Sabato 13 giugno si è svolto il primo consiglio comunale dopo le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio: è stato eletto al primo turno un sindaco di destra che ha aderito a “Noi Moderati. I media locali hanno al riguardo diffuso la dichiarazione del Presidente Maurizio Lupi: “l'adesione a Noi Moderati del neosindaco di San Benedetto del Tronto, Nicola Mozzoni, conferma la crescita del nostro progetto politico anche nelle Marche. Una scelta che testimonia la credibilità del lavoro che stiamo portando avanti nella regione e, più in generale, sui territori” [1], la lista ha ricevuto 1.679 voti, il 7,29%.
Dopo il Giuramento del nuovo sindaco e l’elezione del presidente del Consiglio, è stato eletto Pasqualino Piunti, e i Vici, Annalisa Marchegiani (Fratelli d’Italia) e Margherita Sorge (PD) la seduta si è svolta senza ostacoli di rilievo. In città dal giorno stesso della chiusura delle urne e dall’elezione di un sindaco di destra è decollato un interrogativo cruciale: quale opposizione deve fare il centrosinistra? Non si sa, e s’intende in maniera esplicita con la presentazione di una dichiarazione unitaria che seguirà il programma elettorale come riferimento oppure no? Fuori dal Regolamento del Consiglio, con interventi di tre minuti, i consiglieri di opposizione hanno dichiarato formalmente la loro opposizione e questo è stato positivo. Si tenga conto che dopo le elezioni i vari partiti e movimenti hanno fatto assemblee con gli iscritti e soltanto il PD ne ha ufficializzato la data e l’orario invitando tutti; il centrosinistra ha ricevuto 8.551 voti e gli iscritti ai partiti complessivamente probabilmente sono alcune centinaia, quindi è chiaro che gli elettori del centrosinistra dal momento che si sono chiuse le urne e si è spenta l’attenzione su di loro mentre era stata ai massimi livelli come non mai in queste elezioni, ora sono stati lasciati politicamente a sé stessi. Vedremo se questa situazione sarà permanente.
È chiaro che a San Benedetto, l’elettore del centrosinistra si muove in un quadro di buio politico. L’illuminazione può avvenire soltanto con un attivismo a livello personale in modo da poter acquisire delle conoscenze mirate, e questo è possibile, ma soltanto seguendo le dinamiche delle informazioni diffuse dai media e non da altri come le forze politiche rappresentate in Consiglio. Quindi il coinvolgimento dei cittadini fa parte delle teorie delle politiche elettorali che periodicamente vengono riproposte ad ogni elezione ma che, diciamola tutta, in maniera decisamente un po ' retorica. Siamo nel 2026 e l’attuale quadro delle relazioni tra cittadini, partiti e istituzioni, è stato più o meno adottato con l’entrata in vigore della Costituzione e cioè il primo gennaio del 1948 ma questo quadro oggi non è più valido e genera purtroppo un’astensione progressiva dal voto.
Per l’ordinamento giuridico dei Comuni, il TUEL, "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 (Supplemento Ordinario n. 162), tutte le delibere del Consiglio soltanto dopo la loro approvazione e dopo qualche settimana vengono pubblicate nel sito del Comune e così anche per il bilancio ed è ancora così anche per i testi delle interrogazioni, mozioni e interpellanze, si consiglia sempre ogni giorno di consultare l’Albo Pretorio subito dopo lo svolgimento del Consiglio. Bisogna dire che a San Benedetto i media locali sono molto attivi e danno informazioni non appena le colgono ma le attività giornalistiche spesso sono sbilanciate rispetto al quadro politico cittadino in quanto i cittadini attivi colgono molto prima dei giornalisti locali i reconditi delle notizie perché spesso ne sono investiti direttamente per la forza delle problematiche correnti anche se serve a poco e in certi casi quasi a niente: Sindaco, Giunta e maggioranza dei consiglieri in Consiglio non accolgono mai nulla dalla Platea dei cittadini. Purtroppo, l’attivismo dei cittadini a livello locale è discontinuo e questo fa sempre il gioco della destra che spesso strumentalizza anche mediaticamente le questioni in campo creando mix spesso di bugie e analisi vuote più o meno come fa a livello nazionale Giorgia Meloni, complice l’attivismo mirato dei media che ombreggiano ad arte le notizie soprattutto quelle di economia e finanza quando sono con ricaduta di interesse generale accogliendo i video soltanto che lei invia e non facendo mai interviste mirate sulle problematiche.
