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La Groenlandia non sarà mai il 51esimo Stato degli USA.

Al grido di “Groenlandia indipendente” si sono svolte le manifestazioni contro Trump che vuole che la Groenlandia diventi il 51esimo Stato degli USA ma quale sarà la risposta dell’Unione Europea oltre all’invio di 100 soldati di 8 paesi?


La Groenlandia non sarà mai il 51esimo Stato degli USA. Credits: https://www.pexels.com/photo/group-marching-in-nuuk-greenland-snowy-streets-35713545

La Groenlandia sta occupando la scena della geopolitica a livello internazionale. Donald Trump ha prima parlato di navi della Russia e della Cina che sarebbero state viste in Groenlandia ma, poiché queste navi anche se ci fossero state non avrebbero rappresentato una minaccia per la difesa degli USA, ha alzato il tiro parlando esplicitamente di annessione della Groenlandia che ha provocato forti manifestazioni nella capitale Nuuk nelle quali forte si è gridato lo slogan “Groenlandia indipendente” [1]. 

Trump ha dichiarato: “Vogliamo questo grosso pezzo di ghiaccio chiamato Groenlandia e se gli europei diranno sì, lo apprezzeremmo molto, se diranno di no, ce lo ricorderemo” [2]. Al “Forum economico mondiale” di Davos in Svizzera però ha cambiato tutto, escludendo per la prima volta l'uso della forza ma ha chiesto un negoziato immediato per il controllo dell'isola ed ha annunciato su Truth un futuro accordo con la Nato per l'isola e la cancellazione dei dazi minacciati contro i Paesi europei che avevano mandato i loro soldati a Nuuk.

La situazione non è chiara e in questo articolo si cerca di delineare il contesto e le motivazioni per le quali Trump vuole la Groenlandia: nel sottosuolo dell’isola sono presenti dei minerali importanti.

L’attenzione di Trump sulla Groenlandia è stata rilevata dai media nel dicembre del 2025 quando, a più riprese, aveva dichiarato la sua intenzione di annettere la Groenlandia presentando una proposta economica a favore dei suoi abitanti e agitando l’eventualità di un intervento militare armato. Il 13 gennaio 2026 la governatrice Nielsen aveva dichiarato che l'isola non intende né essere posseduta né essere governata dagli Stati Uniti e che la sola idea di una proposta economica risulta offensiva per gli abitanti [3]. 

La Groenlandia ha circa 57mila abitanti con una densità di popolazione di 0,027 ab./km² di cui una percentuale compresa tra l'85 e il 90 % è di origine inuit, uno dei due gruppi principali insieme agli Yupik, mentre le percentuali rimanenti sono in massima parte europei, danesi in maggioranza. La Groenlandia è un’isola della Danimarca che è divisa in 5 comuni:  AvanaataKujalleqQeqqataQeqertalik e Sermersooq con alcuni territori extracomunali come il parco nazionale della Groenlandia nordorientale e il villaggio di Pituffik che ospita la base aerea militare americana di Thule. L’isola confina con il Canada

Nel 1979 alla Groenlandia è stato concesso l'autogoverno (hjemmestyre) dal Folketing (il Parlamento danese) mediante una legge approvata nel 1978, il capo dell’isola è il sovrano della Danimarca anche se l'isola nel suo complesso ha una notevole autonomia per diversi aspetti: ad esempio, può non aderire a diverse politiche dell'Unione Europea ed il suo parlamento, chiamato Inatsisartut, in danese Landsting, è sempre stato di 31 rappresentanti eletti dal popolo con voto proporzionale che sono in carica per quattro anni e vengono eletti anche due rappresentanti presso il parlamento danese; inoltre il capo del governo è il primo ministro della Groenlandia e da questi pochi dati nel complesso si evince che l’autonomia dell’isola è reale, politica, ed è soprattutto istituzionale. Importante è che per il referendum del 2008 alla Groenlandia siano state riconosciute anche importanti funzioni per la gestione delle proprie risorse [4] e sono state trasferite al governo dell’isola le competenze in ambito legislativo, giudiziario e della gestione delle risorse naturali. Il referendum, seppure oggetto di critiche e non vincolante per il parlamento danese, è stato riconosciuto da quest'ultimo e la sua applicazione è diventata effettiva il 21 giugno 2009 ed è stato un passaggio importante verso l'indipendenza che è molto sentita in Groenlandia ed è stata al centro delle manifestazioni di cui sopra contro Trump. La Danimarca però ha ancora il controllo su finanze, politica estera e difesa militare e assicura un sussidio annuale di circa 3,4 miliardi di corone, pari al 30% del PIL. L’economia della Groenlandia non è di tipo industriale ma è in prevalenza centrata sul turismo che è un settore che garantisce un potenziale economico soltanto nel breve periodo in quanto l’isola è limitata da due fattori: la breve stagione estiva e i costi elevati. Per la pesca, che è ben organizzata ed esporta prodotti ittici (in prevalenza del gambero ma anche dell'halibut che è un pesce piatto di grandi dimensioni), la pesca è il settore che rappresenta la maggiore fonte di reddito. 

