Recensioni di classe 62

Recensioni di classe al bel film Io capitano, all’immortale classico Sciuscià, alla significativa serie Inventing Anna, agli interessanti film La cospirazione del Cairo e Harry Haft: Storia di un sopravvissuto, alla copia restaurata di Wittgenstein, al discutibile film Alcarràs – L'ultimo raccolto ecc.


Recensioni di classe 62

Io capitano di Matteo Garrone, drammatico, Italia, Belgio 2023, leone d’argento per la regia a Matteo Garrone e premio Marcello Mastroianni a Seydou Sarr al festival di Venezia, voto: 7,5. Film molto efficace per smontare l’ideologia della destra populista e liberale sull’immigrazione. In particolare il film mostra le ragioni di chi si vede costretto a emigrare anche se non ha lo status di rifugiato, come avveniva e in parte ancora avviene con gli italiani che cercavano o si ritengono costretti a cercare una vita meno grama all’estero. Inoltre, smonta l’altro luogo comune della destra e dei liberali volta a demonizzare gli scafisti, mostrando che non di rado chi svolge tale funzione si comporta da eroe in modo altruistico. Incredibile che un regista come Garrone abbia messo da parte i tratti tipici che hanno reso intollerabili i suoi film precedenti, come la passione per il grottesco e il rimestare nel torbido. Peccato che non si illustrino, dal punto di vista degli emigrati africani, i problemi che incontrano una volta giunti nel nostro paese. La conclusione, con un'adeguata catarsi della tragica trama del film, rischia di apparire poco verosimile.

Sciuscià di Vittorio De Sica, con Franco Interlenghi, drammatico, Italia 1946, miglior film straniero ai premi Oscar del 1948 e miglior regia ai Nastri d’argento, voto: 7,5. Torna in versione restaurata, anche se l’audio continua a lasciare a desiderare, questo importante film del neorealismo, nato dalla collaborazione fra De Sica e Zavattini. Il film, oltre al realismo e a presentarci dei personaggi in qualche modo tipici, fa emergere lo sfondo sociale della criminalità giovanile e del mancato funzionamento delle istituzioni che dovrebbero farvi fronte. Peccato che la conclusione di questa significativa tragedia sia sostanzialmente priva di una catarsi all’altezza.

Inventing Anna è una miniserie televisiva statunitense del 2022 in 9 episodi, distribuita su Netflix, ha ricevuto diverse candidature per la migliore attrice protagonista Julia Garner, voto: 7. Serie ben confezionata, godibile e avvincente, si basa su una storia vera. Nella serie spiccano le spaventose piccole ambizioni al successo individuale di diversi statunitensi e immigrati che si richiamano al mito del sogno americano. Peccato che, al solito, vedendo tutti personaggi espressione degli spiriti animali della società capitalista, si finisca per naturalizzare questo modo di essere, al punto che cinismo e spietatezza divengono quasi delle doti.

La serie è molto interessante perché fa una critica molto significativa della classe dominante nelle società a capitalismo avanzato, facendo emergere come il sistema si regga essenzialmente su una serie di truffe, che finiscono per avere ricadute negative esclusivamente sui pesci piccoli, che sono ancora nella fase dell’accumulazione primitiva, in particolare se si tratta di donne straniere. Colpisce come queste persone spendano enormi energie per seguire le proprie piccole ambizioni, individualiste ed egoiste, e non siano minimamente sensibili alle grandi ambizioni, ossia a prendere parte attivamente a favore delle forze che si battono per l’emancipazione del genere umano. Il problema è che anche chi produce e realizza queste merci dell’industria culturale è mosso esclusivamente da piccole ambizioni, per cui realizzano anche dei prodotti ben confezionati come questo, ma sono del tutto incapaci di indicare una prospettiva di superamento dell’esistente.

