I successi internazionali del Vietnam e del Partito Comunista

Al contrario di quello che affermano gli oppositori, la leadership del Partito Comunista ha contribuito a rilanciare il Vietnam sulla scena internazionale


I successi internazionali del Vietnam e del Partito Comunista Credits: Nguyễn Xuân Phúc, primo ministro vietnamita, incontra il suo omologo russo Dmitrij Medvedev (The Russian Government / foto libera)

Come in molti altri Paesi, di recente anche in Vietnam i social network sono diventati un mezzo per far circolare le idee politiche di alcuni grupposcoli il cui unico fine è il boicottaggio del processo rivoluzionario che ha portato alla dichiarazione d’indipendenza del 1945. Parimenti, la stampa occidentale si impegna nel denigrare modelli politici ed economici diversi, come quelli esistenti in Cina ed in Vietnam, caratterizzati da una forma di governo monopartitica e da un sistema economico orientato al socialismo.

Il Partito Comunista del Vietnam, al contrario, ha dimostrato di essere l’unica forza nella storia del Paese in grado di garantirne una reale indipendenza. Oggi, la politica estera vietnamita si basa sui principi di multilateralizzazione e diversificazione, permettendo al Paese di avere rapporti cordiali con la maggioranza delle potenze mondiali (fatta eccezione per le recenti rinnovate tensioni con la Cina), senza però dipendere da nessuna di esse. Il Vietnam ad oggi non fa parte di nessuna alleanza militare, non ospita basi militari straniere sul proprio territorio e non è impegnato in nessun conflitto bellico, essendo l’esercito concepito unicamente come mezzo di difesa.

Questa posizione da parte del governo di Hà Nội rappresenta una forza, e non una debolezza. Il Vietnam, infatti, garantisce la propria sovranità e rispetta quella dei Paesi terzi, stringendo relazioni amichevoli con gli attori della comunità mondiale e raggiungendo uno status sempre più elevato sulla scena internazionale. Politicamente e diplomaticamente, il Vietnam si è trasformato da colonia in uno Stato indipendente sotto la guida del Partito Comunista. Oggi ha legami diplomatici con 189 dei 193 Stati membri delle Nazioni Unite, è un membro attivo di oltre 70 organizzazioni internazionali e regionali, ha stabilito partenariati con 27 Stati, compresi i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cina, Stati Uniti, Russia, Francia e Regno Unito).

Il Vietnam ha ottenuto il seggio di membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per il mandato 2008-2009 ed è destinato ad ottenere un posto non permanente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per il mandato 2020-2021 come unico candidato della regione Asia-Pacifico. Il Vietnam è stato membro del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite per il mandato 2014-2016; Il diplomatico vietnamita Lê Lương Minh è stato segretario generale dell'ASEAN (Association of Southeast Asian Nations) per il periodo 2013-2017; nel 2020 il Vietnam assumerà per la seconda volta la presidenza dell'ASEAN. Inoltre, il Paese è stato eletto membro della Commissione di diritto internazionale nel 2016 e membro della Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale per il mandato 2019-2025. Tutti questi successi dimostrano che il Paese gode di sempre maggiore fiducia da parte della comunità internazionale.

Nel 2017, quando si è tenuto per la seconda volta il vertice della cooperazione economica Asia-Pacifico (APEC), il Vietnam ha ospitato tutti i leader degli Stati membri dell'APEC, compresi Stati Uniti, Cina, Russia e Giappone. In un momento caratterizzato dall'ascesa del populismo e dal protezionismo trumpiano, in quanto paese ospitante, il Vietnam ha giocato bene il suo ruolo nel risolvere le differenze e incoraggiare la collaborazione tra i membri dell'APEC, rafforzando così i suoi contributi al processo di integrazione. Anche in quell’occasione, grazie all’approccio flessibile della leadership vietnamita, undici Paesi hanno firmato il nuovo partenariato trans-pacifico (CPTTP), che ha dimostrato il ruolo e la capacità del Vietnam di affrontare le questioni internazionali e ha espresso la sua proattività nel dare forma a strutture internazionali.