Nel 1990 la Groenlandia ha attraversato un periodo di crisi economica principalmente per la chiusura delle ultime miniere di zinco e di piombo che le ha fatto mancare gli introiti delle concessioni minerarie, ma dal 1993 l'economia è migliorata con il GHRG (Greenland Home Rule Government = Governo autonomo della Groenlandia) che ha consentito una politica fiscale che ha favorito un surplus notevole nelle entrate pubbliche con il mantenimento dell'inflazione ad un livello basso. Nonostante la scoperta di giacimenti di minerali e idrocarburi l’economia non ha avuto una svolta significativa e dovrà passare ancora del tempo prima che si possano avviare dei processi di estrazione e quindi di commercializzazione. Intanto queste materie prime interessano a molti [5] e soprattutto a Trump che vuole annettere l’isola e farla diventare il 51esimo stato degli USA e quindi il futuro della Groenlandia è diventato un tema internazionale, ma mai la Groenlandia rinuncerà alla sua sovranità e mai accetterà di diventare statunitense. Non a caso Ursula von der Leyen [6] ha recentemente dichiarato al parlamento europeo che l’UE intende fare degli investimenti nella Groenlandia e non soltanto a livello di difesa, essendo un’isola della Danimarca che fa parte dell’Unione Europea.

Oltre alle manifestazioni contro Trump che si sono svolte a Nuuk, sull’isola sono stati inviati oltre 100 soldati in funzione simbolica e in rappresentanza di 8 paesi. La Germania li ha immediatamente ritirati a causa delle dichiarazioni di Trump di aumentare i dazi, mentre sono rimasti quelli della Danimarca, Francia, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Finlandia e Paesi Bassi. Non è ancora chiaro come si concretizzerà l’accordo annunciato da Trump con la Nato sulla Groenlandia e si è affermato un interrogativo cruciale su come l’UE gestirà questo scontro con Trump ancora aperto non avendo una posizione unitaria. Il quadro di questo accordo - come ipotizzato dai media - presenterebbe un aggiornamento dell’accordo di difesa della Groenlandia del 1951 tra gli Usa e la Danimarca che ha già consentito l'installazione delle basi militari sull’isola ed ora si dovrebbero definire nuove aree di difesa militarizzate con parti di territorio finalizzate a rafforzare la sicurezza e permettere di svolgere attività da parte della Nato nell’Artico. È chiaro, quindi, che sarebbe una militarizzazione di buona parte del territorio che verrebbe controllato dalla Nato anche perché i media hanno anche parlato di una proposta sul posizionamento del “Golden Dome” che è il sistema di difesa antimissile Usa.

La Groenlandia è autonoma, ma fino ad un certo punto perché la politica estera la decide la Danimarca e la premier danese Mette Frederiksen recentemente ha dichiarato: “Rutte non ha mandato per negoziare con noi. La sovranità non è negoziabile, La Nato viene usata come cornice” [7]. Questa dichiarazione, che è importante, è arrivata dopo l’annuncio di Trump di voler fare un accordo quadro con la Nato sostenendo di averlo già delineato con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Si tratta di un framework, cioè un insieme di punti sul tema: “Groenlandia e sicurezza artica”. 

