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Stadio, Conferenza Decisoria al MIT: comitati e associazioni ammessi solo come uditori e presidio dei residenti inascoltato

I rappresentanti dei comitati hanno potuto assistere al dibattito tra gli enti coinvolti, ma senza la possibilità di intervenire formalmente per ribadire le ragioni del "no" e denunciare quelle che definiscono come problematiche irrisolte — a partire dall'impatto sul traffico urbano, la mobilità sostenibile e la tenuta dei servizi pubblici dell'area interessata.  Una decisione che ha fatto discutere e che ha immediatamente innescato polemiche sulla trasparenza del percorso partecipativo.


Stadio, Conferenza Decisoria al MIT: comitati e associazioni ammessi solo come uditori e presidio dei residenti inascoltato Credits: Spadoni

Clima caldo intorno al futuro del nuovo impianto sportivo della AS Roma e non solo per questioni atmosferiche. In data 27/07/2026, presso la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), si è tenuta la Conferenza Decisoria cruciale per il destino del progetto, segnata da un clima di civile, rispettoso, ma forte contestazione verso un progetto calato dall’alto fin dalla conferenza preliminare e dal discutibile dibattito pubblico. Progetto che giunge oggi al suo passaggio conclusivo con un evidente accelerazione con la forzatura della semplificazione amministrativa tramite commissario straordinario Sessa che non ha fatto mistero della sua posizione ad inizio apertura dei lavori: a necessità di procedere senza indugi, facendo leva sulla rilevanza strategica e sull'interesse pubblico dell'infrastruttura per completare in 90 giorni un procedimento che di norma ne richiederebbe 220. Da un lato le istituzioni e i soggetti proponenti che hanno tutto l’interesse affinché il progetto venga approvato in fretta affinché possa addirittura candidarsi per Euro 2032 (e quindi lo stadio andrebbe ultimato nel 2031), dall'altro la cittadinanza organizzata, le associazioni, i comitati, relegati a un ruolo marginale all'interno del tavolo tecnico e tenuti in una stanza attigua ad ascoltare come uditori senza possibilità di intervento, nonostante le numerose e persistenti criticità tecniche, ambientali e viarie sollevate da mesi e persino con vistosi problemi tecnici di ascolto stesso degli interventi ammessi.

Dentro la Conferenza: 

