre meno limiti per la consapevolezza del governo amico, che gli appare disponibile a coprire ogni abuso di potere.
Ciò nonostante non ci sarà affatto una riduzione della criminalità, dal momento che la destra radicale è per usare il pugno di ferro nei riguardi della microcriminalità – di chi è costretto dalla povertà, dalla disoccupazione e dal precariato a violare la legge – solo per favorire al massimo l’impunità della classe dominante e, indirettamente, della stessa malavita organizzata, anch’essa favorita per la consapevolezza di un governo mai come prima non ostile. Ciò non porterà a un aumento degli atti di violenza eclatanti dei potenti e dei malavitosi organizzati, che non avranno bisogno di fare un uso sproporzionato della forza, per l’impunità di cui di fatto godranno.

Naturalmente con la destra radicale al governo non potrà che aumentare al massimo il maschilismo, il machismo, il patriarcato, la subalternità delle donne, la violenza nei loro riguardi, le discriminazioni e la schiavitù domestica. Le grandi conquiste non remote del movimento per l’emancipazione della donna saranno quanto mai a rischio, a cominciare dalla possibilità di non dover interrompere la gravidanza in modo illegale.

Le donne avranno meno forza e coraggio per denunciare le discriminazioni, le violenze, gli abusi sessuali e sessisti, che sempre più subiranno, mentre il maschilismo e il machismo avranno il vento in poppa con la consapevolezza di un governo non ostile. Peraltro anche a livello culturale, di eticità e di senso comune, con la destra radicale al governo avranno maggiore capacità di incisività e di egemonia non solo tutte le concezioni più conservatrici e retrive, ma anche le più apertamente reazionarie.

Del resto, con un governo del genere saranno vieppiù a rischio le stesse libertà negative, gli stessi diritti civili e individuali, centrali nell’ideologia liberale. Anche le libertà basilari dell’uomo e dell’individuo non potranno che subire delle limitazioni. Con le forze più oscurantiste, irrazionaliste e reazionarie dai tempi del fascismo al governo e sempre più in grado di controllare lo Stato e la società civile, la stessa libertà di parola, di pensiero, di stampa, di religione subiranno delle crescenti limitazioni. Come di consueto la destra radicale non farà prigionieri e non tollererà nessuna forma di opposizione e, addirittura, di libertà di pensiero. Tutti gli intellettuali non proni a inchinarsi al potere verranno, non appena possibile, sostituiti nei loro ruoli e funzioni istituzionali, civili, pubbliche e private da chi sarà più servile verso il gruppo dirigente.

In tal modo anche l’ideologia meritocratica cara ai liberali verrà di fatto meno. Il dato di fatto sempre più inequivocabile che saranno sempre più i relativamente peggiori ad aver successo sul piano personale, che saranno dei sempre più incompetenti a ricoprire cariche anche particolarmente significative, non potrà che accrescere la corruzione e la cattiva educazione delle giovani generazioni. Peraltro, tale sempre più sfacciata violazione della stessa meritocrazia, tanto cara, almeno in astratto, alla tradizione liberale, non comporterà affatto il venir meno dell’ideologia apologetica del merito, alla quale si ricorrerà sempre più a parole, via via che sarà negata nei fatti.

16/06/2023 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Renato Caputo

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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