I media hanno diffuso che Trump si sarebbe spinto fino a rivendicare un accesso totale alla Groenlandia e quindi si tratterebbe di un accordo simile ad un’occupazione e sarebbe destinato a durare per sempre. È chiaro che questa dichiarazione della premier danese ha posto dei punti fermi e l’Artico è di fatto diventato un tema di scontro con Trump ma è anche un tema di sicurezza rispetto alle teorie che la Russia e la Cina potrebbero occupare quell’area. L’Europa quindi dovrà decidere se dare una risposta alla competizione globale di Trump, e se accettasse questo accordo che Trump vuole fare, di fatto metterebbe in discussione, come dire, la sovranità e l’integrità territoriale di un alleato quale è la Danimarca: l’oscillazione dell’UE, però, non denota nè la volontà di "difendere complessivamente l’Occidente” nè di difendere le sue stesse regole. Il fatto di ignorare se l’UE accetterà questo accordo con la Nato, che pare sia in fase alquanto  avanzata, pone la Groenlandia in una continua incertezza e pesa molto che Trump abbia dichiarato che questa isola rappresenta un’area strategica per la difesa degli USA in quanto la Russia e la Cina sarebbero interessate alle materie prime presenti sull’isola. Se la Groenlandia vuole continuare ad essere autonoma per questo accordo con la Nato dovrebbe trattare da protagonista con i suoi rappresentanti.

La popolazione che vive sull’isola ha problemi di non facile risoluzione a causa del fatto che deve stare a contatto quotidiano con nevicate continue e deve convivere con i ghiacciai. Sulle condizioni ambientali in Groenlandia la trasmissione Tv LA7 “Piazzapulita” è intervenuta nella puntata del 22 gennaio [8]: tra i punti 16-38, Corrado Formigli che è andato in Groenlandia per fare un servizio, ha presentato delle riprese e delle interviste dove si vede bene la situazione ambientale che è davvero complicata, con immagini che mostrano nevicate continue, ghiacciai enormi che nell’insieme mettono in evidenza come vive quotidianamente la popolazione di questa isola. La Groenlandia almeno in questa fase ha bisogno dell’UE in quanto deve costruire delle infrastrutture che sono necessarie ma sono complesse da realizzarsi e sono soprattutto costose ma i finanziamenti potrebbero essere disponibili dalla vendita delle nuove materie prime se gli introiti sarebbero investiti sull’isola anziché diventare soltanto dei profitti delle multinazionali USA. 

La superficie del suo territorio è ricoperta prevalentemente di ghiaccio ma, a quanto si sa soprattutto da parte dei media specializzati, sarebbero in corso dei processi naturali progressivi di scioglimento dei ghiacciai che, anche se lenti, propongono di tener conto che la maggior parte della esigua popolazione che vive lungo la costa e nei fiordi si sta spostando nelle città. A causa dei processi dovuti alla loro formazione geologica, i fiordi non hanno infrastrutture adeguate come servizi idrici e energetici e la popolazione si sta spostando nelle città, come si diceva, e questa mobilità crea problemi di cambiamenti notevoli di stili di vita. C’è poi un problema naturale in quanto essendo questa isola vicina al Circolo polare artico è caratterizzata da fenomeni naturali come il sole di mezzanotte in estate e l'aurora boreale in inverno, con lunghe estati e lunghi inverni creando per la popolazione anche problemi di disagio obiettivamente esistenziali e quindi anche psicologici. Si tenga conto che la popolazione ha condizioni di vita non ottimali però con il progressivo scioglimento dei ghiacciai e con la costruzione anche di nuovi collegamenti stradali la mobilità potrebbe migliorare molto e con essa vivere meglio su questa isola. 

Note:

[1] (https://www.facebook.com/watch/?v=1595375278317778).

[2] (https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/01/21/davos-trump-chiede-negoziati-immediati-per-lacquisizione-della-groenlandia_c2a3eb1e-1d93-475c-98b4-6ad20e58f2ff.html).

[3] (https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_13/vance-vertice-groenlandia-usa-31e1a9e8-2968-4a19-9cff-609e85297xlk.shtml).

[4](https://web.archive.org/web/20120803190850/http://archiviostorico.corriere.it/2008/novembre/27/Groenlandia_passo_per_indipendenza_co_9_081127030.shtml).

[5] (https://www.alanews.it/esteri/groenlandia-perche-la-vogliono-tutti-tra-materie-prime-e-nuove-rotte/).

[6] (https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/01/21/von-der-leyen-massiccio-aumento-di-investimenti-ue-in-groenlandia_34ea7412-0be8-40e1-a30f-e9099022791b.html).

[7] (https://notizieflashtv.com/2026/01/23/groenlandia-la-danimarca-mette-un-limite-a-trump-rutte-non-ha-mandato-per-negoziare-sovranita-non-negoziabile-nato-usata-come-cornice/amp/).

[8] (https://www.la7.it/piazzapulita/rivedila7/piazzapulita-23-01-2026-629421).





30/01/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Felice di Maro
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