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Guerra in Medio Oriente: l’operazione “Epic Fury” e le conseguenze globali

Attacco congiunto USA e Israele contro l’Iran: uccisi Ali Khamenei e 150  bambine per il bombardamento della scuola elementare di Minab. Quale ruolo ha l’UE e l’Italia nel nuovo scenario di guerra? Le prospettive nel Golfo Persico.   


Guerra in Medio Oriente: l’operazione “Epic Fury” e le conseguenze globali

Guerra in Medio Oriente: l’operazione “Epic Fury” e le conseguenze globali

Sabato 28 febbraio Stati Uniti e Israele hanno lanciato l’operazione militare “Operation Epic Fury”, causando migliaia di morti, tra cui la Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei. L’attacco segna una svolta nel conflitto mediorientale e potrebbe avere forti ripercussioni sui traffici energetici e sugli equilibri geopolitici. Nel frattempo crescono le tensioni internazionali, mentre la crisi coinvolge anche lo Stretto di Hormuz, il Libano e i rapporti tra UE e Stati Uniti.

L’operazione “Epic Fury” e la morte di Ali Khamenei

Sabato 28 febbraio USA e Israele hanno lanciato un’estesa operazione bellica denominata “Operation Epic Fury”, che ha provocato migliaia di morti, tra cui Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, già presidente iraniano dal 1981 al 1989 e massimo esponente sciita. Si tratta di una svolta in Medio Oriente: l’attacco avrà conseguenze sui traffici mondiali di petrolio e gas e, secondo quanto diffuso dai media, ha portato alla distruzione di buona parte dell’arsenale missilistico e della marina iraniana. È iniziata una nuova guerra in Medio Oriente, della quale al momento non si sa come e quando finirà. Il nuovo attacco missilistico di USA e Israele è stato organizzato mentre erano in corso le trattative sulle attività nucleari dell’Iran, definite una farsa, poiché l’operazione sarebbe stata pianificata molto prima e quella del giugno scorso sarebbe servita come prova tecnica.

La nuova Guida Suprema dell’Iran è Mojtaba Khamenei, secondo genito di Ali, nominato dall’Assemblea degli Esperti, composta da 88 membri eletti. Secondo l’interpretazione corrente, USA e Israele hanno un solo obiettivo: sottomettere l’Iran per cogestire o addirittura ottenere il monopolio delle risorse petrolifere. La questione della democrazia non sarebbe centrale e Donald Trump mentirebbe sulle attività nucleari dell’Iran che metterebbero in pericolo gli Stati Uniti: proprio questa, sarebbe stata una delle più colossali bugie diffuse nei telegiornali di tutto il mondo. L’attacco ha colpito infrastrutture militari, missilistiche e nucleari, utilizzando asset aerei e navali e, secondo quanto diffuso dai media, sarebbero in programma invasioni terrestri. Gli obiettivi principali hanno riguardato il complesso della residenza e del palazzo degli uffici della Guida Suprema nella zona di Via Pasteur a Teheran, colpito dall’aeronautica militare israeliana con missili aerobalistici “Golden Horizon”. Ali Khamenei è stato ucciso insieme alla moglie, mentre il figlio Mojtaba sarebbe rimasto gravemente ferito. È stato colpito anche l’ufficio del presidente Massoud Pezeshkian, che tuttavia è vivo e ha parlato alla nazione. Durante l’operazione sono stati eliminati il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh, il consigliere per la sicurezza nazionale di Khamenei e il comandante in capo delle forze dell’IRGC, generale Mohammad Pakpour. Le strutture di comando dell’Iran sono state bombardate, tra cui il quartier generale dell’intelligence e diverse basi dell’IRGC nei pressi di Teheran, compreso il quartier generale nel distretto di Qasr Firouzeh. Sono state colpite anche le abitazioni di diversi leader, tra cui la residenza dell’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad nel quartiere Narmak, che sarebbe rimasto ucciso. Le IDF (Forze di difesa israeliane) hanno dichiarato di aver eliminato 40 comandanti iraniani, tra cui Abdolrahim Mousavi, capo di stato maggiore delle forze armate e successore di Mohammad Bagheri, eliminato nell’attacco del giugno 2025. Secondo alcune analisi, si tratterebbe della più grande operazione messa in atto per distruggere l’Iran, resa possibile grazie all’intelligence israeliana e statunitense, che sarebbe riuscita a infiltrarsi nei vertici della sicurezza iraniana rendendo possibili gli attacchi. Tuttavia nulla è stato ufficializzato al riguardo e qui si riportano soltanto analisi ed opinioni.

