Si è conclusa in data 28/09/2026 la conferenza decisoria chiamata a pronunciarsi sul Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) del nuovo stadio della Roma a Pietralata. Un passaggio cruciale che si è chiuso attraverso il ricorso a una procedura accelerata di appena trenta giorni attraverso i poteri commissariali dell’Ing. Massimo Sessa per Euro32, subcommissari il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, un iter convulso che solleva inevitabili interrogativi amministrativi se confrontato con la complessità e la mole di un'opera destinata a ridisegnare il volto del quadrante nord-est della Capitale.
A fronte di un impatto urbanistico, ambientale e di sicurezza pubblica di primissimo piano, la scelta di comprimere i tempi in una finestra temporale così ristretta – anziché optare per l'istruttoria ordinaria che avrebbe richiesto più tempo, ma avrebbe permesso un’analisi più approfondita della questione – apre un dibattito serrato sulla tenuta delle valutazioni preliminari relative a un'infrastruttura polifunzionale da 60.000 posti, pensata per ospitare non solo manifestazioni calcistiche, ma anche concerti, spettacoli e grandi eventi d'intrattenimento. E apre dubbi sulla politica attuale più interessata a riscontri immediati a breve termine che ragionare su scelte che avranno diverse e, molto probabilmente, insanabili criticità nel lugo periodo i cui costi sociali saranno scaricati sulla collettività.
Le criticità tecniche e il nodo delle prescrizioni vincolanti
Dall'esame delle osservazioni emerse nella giornata odierna durante la lettura del verbale da parte del Rup Enrica De Paulis portato in approvazione definitiva si è potuto comprendere che gli uffici tecnici interpellati avevano prima espresso richieste di integrazioni e solo dopo la rapida controdeduzione del soggetto proponente hanno emesso nell’ambito delle loro competenze pareri favorevoli unicamente a condizione che vengano rispettate prescrizioni rigorose e vincolanti.
Sono numerosi e non ancora risolti gli aspetti più delicati che l'amministrazione e il soggetto proponente dovranno affrontare come:
- La tenuta della mobilità e dei flussi di traffico: L'adeguamento delle infrastrutture viarie e la reale capienza dei parcheggi, giudicati sotto la lente d'ingrandimento critica per evitare la saturazione del quadrante.
- La salvaguardia sanitaria: La gestione e la tutela degli accessi e della piena operatività delle vicine strutture sanitarie, l'Ospedale Sandro Pertini e la clinica Nuova Itor, particolarmente vulnerabili nei giorni di massimo afflusso di pubblico.
- La sicurezza e la vivibilità urbana: L'impatto costante di flussi imponenti di spettatori sulla vita quotidiana dei residenti del IV Municipio con la problematica dell’assenza di un piano parcheggi adeguato. La sfida di 30.000 persone che vengano con i mezzi pubblici appare già persa in partenza e comunque gli altri verranno comunque con auto e moto e non si sono alla conta parcheggi sufficienti.
- L’impatto ambientale: Il progetto cancella di fatto il piano particolareggiato 2012 Centralità Pietralata che, oltre ai manufatti che comunque sono stati realizzati come Rambla o Studentato o in via di realizzo come Tecnopolo, prevedeva a compensazione 14 ettari a verde pubblico con pista ciclabile che andava a ricongiungersi con quella realizzata alla Rambla e non ci sarà più in quanto lì atterra lo stadio con il parco centrale che sarà un parco di 7 ettari frammentato.
Il dialogo dei comitati e la mediazione del Commissario Sessa
In questo quadro complesso, va registrata la posizione responsabile assunta dalle associazioni e dai comitati di quartiere. Pur ribadendo la propria netta contrarietà all'opera e riservandosi ogni opportuna valutazione in sede di ricorso legale, i comitati non si sono chiusi in un recinto di totale chiusura pregiudiziale.
Grazie a un'azione di confronto istituzionale condotta tramite il Commissario Straordinario, Ing. Sessa, è stato raggiunto un risultato concreto: lo stanziamento di specifici flussi di cassa destinati alla costituzione di un fondo ad hoc, volto a mitigare le ricadute sulla vivibilità del IV Municipio e a compensare i disagi derivanti dall'impatto strutturale dell'impianto. Qualcosa che non risulta essere stato pensato né formulato in modo puntuale dalle osservazioni delle istituzioni territoriali che hanno elaborato prescrizioni di massima piuttosto discutibili.
I prossimi passaggi: dal PAUC alla fase esecutiva
L'iter amministrativo non si ferma qui. Le risultanze della conferenza decisoria confluiranno nel PAUC (Piano di Assetto Urbanistico) che verrà intesa come variante al PRG (altra forzatura piuttosto discutibile), il cui atto sarà successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Soltanto dopo questo passaggio formale si potrà aprire la fase successiva, mirata alla stesura della fase esecutiva e alla pubblicazione del bando di gara, un percorso che resta comunque subordinato alla risoluzione delle complessità tecniche emerse e al vaglio di eventuali ulteriori impedimenti procedurali o incongruenze normative.