Il centrosinistra a San Benedetto ha 8 consiglieri, 4 del PD, 2 di AVS, 1 di M5S e 1 di Cambia, c’è poi una consigliera, una candidata sindaco non eletta che è entrata in consiglio, e non fa parte dell’opposizione del centrosinistra. Martedì 9 giugno si è dimessa la Segretaria regionale del PD delle Marche, Chantal Bomprezzi [2], e il congresso del PD delle Marche si dovrebbe celebrare a febbraio del 2027. Queste dimissioni non sono state a sorpresa in quanto erano state richieste da tempo ed è chiaro che i risultati negativi per il PD delle elezioni a Macerata ma anche a San Benedetto e Senigallia hanno avuto il loro peso.
Come ho già avuto modo di osservare sulle pagine social di Rai Tgr Marche, pur non essendo né un elettore né un simpatizzante del PD, cambiare il Direttore e lasciare invariato gli orchestrali e soprattutto le politiche non serve quasi a nulla. Premesso che il PD è un partito liberista, sarebbe opportuno cambiare le politiche in corso. Auspico che nel congresso che il PD farà, si discuta anche se l'elettore del centrosinistra deve essere soltanto un cittadino che deve dare il voto o un partecipante attivo. Si pone oggettivamente un tema di democrazia dal basso nel centrosinistra. Ad esempio, sabato a San Benedetto del Tronto si farà il primo consiglio comunale ed io, elettore del centrosinistra, non so su quale linea gli 8 consiglieri del centrosinistra faranno opposizione e non so neanche se la faranno…mentre la destra marchigiana festeggia e ringrazia.
Chantal Bomprezzi non era molto legata alla classe dirigente del PD che negli anni Novanta aveva partecipato alle note privatizzazioni di Telecom, Enel e che aveva fatto delle Marche un laboratorio del liberismo finalizzato a rilanciare salari di fame ed una squallida sanità pubblica chiudendo anche alcuni ospedali a vantaggio della sanità privata; però, ciononostante, non ha avuto la forza politica necessaria per contrastare i fenomeni correnti di rilancio dell’azione politica dei conservatori storici del PD delle Marche che l’hanno politicamente obiettivamente contrastata, pur senza arrivare ad “ammazzarla” politicamente.
Il quadro politico complessivo tra San Benedetto e le Marche, al momento, è tutto a vantaggio della destra nonostante le prospettive dei sondaggi sulle elezioni politiche che si faranno nel 2027: nelle Marche la destra vince alla grande come abbiamo visto nelle elezioni del 24 e 25 maggio. Si ricorda che dopo la dichiarazione del segretario generale di rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, con la quale chiedeva al centrosinistra di fare un fronte costituzionale democratico e antifascista contro la destra, nessuno del centrosinistra ha fatto una dichiarazione a favore o contro, e questo perché nel centrosinistra esiste ed è ben consolidato, ma non è assoluto, un anticomunismo strutturale e soprattutto dialettico che taglia le ali a qualsivoglia lancio di azioni unitarie che abbiano l’obiettivo di uscire dalla situazione attuale: si voglia o no, la destra comunque abilmente controlla in questa fase la politica italiana a tutti i livelli compresa quella locale e regionale. Paolo Ferrero, di Rifondazione comunista, al riguardo della proposta di Maurizio Acerbo, ha dichiarato che per fare un referendum interno sulla “linea politica verso le elezioni politiche del 2027” sono state raccolte 2.500 firme, il 16 maggio ne erano state raccolte 2.200 [3]. Le firme sono già state consegnate alla Segreteria nazionale del Prc e si vuole arrivare ad una consultazione interna sulle scelte da intraprendere per le prossime elezioni politiche su un’eventuale adesione al campo largo del centrosinistra con il centro-sinistra. Il documento che chiedeva il fronte citato è stato approvato dal Comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista l’11 e 12 aprile 2026 con 89 voti a favore e 80 contrari.