Il bombardamento della scuola di Minab

Tra gli episodi più drammatici vi è il bombardamento di una scuola elementare femminile a Minab, nel sud dell’Iran, che avrebbe provocato la morte di 150 bambine, anche se al momento non è stato ufficializzato il numero esatto delle vittime, che con il passare dei giorni continua ad aumentare mentre in rete compaiono immagini di corpi accatastati, classi distrutte e quaderni colorati tra le macerie. Secondo l’agenzia di stampa iraniana, i morti sarebbero complessivamente almeno 165, compresi gli insegnanti, mentre nell’area 96 sarebbero i feriti.

L’attacco è stato tra i primi nella mattinata di sabato 28 febbraio. L’edificio si trovava vicino a una base dei Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione, che forse era il vero bersaglio del raid, ma il bombardamento è partito insieme a quello della scuola. Per la CNN, che ha analizzato varie immagini satellitari, le due strutture sono state collegate da un muro almeno fino al 2016.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha parlato di “atto barbaro”. Il comando delle forze USA ha dichiarato che sta esaminando la vicenda e ha ribadito che la protezione dei civili è importante e che continueranno a prendere tutte le precauzioni disponibili per ridurre al minimo il rischio di danni involontari: beato chi ci crede. L’esercito israeliano, invece, ha dichiarato di non essere a conoscenza di alcuna operazione dell’IDF nella zona e, in conclusione, la responsabilità dell’episodio non sarebbe attribuita a nessuno. Si tenga conto che per gli studenti iraniani il sabato è l’inizio della settimana scolastica, essendo il venerdì il giorno di chiusura. Nonostante le tensioni degli ultimi giorni, le autorità iraniane avevano deciso di non chiudere le scuole, e questo dimostra la sorpresa che ha caratterizzato questa operazione di attacchi missilistici.

Reazioni internazionali e posizione dell’Europa

Secondo questa analisi, il ruolo dell’UE e dell’Italia sarebbe caratterizzato da servilismo verso gli Stati Uniti. Al momento non è stata resa nota una decisione comune e ufficiale sull’uso delle basi NATO e USA. La Francia si è detta disponibile con alcuni distinguo e si sta impegnando per la difesa di Cipro, mentre la Spagna si è dichiarata contraria. In Italia, tra i vari distinguo presentati dai media, pare che sarà il Parlamento a decidere e la destra guidata da Giorgia Meloni dispone della maggioranza, motivo per cui difficilmente voterà contro l’uso delle basi militari USA e NATO. I raid missilistici non si fermeranno e faranno altre vittime, mentre al momento non si parla di trattative di pace. Le prospettive sono quelle di continuare gli attacchi all’Iran, formalmente per imporre la democrazia, ma concretamente per cogestire le risorse petrolifere, come avverrebbe in Venezuela. L’Iran possiede un arsenale militare molto articolato: migliaia di missili, alcuni custoditi in depositi sotterranei, oltre a forze terrestri e navali e a una ampia disponibilità di droni.

Lo Stretto di Hormuz, il Libano e il rischio energetico globale

Lo Stretto di Hormuz è l’area che separa la penisola arabica dalle coste dell’Iran e collega il Golfo di Oman, a sud-est, con il Golfo Persico, a ovest. In pratica lo stretto è quasi chiuso, poiché il traffico è diminuito del 90% [2]. Come è noto, gas, petrolio e beni commerciali transitano proprio attraverso questo passaggio. L’Iran ha sempre sostenuto di averne il controllo assoluto e, vero o no, il traffico delle petroliere è crollato. Se non verrà riattivato, le bollette energetiche aumenteranno progressivamente. Lo Stretto di Hormuz, il Golfo di Oman e il Golfo Persico sono di fatto aree di operazioni belliche. Secondo quanto dichiarato al termine di una riunione tra sindacati e compagnie marittime, l’escalation militare ha aumentato i rischi per la navigazione commerciale, con centinaia di navi ferme. L’International Maritime Organization (IMO) ha espresso profonda apprensione per le vittime e i feriti derivanti dagli attacchi alle navi mercantili e ha condannato qualsiasi attacco contro imbarcazioni civili innocenti. In un comunicato [3] ha dichiarato: “La sicurezza dei marittimi deve rimanere una priorità assoluta”.

