Stampa questa pagina

Osservatorio sul mondo che cambia: il fallimento della tregua e la sfida iraniana ai mari

Dallo Stretto di Hormuz ai fronti mediorientali, emerge una sfida diretta agli equilibri globali e alla supremazia nordamericana.


Osservatorio sul mondo che cambia: il fallimento della tregua e la sfida iraniana ai mari

Nella nuova puntata dell’“Osservatorio sul mondo che cambia”, il professor Orazio Di Mauro ricostruisce una fase di forte escalation internazionale, chiarendo come il caos apparente delle ultime ore nasconda in realtà precise logiche strategiche. Il fallimento dei negoziati di Islamabad tra Stati Uniti e Iran segna un punto di svolta, seguito dalla minaccia americana di blocco navale e dalla risposta iraniana che ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz. In questo contesto prende forma quella che viene definita una “dottrina del pedaggio”: Teheran tenta di trasformare il controllo dello stretto in un potere strutturale, imponendo rotte obbligate e condizioni di transito che mettono in discussione gli equilibri del commercio globale e del diritto marittimo. Secondo l’analisi, l’Iran esce rafforzato dallo scontro recente, riuscendo a esercitare un controllo di fatto su uno dei nodi energetici più cruciali al mondo, mentre la marina statunitense resta in una posizione prudente per evitare uno scontro diretto ad alto rischio. Questa difficoltà evidenzia una crisi più ampia della proiezione di potenza americana, tradizionalmente fondata sul dominio dei mari, e apre interrogativi sulla tenuta dell’ordine internazionale. La possibilità di un’escalation ulteriore, fino a operazioni militari su larga scala o persino all’uso di armi nucleari tattiche, viene evocata come rischio concreto, anche se non inevitabile. Il quadro si estende poi agli altri fronti: nel Libano la situazione resta bloccata, con Hezbollah sostenuto da una parte significativa della popolazione sciita e Israele determinato a non accettarne la presenza armata. Sul piano globale, le tensioni coinvolgono anche lo Stretto di Bab el-Mandeb e si intrecciano con la guerra in Ucraina, dove la Russia prosegue un’avanzata lenta ma strategica, accompagnata da mosse energetiche e finanziarie che incidono sugli equilibri europei.

24/04/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

Condividi

L'Autore

Redazione
<< Articolo precedente