5 giorni di sospensione

’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati sanziona 32 deputati dell’opposizione per essersi opposti a una conferenza sulla remigrazione di CasaPound. Le motivazioni tecniche della sanzione, il quarto e il terzo comma dell’articolo 60 del Regolamento della Camera, mascherano una scelta politica del Presidente della Camera.


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Il 1° aprile l’Ufficio di Presidenza della Camera ha sanzionato con sospensioni, tra i 4 e 5 giorni, trentadue deputati del Pd, M5s e Avs, per l'occupazione della sala stampa della Camera al canto di “Bella ciao” per impedire che il 30 gennaio si sarebbe svolta una conferenza stampa di CasaPound sulla remigrazione. Hanno, secondo la ricostruzione dell'ufficio di presidenza, “materialmente impedito lo svolgimento della conferenza” sedendosi al banco degli oratori. Ecco i nomi: Bakkali, Cuperlo, Orfini, De Maria, Sarracino, Scotto, Stumpo, Morassut, Boldrini e Casu del Pd; Sportiello, Riccardo Ricciardi, Auriemma, Caso, Ferrara, Lomuti, Quartini e Francesco Silvestri del Movimento 5 stelle; Zaratti, Bonelli, Fratoianni e Mari di Avs. Sono 22 ed è stata decisa la sospensione per cinque giorni dai lavori parlamentari, con relativa interdizione. Altri 10 deputati hanno invece ricevuto una sospensione di quattro giorni per aver “contribuito volontariamente a saturare i posti disponibili” nella sala, rendendo impossibile la realizzazione della conferenza stampa. In questo secondo gruppo figurano i nomi di Alifano, Di Biase, D'Orso, Gribaudo, l'Abbate, Mancini, Orrico, Marina Ricciardi, Ciani e Romeo. 

Ecco il resoconto della seduta dell’Ufficio di Presidenza presente sul sito della Camera:

«PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI 

Annuncio di un caso di mancata osservanza delle disposizioni del codice di condotta, accertato dal Comitato consultivo sulla condotta dei deputati.

PRESIDENTE 

Colleghi, con lettera in data odierna, il presidente del Comitato consultivo sulla condotta dei deputati ha informato la Presidenza della Camera degli esiti cui il Comitato, nella riunione in pari data, è pervenuto in merito alle dichiarazioni previste dal paragrafo III del codice di condotta dei deputati, rese dall'onorevole Delmastro Delle Vedove. Il Comitato, pur prendendo atto delle integrazioni pervenute, ha rilevato la mancata osservanza delle disposizioni del codice, ai fini dell'applicazione del paragrafo VII del medesimo codice.

Irrogazione di sanzioni ai sensi dell'articolo 60 del Regolamento.

PRESIDENTE 

Comunico che l'Ufficio di Presidenza nella riunione odierna ha preso in esame l'episodio accaduto il 30 gennaio 2026 presso la Sala conferenze stampa. Al riguardo, visti gli articoli 12 e 60, comma 4, del Regolamento della Camera dei deputati, l'Ufficio di Presidenza ha deliberato di irrogare le seguenti sanzioni disciplinari: ai deputati Auriemma, Bakkali, Boldrini, Bonelli, Caso, Cuperlo, De Maria, Ferrara, Fratoianni, Lomuti, Mari, Morassut, Orfini, Quartini, Ricciardi Riccardo, Romeo, Sarracino, Scotto, Silvestri Francesco, Sportiello, Stumpo, Zaratti, la sanzione della censura con interdizione di partecipare ai lavori parlamentari per un periodo di 5 (cinque) giorni di seduta; ai deputati Alifano, Casu, Ciani, Di Biase, D'Orso, Gribaudo, L'Abbate, Mancini, Orrico, Ricciardi Marianna la sanzione della censura con interdizione di partecipare ai lavori parlamentari per un periodo di 4 (quattro) giorni di seduta.

Le sanzioni avranno decorrenza scaglionata a partire da domani, giovedì 2 aprile, secondo un calendario comunicato ai deputati interessati.

Ricordo che, ai sensi dell'articolo 60, comma 3, del Regolamento, le decisioni in tema di sanzioni adottate dall'Ufficio di Presidenza sono comunicate all'Assemblea e in nessun caso possono essere oggetto di discussione».

Tutto ordinario. Sembra un evento tutto interno alla Camera e per certi aspetti lo è, ma questi deputati sono stati eletti e si devono analizzare le motivazioni del perché sono stati sanzionati, in quanto rappresentano i cittadini che li hanno votati. Diciamo subito che questa sanzione è inaccettabile. Verrà spiegato in questo articolo perché è d’interesse nazionale e non riguarda soltanto le attività della Camera dei deputati, quindi analizzeremo i comma 3 e 4 dell’articolo 60 del Regolamento della Camera che sono stati applicati per dichiarare le sanzioni. Il Regolamento della Camera dei deputati riguarda, per la sua applicazione, i deputati e complessivamente i lavori della Camera. La conferenza stampa era stata organizzata da CasaPound insieme ad altri gruppi di estrema destra come “Rete dei Patrioti”, “Veneto Fronte Skinheads” ed il tema era  la "remigrazione". L’uso della sala stampa era stato concesso su invito del deputato della Lega Domenico Furgiuele, almeno come è stato ricostruito dai media. In questa conferenza stampa si doveva presentare una proposta di legge di iniziativa popolare sulla “remigrazione”, termine che indica il ritorno forzato o incentivato di immigrati e persone di origini straniere nei paesi d'origine. A parte, che fare un invito da parte di un deputato per presentare una proposta di legge sulla “remigrazione” è di per sé una scelta politica in quanto il tema è condiviso da questo deputato. Comunque la sala è stata concessa dal Presidente della Camera, o da chi per esso svolge questa funzione, ed è già di per sé una condivisione ideologica in relazione al tema della conferenza stampa e nel contempo è anche una violazione dell’etica antifascista che dovrebbe caratterizzare il Presidente della Camera. Al riguardo è da osservare che la Presedente del Consiglio, Giorgia Meloni, che presiede il governo in carica che ha la maggioranza sia alla Camera e sia al Senato non si è mai dichiarata antifascista e di conseguenza ha condiviso, con il suo silenzio, che la Presidenza della Camera abbia concesso che una organizzazione che non si è mai dichiarata antifascista potesse svolgere una sua conferenza nella sala stampa della Camera. 