Secondo i dati disponibili, circa 20.000 marittimi e 15.000 passeggeri di navi da crociera risultano direttamente coinvolti nella situazione dello stretto. L’interruzione del traffico rappresenta solo uno degli aspetti critici. L’IMO sottolinea che la principale preoccupazione resta l’impatto umano e la sicurezza del personale a bordo. Secondo alcuni media, l’Iran consentirebbe il transito soltanto alle navi cinesi, come segno di gratitudine verso l’alleato cinese che acquista gran parte del greggio iraniano. Le prospettive in Medio Oriente appaiono molto preoccupanti: l’attacco ha trasformato la crisi della regione in una condizione ordinaria, facendo saltare il già precario equilibrio precedente.

Nel frattempo il Libano è stato nuovamente attaccato: oltre 320 obiettivi di Hezbollah sono stati colpiti dalle forze israeliane e 320 mila libanesi hanno lasciato il sud del paese [4]. L’esercito israeliano ha rinnovato l’ordine di evacuare ampie zone e il Libano ha deciso di aprire il proprio spazio aereo ai caccia difensivi britannici, entrando di fatto nel conflitto. Hezbollah ha lanciato il suo primo attacco contro Israele, dichiarando di voler vendicare la morte di Ali Khamenei. Dal Qatar è arrivato inoltre un avvertimento: il ministro dell’energia Saad al-Kaabi, in un’intervista al Financial Times, ha dichiarato che la guerra potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane [5]. Se questo accadesse, i prezzi del petrolio aumenterebbero ulteriormente. Secondo le stime di dicembre della BCE, un aumento del 14,2% del petrolio e del 20% del gas porterebbe a un incremento dell’indice dei prezzi al consumo HICP di 0,5 punti percentuali. Alcuni analisti sostengono che finché le tensioni nello Stretto di Hormuz resteranno elevate, petrolio, gas e derivati saranno gli asset con i maggiori aumenti di prezzo. Nel frattempo la Guardia rivoluzionaria iraniana ha minacciato di incendiare qualsiasi nave tenti di attraversare lo stretto. Quasi in contemporanea Donald Trump ha annunciato che il governo statunitense fornirà assicurazioni contro i rischi politici a un prezzo ragionevole per il commercio marittimo che transita nella zona e metterà a disposizione scorte militari per le navi nella regione [6].

Resta tuttavia un dato evidente: se le navi verranno bombardate, i lavoratori a bordo verranno uccisi. Secondo questa lettura, questa conseguenza non sembra preoccupare Trump.



Note:

[1] (https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2026/02/28/attacco-alliran-colpita-una-scuola-femminile-a-minab-le-immagini-diffuse-dalla_9d203ccb-28df-4fb6-a34c-0332fcef807e.html).

[2] (https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/03/04/ridotto-del-90-il-traffico-di-petroliere-nello-stretto-di-hormuz_aefef68f-2f29-411f-8735-8a6fbb94769c.html).

[3] (https://www.adriaeco.eu/2026/03/05/stretto-di-hormuz-limo-lancia-lallarme-sulla-sicurezza-dei-marittimi/).

[4] (https://www.ansa.it/sito/photogallery/primopiano/2026/03/05/il-fronte-della-guerra-in-libano-oltre-300-mila-persone-hanno-lasciato_6d2a0edf-7d48-411b-9405-b7edc147a6ac.html).

[5] (https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2026/03/06/qatar-se-la-guerra-continua-il-golfo-potrebbe-fermare-export-energia_8cdee94c-869c-40d6-9b68-ed95ee8db8a9.html).

[6] (https://euroborsa.it/medio-oriente-prezzo-brent.aspx).




13/03/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Felice di Maro
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