Dal vertice APEC del 2017, il Vietnam è diventato una destinazione per eventi internazionali multilaterali. Nel 2018, ha ospitato con successo molte importanti conferenze internazionali, come il 26° Forum parlamentare Asia-Pacifico, il 6° Summit della sottoregione del Grande Mekong, il 10° Summit triangolare per lo sviluppo Cambogia-Laos-Vietnam ed il Forum economico mondiale sull'ASEAN (WEF ASEAN). Va notato che il WEF ASEAN tenuto dal Vietnam nel 2018 è stato visto come il WEF di maggior successo negli ultimi ventisette anni, avendo coinvolto molti capi di Stati membri dell'ASEAN e circa 1.000 rappresentanti aziendali. Nel maggio di quest’anno, il Vietnam ha organizzato la Giornata delle Nazioni Unite Vesak (celebrazione internazionale della nascita del Buddha), come accaduo precedentemente nel 2008 e nel 2014. Ciò dimostra lo status e la responsabilità del Vietnam per le attività delle Nazioni Unite in tutti i settori.

Vale anche la pena notare che, all'inizio del 2019, il Vietnam è stato scelto come sede del secondo vertice USA-Corea del Nord sulla denuclearizzazione della penisola coreana e l'istituzione di una pace a lungo termine nella regione. Tale evento rivela che il Vietnam non è solo una destinazione affidabile in termini di sicurezza, ma contribuisce anche notevolmente alle operazioni comuni del mondo e della regione per la pace, la stabilità e lo sviluppo. Dopo il vertice, il professor Lee Woong-Hyeon, presidente del Korean Geopolitical Research Institute, ha dichiarato che il Vietnam dispone di una delle migliori diplomazie del mondo. Inoltre, una serie di visite ufficiali da parte dei leader del Partito e dello Stato nei Paesi dell'ASEAN e in altri Stati (Cina, Russia, Stati Uniti, Giappone, Australia, India, Corea del Sud, Europa occidentale, Europa settentrionale) nonché le visite effettuate dai capi di questi Stati in Vietnam hanno recentemente confermato il crescente status del Vietnam e del Partito Comunista sulla scena internazionale.

Economicamente, secondo le linee guida sullo sviluppo di un'economia di mercato orientata al socialismo, il Vietnam si è integrato nell'economia mondiale in modo più ampio e profondo, e nel giro di pochi anni è diventato un Paese in via di sviluppo con un tasso di crescita economica e un reddito pro capite piuttosto elevati, raggiungendo un PIL di oltre 240 miliardi di dollari nel 2018. Ancora più importante, il tasso di povertà del Vietnam si è drasticamente ridotto, da oltre il 50% negli anni '90 a solo il 3% ora. Queste cifre sono una chiara testimonianza del successo del Vietnam nel processo di costante sviluppo. Il Vietnam si è trasformato da un Paese povero che ha dovuto a lungo importare cibo in uno dei maggiori esportatori di cibo, tessuti, calzature, mobili in legno e componenti elettronici. Oltre ad ospitare con successo varie conferenze internazionali sullo sviluppo economico, il Vietnam è stato invitato a partecipare a numerosi importanti forum internazionali, come il vertice del G20 in Germania (luglio 2017), il vertice del G7 in Canada (giugno 2018), l'incontro annuale del World Economic Forum a Davos, Svizzera (gennaio 2019). Questi eventi dimostrano che tutti gli altri Paesi rispettano il ruolo e lo status sempre più importanti del Vietnam e che il Vietnam è diventato un membro attivo della comunità internazionale a livello bilaterale, regionale e globale.

Oggi il Vietnam è un Paese emergente a medio reddito (2.590 dollari di reddito pro-capite annuo). Grazie all’azione di controllo del governo su tutti i settori, gli indicatori del benessere sociale sono migliori della maggior parte degli altri Paesi con livelli simili di reddito pro capite e paragonabili anche ad alcuni Paesi con redditi più elevati. Sotto la guida del Partito Comunista, il Paese ha ottenuto risultati significativi in termini sociali, culturali, di difesa e di sicurezza. L'istruzione e la formazione, la tecnologia scientifica, la cultura, gli affari sociali ed il settore sanitario hanno fatto notevoli progressi. Nonostante gli ambiziosi obiettivi macroecomici, quasi sempre raggiunti, è stata prestata la dovuta attenzione a garantire il benessere sociale, e le condizioni materiali di vita delle persone sono sostanzialmente migliorate. Questo non significa che non si possano ottenere ulteriori risultati o che non possano essere formulate critiche costruittive, ma la via imboccata dalla dirigenza vietnamita ha posto il Paese sul cammino di uno sviluppo compatibile con le esigenze delle popolazione e con l’attuale contesto politico ed economico mondiale.

28/09/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: Nguyễn Xuân Phúc, primo ministro vietnamita, incontra il suo omologo russo Dmitrij Medvedev (The Russian Government / foto libera)

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L'Autore

Giulio Chinappi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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