Nel corso della Conferenza Decisoria si è registrato un sostanziale allineamento da parte degli uffici tecnici e delle istituzioni invitate rispetto al cronoprogramma delineato dal commissario, il quale ha ribadito il ruolo strategico dell'opera per l'intero quadrante e la necessità di un'azione celere per centrare gli obiettivi prefissati. Appare evidente come i tempi ristretti, in particolare nel periodo estivo, rischino di non consentire un'analisi sufficientemente approfondita e consequenziale di un progetto particolarmente corposo e complesso, nonostante la linea espressa dai proponenti — tra cui il portavoce della AS Roma, Bernabè — la cui impostazione visiva e progettuale risulta eccessivamente semplificativa rispetto a nodi problematici emersi già dalla conferenza preliminare e rimasti in sospeso. Si delinea così un evidente cortocircuito interpretativo tra chi intende l'azione amministrativa come un facilitatore dei grandi investimenti e chi, al contrario, la vede come uno scrutinio rigoroso e puntuale di tutte le criticità a tutela del benessere collettivo, con la facoltà di esprimere pareri contrari qualora i requisiti non risultino pienamente soddisfatti. In questo contesto, le perplessità delle associazioni durante l’ascolto si estendono all'esiguità dell'area destinata ai parcheggi privati e pubblici, laddove il ricorso a soluzioni di sosta "remota" solleva interrogativi sulla loro reale efficacia rispetto a un semplice ruolo di interscambio, così come fa discutere la proiezione dello stadio quale collettore tra Piazza Bologna e Pietralata — in apparente tensione con il precedente Piano Particolareggiato del 2012 per la Centralità di Pietralata, derivato direttamente dal PRG e orientato a una funzione di pubblico interesse originaria. Criticità analoghe, sebbene al momento non appurate con la dovuta riflessione, saltano agli occhi in merito all'analisi dei flussi di accesso e deflusso dei tifosi, giudicata da più parti semplicistica e ancora gravata da lacune negli orari e nella gestione, oltre a non integrarsi pienamente con l'assetto viario e infrastrutturale del quadrante. Analogamente, la dotazione di verde pubblico — incentrata su un parco centrale con un limite stimato di nuove piantumazioni (819 alberi in tutto, ma si era partiti da ben altre cifre) e frammentato da una piazza pubblica multifunzionale tra percorsi sensoriali e aree di ristoro — suscita dubbi sulla reale consistenza del presunto polmone verde che appare frammentato. A questo si affianca la contraddizione legata alle stime sull'arrivo dei tifosi tramite mobilità sostenibile, tra mezzi pubblici e piste ciclabili non ancora definite nel dettaglio, a fronte di una struttura monumentale in calcestruzzo e laminati di alluminio a sette anelli, dotata di un'ampia area di sicurezza priva di barriere e caratterizzata da un fortissimo impatto urbanistico. Il quadro si completa con la conferma della vocazione polifunzionale dell'impianto, aperto ventiquattr'ore su ventiquattro con zone commerciali, spettacoli ed eventi destinati a estendere l'impatto della struttura ben oltre i confini delle singole giornate di campionato. Non si è valutato nemmeno con la dovuta serietà la gestione dell’Ospedale Pertini per il quale è stato previsto uno spostamento dell’impianto verso Ovest per ridurre l’impatto acustico, né la trasportistica attraverso i treni (molti tifosi vengono anche da fuori Roma) e tutto si è ridotto ad un miglioramento del sistema di segnaletica della linea B e un aumento tramite convenzione per la gestione delle corse. A fronte di un sostanziale allineamento da parte degli enti chiamati ad intervenire al dettato dei tempi stabiliti dal commissario straordinario, in primis Roma Capitale ma anche della Regione Lazio, si sono levate alcune osservazioni interessanti come dalle Ferrovie dello Stato che hanno ribadito che per loro resta inalterato il piano di assetto vigente e da parte della Sovraintendenza che ha messo in luce che ci sono importanti reperti già conosciuti e certificati come il “Castellum Aquae” e la “Villa Romana” per i quali devono essere previsti scavi (anche per poter pensare ad ipotetico integro degli stessi all’interno del progetto), i quali al momento non possono essere fatti sia per il ricorsi a difesa dell’area boscata (sarebbero 3.4 ettari a bosco) da parte delle associazioni e dei residenti stessi, ma anche perché esiste una normativa ben definita a tutela del verde pubblico che è stata ribadita dallo stesso Comune di Roma con suo regolamento. Poco o nulla da parte degli altri enti per i quali si parla di necessità di integrazione armonica del progetto dello stadio con la struttura della Stazione Tiburtina (interventi BTPR), delle compensazioni al parco di Aguzzano messe in luce da Roma Natura che non si è dichiarata contraria al progetto, della riqualificazione della scala pedonale che congiunge Ponte Lanciani con la parte in basso dell’abitato (Via Giuseppe Caracci, Via dei Monti di Pietralata) che al momento è inutilizzabile e dell’obbligo di rispetto dei tempi da parte del soggetto proponente nel rispondere alle osservazioni mosse dagli stessi uffici tecniche del Comune di Roma (Paur) che devono giungere entro il 24 Agosto per le controdeduzioni.

Fuori dal Ministero, il presidio dei cittadini ignorato:

Contemporaneamente, all'esterno del dicastero di Porta Pia, si è radunato un presidio di cittadini e residenti per far sentire la propria voce e protestare contro l'iter procedurale. Cartelli, striscioni e slogan per denunciare la distanza siderale tra le decisioni calate dall'alto e i bisogni reali del territorio. Nonostante la forte mobilitazione, si è potuto solo riscontrare una sorta di muro di gomma istituzionale che ha alimentato il senso di frustrazione e abbandono da parte della cittadinanza attiva, la quale lamenta la totale assenza di ascolto istituzionale sulle tematiche cruciali della sicurezza e della vivibilità urbana.

Quali scenari futuri?

La Conferenza Decisoria al MIT si chiude dunque sotto il segno della spaccatura. Se da un lato l'iter burocratico e politico intende proseguire spedito verso la realizzazione dell'opera, dall'altro il fronte del dissenso si consolida, promettendo battaglia legale e mobilitazione permanente. Le problematiche infrastrutturali ed ecologiche restano sul tavolo, così come il malcontento di una fetta importante della cittadinanza che chiede di non essere trattata da semplice spettatrice.

30/07/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: Spadoni

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