Yellow letters di Ilker Çatak, drammatico, Germania, Turchia, Francia 2026, orso d’oro al Festival di Berlino, voto: 9+. Film molto bello sul rapporto fra arte e impegno politico, con personaggi complessi, realistici e tipici. Riesce a toccare temi molto significativi e al contempo a non essere pesante e noioso.
Il caso 137 di Dominik Moll, thriller, Francia 2025, valutazione 9. Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, 8 candidature e vinto un premio ai Cesar, 4 candidature e vinto un premio ai Lumiere Awards, per la miglior attrice a Léa Drucker. Un film esemplare, con un contenuto sostanziale raccontato in modo avvincente e dialettico. Colpisce la determinazione alla lotta del popolo francese e la capacità di fare dei film di denuncia politica e sociale impeccabili. Peccato solo che la protagonista non sia in nessun modo un personaggio tipico e, perciò, realistico, ma ci venga presentata senza straniamento come un eroe, portando il pubblico a dimenticare che è una necessità degli apparati dello Stato sottolineare in ogni modo che il potere si fonda, in primis, sul monopolio della violenza legalizzata, per cui poliziotti, terminale di una catena di comando che raggiunge i più alti livelli politici, tendono inevitabilmente a essere assolti nonostante le evidenti violenze anche gratuite da loro compiute, mentre un militante dentro un corteo di protesta viene immediatamente condannato come si trattasse di un criminale.
Apocalisse ai tropici di Petra Costa, documentario, Usa, Brasile, Gran Bretagna 2024, nomination miglior documentario ai Bafta, voto: 9-, su netflix. Documentario estremamente interessante sul fondamentalismo religioso e, in particolare, il ruolo nefasto delle sette evangeliche in Brasile. Valida ricostruzione della storia contemporanea del Brasile. Il film è anche godibile. Peccato che non vada molto a fondo nello spiegare le ragioni del successo delle sette evangeliche, in particolare in America Latina e, più in generale, dei motivi della odierna ripresa del fondamentalismo religioso. Anche l’aver fatto parlare troppo spesso uno dei maggiori esponenti dell’evangelismo politico, per quanto interessante, non permette di comprendere realmente il fenomeno preso in esame.
She di Parsifal Reparato, documentario, sociologico, Italia, Francia 2025, voto: 7,5. Film molto interessante sulle terribili condizioni della classe operaia in una azienda della Corea del Sud in Vietnam. Il film è costruito come una inchiesta sociologica, in cui sono le stesse lavoratrici sfruttate a raccontare le loro deplorevoli condizioni di vita. La cosa più toccante e disumana è che queste donne sono costrette a vivere e lavorare a centinaia di chilometri dai propri figli. Peccato che la forma sociologica scelta non permetta di approfondire in maniera scientifica i problemi affrontati e le enormi contraddizioni fra un paese governato dal Partito comunista, protagonista di una epica guerra di liberazione nazionale, e la condizione di sfruttamento delle operaie.
Avatar - Fuoco e cenere di James Cameron, con Zoe Saldana, Sigourney Weaver, azione, avventura, drammatico, Usa 2025, voto: 7+ Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, ha vinto un premio ai BAFTA, Il film è stato premiato a National Board, ha vinto un premio ai Critics Choice Award, 1 candidatura a CDG Awards, a AFI Awards, ha vinto un premio ai ADG Awards. Per essere la terza ripresa di un ottimo film con un eccezionale successo Avatar – Fuoco e cenere non sfigura. Il film è godibile e media un contenuto decisamente avanzato per essere una merce destinata a un grande pubblico in un’epoca di restaurazione. Peccato per la posizione apologetica verso la religione naturale, che non coglie come sia proprio il fondamentalismo religioso sempre in prima linea nella lotta per la disemancipazione del genere umano.
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans, animazione, per ragazzi, Usa 2025, distribuito da Sony Pictures Animation. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 3 candidature e vinto 2 Golden Globes, ha vinto 2 Critics Choice Award, ha vinto un premio ai Producers Guild, ha vinto un premio ai ADG Awards, voto: 7+. Premiato come miglior film di animazione ai Golden globe è certamente un ottimo film per bambini, godibile anche per un pubblico adulto. Insegna ad andare oltre le apparenze e a voler razionalizzare l’esistente, anche rompendo quando necessario con la tradizione.
La vita da grandi, di Greta Scarano, con Matilda De Angelis, commedia, Italia 2025, voto: 7+. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, ha vinto un premio ai European Film Awards e due Nastri d’argento. Ottimo primo lungo metraggio, commedia molto godibile e che lascia al quanto da pensare allo spettatore sull’importanza dell’inclusione.
