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Recensioni di classe 75

La voce di Hind Rajab, Giovani madri, A Complete Unknown, Call my agent, L’hangar rosso, Andor, Sheep in the box, The brutalist, Due spicci, FolleMente, Gioia mia, Emilia Perez, Odissea, Elisa, Il mostro, Marty Supreme.


Recensioni di classe 75 Credits: immagine creata da intelligenza artificiale Gemini

La voce di Hind Rajab, di Kawthar ibn Haniyya, drammatico, Tunisia, Francia, Regno Unito, Stati Uniti 2025. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Premi Oscar, 1 candidatura ai David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia, 1 candidatura ai Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 2 candidature agli European Film Awards, 1 candidatura a Lumiere Awards e a San Sebastian, valutazione 8-. Il film mostra, nel modo più evidente e immediato, le atrocità del genocidio funzionale alla pulizia etnica. Peccato che resti troppo, in modo veristico, su un singolo evento, per quanto emblematico, e non allarghi il ragionamento al contesto.

Giovani madri di Jean-Pierre e Luc Dardenne, drammatico, Belgio, Francia 2025. Il film è stato premiato al Festival di Cannes per la migliore sceneggiatura, voto: 7,5. Film che affronta, in una prospettiva neorelista il dramma di giovanissime ragazze madri in contesti sociali particolarmente disagiati. Il film risulta interessante, a tratti avvincente, lascia allo spettatore tanto su cui riflettere e apre una prospettiva di superamento delle tragedie tipiche prese in esame, anche se manca l’elemento socialista del neorealismo di Ken Loach.

A Complete Unknown, di James Mangold, con Timothée Chalamet, Elle Fanning, biografico, drammatico, musicale, Usa 2024. Il film ha ottenuto 8 candidature a Premi Oscar, 3 candidature a Golden Globes, 6 candidature a Bafta, Il film è stato premiato a National Board, 3 candidature a Critics Choice Award, 4 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a Producers Guild, a AFI Awards, 1 candidatura a ADG Awards, 1 candidatura a NSFC Awards, voto: 7,5. Film interessante e appassionante sull’affermazione di Bob Dylan. Significativo che alla sua parabola fondamentalmente opportunistica, nella sua genialità, si mostrano tre scelte differenti incentrate al contrario sull’impegno politico e sociale. Peccato che i temi dell’impegno da cui emerge anche la figura di Dylan restano sullo sfondo e sono poco comprensibili per chi non conosce la storia.

Call my agent serie comica, Italia, seconda stagione, in sei episodi, Nastro d’argento come miglior Commedy dell’anno, voto: 7,5. Ripresa di un serie francese e, naturalmente, della mitica serie Boris, controcorrente migliora rispetto alla prima stagione. Molto godibile, con bravi attori e ottimi apporti di personalità di spicco del mondo dello spettacolo che fanno la parodia di loro stessi. Il rischio è quello del Guilty pleasure, cioè del piacere colpevole, visto che si tratta comunque di una commedia leggera, che sfiora soltanto i problemi reali di questo settore molto influente della sovrastruttura.

L’hangar rosso, di Juan Pablo Sallato, drammatico, Italia, Cile 2026, voto: 7+. Film storico di denuncia del colpo di Stato di Pinochet. Ben girato, con validi attori e un buon ritmo. Davvero un’ottima opera prima. Ciò che colpisce, negativamente, è come cambia la prospettiva da cui reinterpretare questa pagina nera della storia dell’attuale società neoliberista. Non più la prospettiva della vittima, ma del carnefice che, travolto dalla barbara violenza del colpo di Stato, si oppone a questi eccessi e, perciò, diviene, a sua volta vittima del sistema. Il problema è la solita mancanza di spirito critico, per cui, senza effetto di straniamento, lo spettatore tende a impersonarsi in questo esponente gentiluomo della controrivoluzione preventiva.

Andor, seconda stagione, in 12 episodi, di azione, Usa 2025, disponibile su Disney +, voto: 7+. Nonostante faccia parte della saga di Guerre stellari, questa serie si distingue decisamente in meglio anche in questa seconda stagione. Al centro del plot resta una organizzazione rivoluzionaria che organizza la resistenza contro l’imperialismo e conquista il potere dove può. Così, pur essendo rivolta anche al grande pubblico, media in modo avvincente contenuti decisamente avanzati. Il limite principale resta quello tipico dell’individualismo statunitense, per cui c’è una esaltazione del rivoluzionario di professione e una sostanziale denigrazione delle masse popolari, come se non fossero determinanti per ogni reale rivoluzione. La conclusione porta acqua al mulino della schiavitù domestica della donna, in quanto la protagonista si auto reclude nel lavoro della cura della prole, per consentire al compagno di dedicarsi compiutamente alle attività rivoluzionarie.

Sheep in the box di Kore'eda Hirokazu, drammatico, Giappone 2026, voto: 7+. Film ben girato, con bravi attori, lascia abbastanza da riflettere allo spettatore. Film fatto alla maniera di Kore'eda, è perciò razionale, realista e progressista. Il limite principale resta l’idea reazionaria della macchina che si rende autonoma e diviene superiore all’uomo.