La città di San Benedetto del Tronto è prigioniera della destra di Giorgia Meloni che controlla tutto. È chiaro che soltanto un forte contrasto di alleanze concrete può bloccare il dominio della destra che impera purtroppo a San Benedetto come in Italia. Il PD non lo vuole capire che sul tema del riarmo e dell’invio di armi in Ucraina sbaglia e favorisce la destra di Giorgia Meloni, ma le altre forze politiche del centrosinistra non prendono sul tema le distanze esplicitamente dal PD e quindi, come dire, lo fanno per vivere in pace con il PD perché pensano che poi l’alternanza destra-sinistra prima o poi si affermerà in Italia, ma si sbagliano e fanno finta di non capire che la destra italiana è funzionale pienamente all’imperialismo USA e privilegia ad arte il ceto medio soprattutto a livello fiscale come con l’ultima finanziaria per avere consensi espliciti e sicuri che poi aumentino i livelli di miseria non interessa: per la Meloni la patrimoniale non si tocca e neanche gli extra profitti delle banche e delle aziende erogatrici di energia. Il centrosinistra a parte qualche dichiarazione di maniera con il PD sta a guardare e in concreto non fa un cazzo. Ecco perché gli elettori del centrosinistra a San Benedetto debbono essere comunque politicamente congelati e, chiuse le urne, c si vedrà alle prossime elezioni semplicemente perché non debbono nuocere e soprattutto non debbono essere attivi contro il quadro politico nazionale perché lo si vuole così com'è perché fa gioco complessivamente, ed è di servizio alle politiche reali e silenziose del centrosinistra soprattutto per il riarmo.
Intanto la precarietà è un problema a San Benedetto e cosa farà il nuovo sindaco con i suoi assessori? Non si sa anche se durante la campagna elettorale si è parlato di rilancio della città senza però precisare, come e per chi soprattutto. Ci sono famiglie che vivono con redditi bassissimi, certo sono minoranze e purtroppo sono lontani dagli ambienti della politica e questo è un problema. Un'iniziativa in corso merita attenzione: dal 15 giugno squadre di giovani dai 14 ai 20 anni sono impegnate in manutenzione, pittura e cura degli spazi pubblici con tutor e volontari [4]. Il progetto coinvolgerà per cinque settimane ragazzi e ragazze, le attività si svolgeranno dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30. Il “buono fatica” così è chiamato sarà settimanale del valore di 75 euro, come riconoscimento per il lavoro svolto, per i tutor il valore del buono sarà di 150 euro e potranno essere utilizzati per acquistare abbigliamento, libri, cartoleria, materiale informatico e articoli per il tempo libero. Il progetto è giunto alla quinta edizione ed è stato finanziato dalla Regione Marche, Politiche giovanili e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri: Dipartimento per le politiche giovanili e del Servizio Civile Universale. La gestione organizzativa e logistica è affidata al CSV Marche ETS e al Centro Servizi per il Volontariato.
Comprendo che è un piccolo aiuto ai giovani ma, attenzione, è anche acqua che non toglie sete. Ai giovani che vivono in famiglie ritmate da condizioni economiche precarie, costrette a mettere insieme il pranzo con la cena è chiaro che non si fa nulla. Cosa intendono fare la Regione Marche e il Comune di San Benedetto? Non fare nulla significa che questi problemi per la destra non esistono, tanto che non ne parlano neanche.
Note:
[2] (https://www.rainews.it/tgr/marche/articoli/2026/06/pd-marche-dimissioni-chantal-bomprezzi-congresso-42575624-6070-4ffb-a2ee-07dfc83c5393.html).
[3] (https://www.radiondadurto.org/2026/05/16/rifondazione-comunista-2-200-firme-raccolte-per-indire-una-consultazione-tra-iscritte-i-obiettivo-la-linea-politica-verso-le-elezioni-2027/).
[4] (https://cistoaffarefatica.it/).