Blue Moon di Richard Linklater, biografico, Usa, Irlanda 2025, voto: 7. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Berlino, 2 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 1 candidatura a Critics Choice Award, 1 candidatura a The Actor Awards. Film molto teatrale che rispetta in pieno le tre unità aristoteliche, con un mattatore nel ruolo di protagonista: Ethan Hawke, che ha a ragione ricevuto diversi riconoscimenti. Con pochissimi mezzi, il film risulta abbastanza credibile e interessante. Blue Moon ha un impianto realista con personaggi tipici, anche se non apre nessuna prospettiva di superamento della tragedia messa in scena, nella forma di film brillante, che la rende meno pesante. Peccato che per quanto offra un valido scavo psicologico, la storia in se stessa sia troppo poco significativa.
Nouvelle Vague di Richard Linklater, commedia, biografico, drammatico, Francia 2025, voto: 7-. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 10 candidature e vinto 4 Cesar, 5 candidature e vinto 2 Lumiere Awards, 1 candidatura a Spirit Awards. Film nostalgico sul primo film di Godard. Per quanto quest’ultimo sia decisamente sopravvalutato, il film di Linklater non è male. Ricostruisce in modo abbastanza significativo la nascita della Nouvelle Vague. La presenza dell’industria culturale consente che non si lasci spazio alla devastante ideologia postmoderna, votata alla distruzione della ragione, caratteristica di Godard e di buona parte della stessa Nouvelle Vague.
Scissione, serie drammatica, thriller, seconda stagione in 10 episodi, Usa 2025, di Ben Stiller e Dan Erickson, su Apple tv +, ha trionfato agli Emmy Awards, portando a casa ben 8 premi tra cui Miglior Attrice Protagonista e Miglior Attore non Protagonista, valutazione: 6,5. La seconda stagione è certamente meno interessante e significativa della prima. Non solo viene meno la novità di questa distopica raffigurazione della estraneazione del lavoro salariato, ma anche il focus della serie tende a non essere più incentrato sul luogo di sfruttamento. Ci sono diversi detour che certamente accentuano la denuncia della assoluta spietatezza della grande impresa e rendono questa serie forse anche più godibile della prima.
Un semplice incidente di Jafar Panahi, drammatico, Iran, Francia, Lussemburgo 2025, valutazione: 6,5. ll film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, è stato premiato al Festival di Cannes, 1 candidatura a David di Donatello, 4 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 3 candidature agli European Film Awards, 2 candidature a Cesar, a National Board, 1 candidatura a Lumiere Awards, 1 candidatura a Critics Choice Award, 1 candidatura a Goya, a AFI Awards. Il film è decisamente sopravvalutato come questi artisti di opposizione che combattono il regime iraniano. L’impostazione è al solito schematicamente ideologica, i sostenitori del regime sono il male assoluto, mentre gli oppositori, pur con qualche contraddizione in più rappresentano il bene, anche se non si chiarisce mai da quale prospettiva si combatta la Repubblica islamica.
La grazia di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, drammatico, Italia 2025, valutazione 6,5. Il film ha ottenuto 13 candidature a David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia, 2 candidature agli European Film Awards. Film al solito ben confezionato e piuttosto profondo, anche se sfiora soltanto alcuni temi sostanziali. Certo la visione del mondo del regista è progressista, ma non è in grado di assumere uno sguardo sulla realtà realmente critico rispetto all’ideologia dominante.
Train Dreams di Clint Bentley, drammatico, Usa 2025, valutazione 6+. Il film ha ottenuto 4 candidature a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, Il film è stato premiato a National Board, 5 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 4 candidature e vinto 3 Spirit Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Producers Guild, a AFI Awards. Film modesto sia dal punto di vista del contenuto che della forma. Stupisce la candidatura all’Oscar come miglior film.
The studio di Evan Goldberg, Seth Rogen, in dieci episodi, Usa 2025, La serie ha ottenuto 3 candidature e vinto 2 Golden Globes, ha vinto 3 Critics Choice Award, 1 candidatura a Spirit Awards, 3 candidature e vinto un premio ai Writers Guild Awards, ha vinto un premio ai Directors Guild, ha vinto un premio ai CDG Awards, ha vinto un premio ai Producers Guild, La serie è stato premiato a AFI Awards, ha vinto un premio ai ADG Awards, 3 candidature a The Actor Awards. Premiata come miglior serie brillante a Golden Globes, sviluppa e trasporta negli Usa un genere nato in Italia con Boris, in seguito ripreso ancora nel nostro paese e in Francia. Con la traduzione e la scarsa conoscenza della società che rappresenta satiricamente molto va perduto, sia in termini di ilarità, sia di riflessione critica. Con i consueti alti e bassi, con una critica sociale al solito infiacchita dalla mancanza di un solo esempio che una alternativa è sempre possibile, la serie è abbastanza godibile e offre qualche spunto critico nei riguardi dell’industria culturale.