The brutalist di Brady Corbet, drammatico, Gran Bretagna 2024. Il film ha ottenuto 10 candidature e vinto 3 Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia, 7 candidature e vinto 3 Golden Globes, 9 candidature e vinto 4 Bafta 9 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, 1 candidatura a Spirit Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a Producers Guild, a AFI Awards, 1 candidatura a ADG Awards, 3 candidature a NSFC Awards, voto: 7. Film significativo dal punto di vista formale, contiene una critica lodevole alla società statunitense dopo la seconda guerra mondiale. Valida anche la critica ai capitalisti anche quando fanno i mecenati. Manca invece la critica del sionismo.

Due spicci di Zerocalcare, animazione 2026, in 8 episodi, disponibile su Netflix, voto: 7-. Dopo l’ottima serie precedente, Questo mondo non mi renderà cattivo, Due spicci non può che essere deludente. Dopo aver affrontato questioni sostanziali, si occupa di questioni essenzialmente esistenziali e autobiografiche. In alcuni episodi mantiene un ottimo ritmo, c’è una satira, ad esempio nei riguardi della religione, graffiante ed efficace. In altri le questioni troppo anguste che affronta la rende anche noiosa.

FolleMente di Paolo Genovese con Edoardo Leo, Pilar Fogliati, commedia, Italia 2025. Il film ha ottenuto: 5 candidature e vinto 2 Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, voto: 7-. Per quanto sia una ripresa di Inside out, per quanto sia al limite del guilty pleasure, la commedia è godibilissima, ha scavi psicologici significativi e lascia anche qualcosa su cui riflettere.

Gioia mia di Margherita Spampinato, drammatico, Italia 2025. Il film ha ottenuto 3 candidature ai Nastri d'Argento, 5 candidature e vinto 2 David di Donatello, voto: 6,5. Commedia abbastanza sofisticata e onesta, che narra l’incontro fra due mondi completamente diversi i quali riescono a trovare un equilibrio avanzato. Il film sfiora appena alcune questioni sostanziali.

Emilia Perez di Jacques Audiard, con Zoe Saldana, commedia, musical, poliziesco, Usa, Messico 2024. Il film ha ottenuto 12 candidature e vinto 2 Premi Oscar, è stato premiato al Festival di Cannes, 7 candidature e vinto 3 Golden Globes, 10 candidature e vinto 2 Bafta, 4 candidature agli European Film Awards, 11 candidature e vinto 7 Cesar, 6 candidature e vinto 5 Lumiere Awards, 9 candidature a Critics Choice Award, 3 candidature e vinto un premio ai Sag Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a Cdg Awards, 1 candidatura a Producers Guild, ha vinto un premio ai Goya, a Afi Awards, 1 candidatura a Adg Awards, voto: 6+. Prodotto dell’industria culturale indubbiamente ben architettato. Il film è godibile e lascia comunque qualcosa su cui riflettere allo spettatore. I premi che ha vinto sono generalmente immeritati, ma anche le critiche veementi giunte da sinistra sono solo in parte condivisibili.

Odissea di Christopher Nolan con Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, avventura, drammatico, fantasy, Usa, Gran Bretagna 2026, durata 172 m, voto: 6-. Prodotto di media qualità dell’industria culturale, in gran parte non ha nulla di significativo da comunicare e aggiungere. Si salva quasi solo nel finale, in cui si sviluppa il tema dell’autocritica dell’imperialismo occidentale. Non va inoltre dimenticato che il film è girato, in modo assolutamente gratuito, nei territori occupati del Sahara occidentale e, già per questo, andrebbe boicottato. Nolan si conferma un buon regista ingiustamente sopravvalutato.

Elisa di Leonardo Di Costanzo, drammatico, Italia 2025, ha ottenuto 2 candidature a David di Donatello, voto: 5.5. Il film mostra l’importanza di un processo di inclusione dei criminali che, grazie al sostegno di un esperto, prendono pienamente coscienza della gravità del proprio delitto, se ne pentono e si riconciliano con la società che li ha di fatto esclusi durante l’espiazione attraverso la pena. Più nello specifico gli autori del film non indagano per niente lo sfondo sociale del crimine, si tratta della condizione di oppressione della piccola borghesia che, con l’affermazione del modo capitalistico di produzione, tende a essere divorata e riassorbita nel capitale finanziario. Né viene sviluppato il tema che la violenza della piccola borghesia se non si rivolge contro la media o la grande borghesia, è decisamente depenalizzata.

Il mostro di Stefano Sollima, prima stagione in quattro episodi, drammatica, Italia 2025, distribuita da Netflix, valutazione: 5. Il regista, che ama rimestare nel torbido, ricostruisce una serie di scenari immondi, in cui non è nemmeno contemplata la possibilità di aprire una prospettiva di superamento.

Marty Supreme, regia di Josh Safdie, con Timothée Chalamet e Gwyneth Paltrow, biografico, drammatico, Usa 2025. Il film ha ottenuto 9 candidature a Premi Oscar, 3 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 11 candidature a Bafta; il film è stato premiato a National Board, 8 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a Producers Guild, a Afi Awards, 1 candidatura a Adg Awards, 3 candidature a The Actor Awards, voto: 5-. Film decisamente sopravvalutato, come la piccola storia ignobile, tipicamente statunitense, che narra con toni epici e senza un minimo di spirito critico e di effetto di straniamento.

09/10/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: immagine creata da intelligenza artificiale Gemini

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L'Autore

Renato Caputo
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