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Dalla rimozione di Sulyok alla permanenza delle norme contro gli antifascisti, fino alla stretta sull’immigrazione, i primi cento giorni di Péter Magyar confermano che la sconfitta di Orbán ha cambiato l’allineamento internazionale dell’Ungheria molto più della natura della sua politica interna.

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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