La serie negli ultimi episodi comincia ad allungare inutilmente il brodo, narrando la vicenda dal punto di vista di personaggi secondari, di cui analizza il modo di essere. Tali detour non comportano nessun approfondimento della questione sostanziale al centro della vicenda. In effetti la serie non ha moltissimo da aggiungere a ciò che appariva già abbastanza chiaro dalle prime puntate.

Al solito allucinante è la rappresentazione del mondo del lavoro, in cui al posto della lotta di classe si vedono lavoratori pronti a sacrificare, del tutto gratuitamente, ogni cosa, persino la propria prima figlia, pur di farsi sfruttare fino all’ultimo respiro. In tale completa dedizione al successo, alla carriera, la truffatrice ultra arrivista si differenzia solo quantitativamente dagli altri personaggi.

Nell’ultimo episodio emergono aspetti interessanti, inconsapevolmente in linea con l’osservazione di Brecht che è più criminale fondare una banca piuttosto che rapinarla. Abbiamo così la piccola truffatrice, che riesce a ingannare anche le grandi banche, punita con una pena superiore a quella che ha colpito i grandi speculatori del capitale finanziario che opprimono il mondo intero. Senza contare che le banche si sono fatte o meglio hanno rischiato di farsi truffare, in quanto la caduta del tasso di profitto rende sempre più truffaldine le speculazioni finanziarie. Infine, la vicenda dimostra come più che un sogno quello americano sia un incubo, in quanto una giovane con spirito imprenditoriale può farsi spazio solo se fa credere di essere una ricchissima ereditiera.

La cospirazione del Cairo di Tarik Saleh, drammatico, Svezia 2022, miglior sceneggiatura a Tarik Saleh al Festival di Cannes, nomination miglior film straniero a Cesar 2023, voto: 6,5. Film interessante che denuncia le drammatiche condizioni dell’Egitto dal punto di vista politico, istituzionale e religioso. La denuncia risulta piuttosto realistica e verosimile, peccato che si tratti di una tragedia priva di catarsi. La conclusione è decisamente sconfortante e la morale pessima. Il problema sembra essere che un figlio di pescatori, invece di fare il mestiere del padre, cerca di migliorare la propria condizione sociale attraverso l’istruzione.

Harry Haft: storia di un sopravvissuto (The Survivor) di Barry Levinson, con Vicky Krieps, drammatico, Canada, Ungheria, Usa 2021, visibile su Now, nomination miglior film tv Critics choiche award 2023, voto: 6,5. Il film denuncia, a ragione, le terribili persecuzioni degli ebrei da parte dei nazisti e introduce una riflessione significativa sul fatto che la persecuzione di una minoranza è del tutto arbitraria, essendo un mero instrumentum regni. Peccato che il protagonista cerchi, in ogni modo, di imitare Robert de Niro di Toro scatenato, finendo per apparire un mero epigono. Altro neo, in un film comunque coinvolgente, sono alcune scene poco verosimili, per quanto il film sia ispirato a una storia vera.

Wittgenstein di Derek Jarman, con Tilda Swinton, biografico, Gran Bretagna 1993, riditribuito in versione restaurata, disponibile su Prime, voto: 6+. Nonostante la collaborazione di due punti di riferimento della sinistra radicale Britannica come Eagleton e Tariq Ali il film, nonostante alcune trovate significative, risulta pesantemente postmoderno. Se in alcuni momenti può divertire e si dimostra acuto, alla lunga annoia. Del tutto involontariamente il film mostra quanto l’intellettuale alto borghese protagonista sia stato sopravvalutato e quanto sia stolto il tentativo di prenderlo come punto di riferimento per la sinistra.

Alcarràs – L'ultimo raccolto di Carla Simón, drammatico, Spagna, Italia 2022, Orso d'oro al Festival di Berlino, nomination miglior film europeo, moltissime candidature come miglior film spagnolo, voto: 6+. Film ben realizzato e a tratti interessante, denuncia la speculazione che si nasconde dietro le energie rinnovabili e la tragedia dei piccoli contadini costretti a perdere la loro professionalità. Peccato che non emerga mai la miseria della vita contadina e non si denunci lo sfruttamento che i piccoli contadini europei praticano nei confronti degli immigrati africani.