Analizziamo il quarto comma dell’articolo 60 del Regolamento della Camera che è stato applicato per deliberare la sanzione delle sospensioni. Ecco il testo:

“Per fatti di eccezionale gravità che si svolgano nella sede della Camera, ma fuori dell'aula, il Presidente della Camera può proporre all'Ufficio di Presidenza le sanzioni previste nel comma 3”.

Come si legge il comitato dell’Ufficio di Presidenza della Camera ha deliberato secondo la ricostruzione che i deputati sedendosi al banco degli oratori non hanno consentito di svolgere una conferenza stampa di una organizzazione non antifascista e questo sarebbe stato un fatto di “eccezionale gravità”. La sanzione però è stata votata per l’applicazione del comma 3. Ecco il testo:

“Il Presidente della Camera può altresì proporre all'Ufficio di Presidenza la censura con interdizione di partecipare ai lavori parlamentari per un periodo da due a quindici giorni di seduta, se un deputato fa appello alla violenza, o provoca tumulti, o trascorre a minacce o a vie di fatto verso qualsiasi collega o membro del Governo, o usa espressioni ingiuriose nei confronti delle istituzioni o del Capo dello Stato. Le decisioni adottate dall'Ufficio di Presidenza sono comunicate all'Assemblea e in nessun caso possono essere oggetto di discussione. Qualora poi il deputato tenti di rientrare nell'aula prima che sia spirato il termine di interdizione, la durata dell' esclusione è raddoppiata”.

Sia chiaro l’unica cosa che i deputati sanzionati hanno fatto è stata quella di sedersi al tavolo degli oratori senza fare alcuna violenza. Se ci tenevano così tanto a far celebrare questa conferenza di CasaPound, il Presidente della Camera poteva concedere altre sale della Camera. Comunque si tenga conto che i deputati sanzionati cantavano “Bella ciao” e non hanno usato “espressioni ingiuriose nei confronti delle istituzioni o del Capo dello Stato”, che peraltro nella ricostruzione dell’Ufficio di Presidenza della Camera non risultano. Il Presidente della Camera per il terzo e quarto comma dell’articolo 60 ha fatto una lettura quanto meno analitica e mirata soltanto alla finalità politica di applicare una sanzione a 32 deputati. È chiaro che si evidenzia che per questa sanzione non si tenuto conto che CasaPound non è una organizzazione antifascista.  

I media hanno dato notizia di questa sanzione spiegandone le motivazioni, e presentando anche i particolari del quarto e terzo comma del Regolamento della Camera, ma non hanno analizzato la dietrologia delle motivazioni per le quali è stato concesso l’uso della sala stampa della Camera da parte di una organizzazione non antifascista. Al riguardo la Costituzione, nelle “Disposizioni Transitorie e Finali”, presenta quella indicata con il n. XII (dodici) che al primo comma impone: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista». Cosa significa in concreto? Che il “partito fascista” non potrà mai “riorganizzarsi” in Italia e quindi gli asset dell’ideologia fascista, o che si richiamano ad essa, non sono ammessi e sono anticostituzionali. Alcune leggi in vigore ne vietano l’attività e quindi gli obiettivi. Quindi, la Costituzione italiana è una Costituzione antifascista e, di conseguenza, l’Italia è un paese antifascista. 

Dal 2022, cioè da quando Giorgia Meloni è stata eletta, anche se le è stato più volte richiesto, come Presidente del Consiglio dei ministri, non si è mai - dico mai - dichiarata antifascista. Perché? Ecco che obiettivamente si spiega, almeno in parte, che nella pratica corrente delle attività parlamentari la sala stampa può essere concessa ad una organizzazione che non si è mai dichiarata antifascista. 

Non sappiamo se in futuro la Camera ed anche il Senato potranno ancora concedere l’uso delle sale stampa, o di altre sale del parlamento ad organizzazioni non antifasciste. Si pone quindi il problema se i parlamentari che sono antifascisti per comportamento costituzionale e quindi anche per scelte politiche e soprattutto perché giurano sulla Costituzione dovranno ripetere una azione di contrasto come “sedendosi al banco degli oratori” delle sale stampe del parlamento oppure no? Penso che debbano continuare a contrastare l’uso che verrebbe concesso ad una organizzazione non antifascista che ufficialmente ne abbia la concessione all’uso nelle due camere, Senato e Camera dei deputati, in quanto per l’articolo 67, «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». Quindi rappresentando la Nazione, che è antifascista per la disposizione n. XII della Costituzione, debbono sempre onorare la Costituzione. È chiaro che come cittadini non dobbiamo far finta di niente e manifestare contro le presidenze delle due camere del parlamento. 




17/04/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Felice di Maro

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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