La Pedemontana del Friuli

Il viaggio di Claudio e Giuliano continua. Località Meduno, dal luglio 2012 la circolazione dei treni è stata sospesa a causa di uno smottamento del terreno che ha provocato lo svio del Minuetto. Da quel giorno sui binari si sta depositando quello strato di ruggine che rappresenta il segno inconfondibile dell'abbandono di una ferrovia.


La Pedemontana del Friuli

Il viaggio di Claudio e Giuliano continua. Località Meduno, dal luglio 2012 la circolazione dei treni è stata sospesa a causa di uno smottamento del terreno che ha provocato lo svio del Minuetto. Da quel giorno sui binari si sta depositando quello strato di ruggine che rappresenta il segno inconfondibile dell'abbandono di una ferrovia.

di Claudio C.

Reportage/viaggio :

“CON L’ECO DEI TRENI”

A piedi sulla strada ferrata

Foto di Giuliano Guida, testi di Claudio C.

 

Ore 6.50, l'intercity notte 774 Roma-Mestre ferma a Sacile, sorpresi prendiamo i nostri bagagli e scendiamo di corsa. La stazione si trova sulla linea principale che attraversa il Friuli e precisamente sull'asse Mestre – Pordenone – Udine -Trieste. Dal binario I parte una deviazione che vira verso nord-est; è l'inizio della Pedemontana del Friuli, ferrovia che nella sua tratta più antica ha compiuto da poco i 100 anni di vita. I fogli informativi affissi nel fabbricato viaggiatori riportano la linea in questione insieme a tutte le altre che si snodano lungo la regione e nel tabellone degli orari risultano alcune corse al giorno per Pinzano e Gemona, peccato che osservando meglio si nota che tale servizio viene svolto dagli autobus sostitutivi. E si, purtroppo dal luglio 2012 la circolazione dei treni è stata sospesa a causa di uno smottamento del terreno in località Meduno che ha provocato lo svio del Minuetto. Da quel giorno sui binari si sta depositando quello strato di ruggine che rappresenta il segno inconfondibile dell'abbandono di una ferrovia.

La Pedemontana del Friuli è un tracciato di circa 75 km a singolo binario e non elettrificato che inizia a Sacile e termina a Gemona del Friuli, attraversando il Tagliamento, la stretta di Pinzano e la Valcellina. E' costituita da due tronchi ferroviari costruiti in epoche diverse: la Casarsa – Gemona di 51 km che fu ultimata nel 1914 e la Pinzano – Sacile di 53 km inaugurata nel 1930. La cronaca del tempo diceva: "la folla che si assiepa nei dintorni della stazione di Sacile ammira il primo convoglio che partirà attraverso i paesi pedemontani a recare un nuovo soffio di civiltà e di benessere morale materiale" e ancora "le popolazioni attendevano in massa compatta a tutte le stazioni e gridavano la loro gioia col trasporto di una esultanza incontenibile". Solamente nel 1967, con la soppressione del tronco Casarsa - Pinzano, il ramo orientale compreso tra Pinzano al T.nto e Gemona venne unito al ramo occidentale, quello tra Sacile e Pinzano. Da quel momento, l'intera tratta tra Sacile e Gemona venne chiamato "la ferrovia Pedemontana".

Usciamo dall'edifico e percorriamo a piedi qualche centinaio di metri sulla stradina che costeggia la tipica recinzione in cemento delle FS. In questa tratta i treni sfrecciano per raggiungere le due province e non possiamo correre il rischio che qualcuno ci veda camminare lungo la massicciata e far terminare così il viaggio ancor prima che inizi. La Pedemontana si allontana dolcemente dalla direttrice principale, è il punto buono per iniziare a calpestare le traversine. Alle nostre spalle il segnale di protezione è acceso a via impedita, il senso di marcia ci appare simbolicamente obbligatorio, siamo pronti a partire per giungere all'altro capo della linea.

13/06/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Claudio C.

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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