Boris di Luca Vendruscolo, Giacomo Ciarrapico, con Caterina Guzzanti, Carolina Crescentini, serie tv italiana 2022, commedia in 8 episodi su Disney+, voto: 6. Serie nei primi episodi sempre molto efficace e divertente, risulta un valido esempio di satira sociale e critica dell’industria culturale. Perciò è ostracizzata dal mondo dello spettacolo e, pur essendo nei primi episodi fra le migliori serie, non riceve nemmeno una candidatura. La serie critica in modo efficace il politicamente corretto, il problema è che però, se non si individuano delle significative alternative, si rischia di portare avanti una battaglia di tipo populista, che rischia di favorire la destra. Anche la completa assenza di personaggi positivi rischia di far scadere la critica in pericolose generalizzazioni.

Purtroppo la serie perde sempre più quota fino a divenire insostenibile negli ultimi due, davvero inutili, episodi. Peccato perché se la serie invece di otto episodi fosse stata concentrata in quattro, sarebbe stata significativa. Allungando inutilmente il brodo diviene, al contrario, noiosa.

Air - La storia del grande salto di Ben Affleck, con Matt Damon, Ben Affleck, biografico, drammatico, Usa 2023, disponibile su Prime, voto: 5+. Ciò che colpisce è la capacità che hanno gli Stati uniti di esercitare l’egemonia sulla società civile occidentale e, almeno in parte, anche internazionale. Questo film, pur essendo una merce dell’industria culturale di media qualità, pur affrontando un tema di nessun interesse sostanziale, pur essendo una apologia della società capitalista e di una multinazionale, riesce a essere abbastanza piacevole e avvincente, persino per uno spettatore che non condivide in nessun modo il contenuto del film.

Un bel mattino di Mia Hansen-Løve, drammatico, Francia 2022, nomination miglior attrice europea a Léa Seydoux, voto: 5. Film fatto alla maniera della Nouvelle Vogue inizialmente può anche affascinare ma, alla lunga, risulta piuttosto prevedibile e noioso.

Scompartimento N.6 – In viaggio con il destino di Juho Kuosmanen, drammatico, Finlandia, Estonia, Germania, Russia 2021, Gran premio della giuria al festival di Cannes, nomination miglior film straniero a Golden Globe, Cesar e Independent Spirit Awards, candidato a miglior film internazionale, European Film Awards, Satellite Awards, voto 5. Film piuttosto postmoderno e davvero troppo sopravvalutato, con un contenuto apparentemente progressista, ma piuttosto ambiguo. Fa impressione come nel giro di due anni dalla realizzazione del film la situazione sia precipitata. Il film è prodotto da Estonia, Finlandia e Russia, paesi di fatto oggi in guerra e narra di una storia d'amore e di amicizia fra una finlandese e due russi. Purtroppo oggi, la crociata contro la Russia rende assolutamente impossibile questo scenario che ancora due anni fa appariva del tutto verisimile.

Prey di Dan Trachtenberg, azione, drammatico, horror, Usa 2022, nomination miglior film tv Critics Choice Award 2023, voto: 3,5, Film sopravvalutato e del tutto inutile, si tratta di una merce male confezionata dell’industria culturale.

Asteroid City di Wes Anderson con Scarlett Johansson, Tom Hanks, e Tilda Swinton, sentimentale, commedia, Usa 2023, voto: 3. Film senza capo né coda, esemplare nel dimostrare la natura irrazionale e reazionaria dell’ideologia post moderna da cui il film è completamente pervaso, risultando del tutto insostenibile.

08/12/2023 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Renato Caputo

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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