Oggi abbiamo invitato il Prof Giuseppe Aragno, storico dell'antifascismo e del movimento operaio. Insegna Storia contemporanea, collabora con vari giornali e riviste (Micromega, Roars, Il Manifesto etc.), è il portavoce per la Rete per la Costituzione e l'Antifascismo. Il tema dell’intervista è la nuova legge elettorale, approvata dalla Camera e che dovrebbe essere approvata a breve dal Senato. Come è noto si tratta di una legge che ha suscitato molte perplessità sia per il premio di maggioranza, che sancisce il potere assoluto dei vincitori, all’insegna della cosiddetta stabilità governativa, sia per la questione delle liste bloccate (il capolista è scelto dal partito di appartenenza).
Secondo il Prof. Aragno si tratta di una legge peggiore di quella che permise al fascismo di governare il paese e pertanto a suo parere si tratta di un provvedimento vergognoso. Secondo lo studioso, il metodo utilizzato da coloro che vogliono trasformare la nostra repubblica parlamentare in repubblica presidenziale è quello di non intervenire direttamente sulla Costituzione del 1948 ma di prendere misure che hanno lo scopo di svuotarla dei suoi autentici contenuti.
La nostra Costituzione è l’unica scaturita dalla volontà popolare e con l’apporto dei contributi di illustri esponenti politici. Secondo il suo dettato, il Presidente della Repubblica ha il diritto di scegliere il capo del governo, ma se passasse la legge questo diritto di scelta gli verrebbe tolto e sarebbe eletto il leader designato dalla coalizione vincente e da questa scelto. Questa svolta conduce direttamente al primariato, termine che vorrebbe occultare i caratteri autoritari e fascisti di questa istituzione.
Secondo Aragno questo cambiamento negativo è dovuto alla grave crisi del sistema educativo, che ha distrutto la sua funzione emancipatrice, dissolvendo la formazione dei giovani al pensiero critico.
Il Prof. Aragno ha scritto un documento contro questa scellerata legge, che ha raccolto 10.000 firme, e avrebbe potuto essere la base di assemblee territoriali con le quali informare la popolazione e mobilitarla per bloccare questa deriva autoritaria e repressiva, il cui scopo è quello di annullare ogni forma di opposizione. In effetti, negli ultimi decenni abbiamo registrato lo svuotamento del potere legislativo a vantaggio di quello esecutivo e la promulgazione di leggi sulla cosiddetta sicurezza, processi cui ci dovremo opporci in maniera combattiva.