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Australia e Nuova Zelanda, due partenariati strategici per la nuova fase di sviluppo del Vietnam

Le visite di Stato di Tô Lâm in Australia e Nuova Zelanda hanno consolidato due Partenariati Strategici Globali complementari, ponendo le basi per una cooperazione più avanzata in tecnologia, innovazione, formazione, agricoltura sostenibile e integrazione economica nella nuova fase di sviluppo del Vietnam.


Australia e Nuova Zelanda, due partenariati strategici per la nuova fase di sviluppo del Vietnam

Le visite di Stato compiute dal segretario generale del Partito Comunista del Việt Nam e presidente della Repubblica Tô Lâm in Australia e Nuova Zelanda dal 9 al 14 agosto assumono un significato che va oltre la pur importante intensificazione dei rapporti con due partner dell’Asia-Pacifico. Il viaggio ha infatti mostrato soprattutto come la diplomazia vietnamita stia cercando di trasformare i partenariati politici costruiti e progressivamente elevati di livello negli ultimi anni in strumenti direttamente funzionali alla nuova fase dello sviluppo nazionale.

Il momento scelto per le due visite è significativo. Il rapporto con l’Australia è stato elevato a Partenariato Strategico Globale nel marzo 2024, mentre quello con la Nuova Zelanda ha raggiunto lo stesso livello nel febbraio 2025. Le visite di Tô Lâm sono state quindi tra le prime occasioni per verificare come tradurre concretamente questi nuovi quadri di cooperazione in programmi, investimenti, trasferimento di conoscenze e rapporti più stretti tra imprese, università e istituzioni. Secondo quanto affermato dal ministro degli Esteri Lê Hoài Trung, nel corso delle due missioni sono stati firmati complessivamente 62 documenti e accordi di cooperazione.

È un approccio coerente con l’orientamento indicato dallo stesso Tô Lâm all’apertura della 33ª Conferenza diplomatica, il 1º agosto. In quell’occasione, il leader vietnamita aveva sottolineato la necessità di superare una diplomazia valutata soprattutto sulla base del numero di incontri e documenti sottoscritti, chiedendo invece che i rapporti politici si traducano in tecnologie, progetti, mercati e benefici concreti per cittadini e imprese. La diplomazia, nella nuova fase, è chiamata non soltanto a gestire le relazioni internazionali, ma anche ad anticipare i cambiamenti e mobilitare risorse esterne a sostegno dello sviluppo del Paese.

Da questo punto di vista, Australia e Nuova Zelanda presentano caratteristiche differenti ma fortemente complementari rispetto alle esigenze del Việt Nam.

Nel caso australiano, l’elemento più innovativo emerso dalla visita è probabilmente la trasformazione della scienza, della tecnologia e dell’innovazione in un nuovo pilastro strutturale del rapporto bilaterale. A Canberra, Tô Lâm e il primo ministro Anthony Albanese hanno scambiato tre dichiarazioni congiunte: una sull’approfondimento del Partenariato Strategico Globale, una sul rafforzamento della resilienza e della capacità di adattamento delle due economie e una specificamente dedicata alla connettività nella scienza, nella tecnologia e nell’innovazione. Sono stati inoltre sottoscritti sette documenti di cooperazione nei settori dell’agricoltura, della sicurezza marittima e delle frontiere, della formazione professionale, dell’economia digitale, della sanità e dei servizi aerei.

La scelta di dedicare un documento politico autonomo alla cooperazione scientifica e tecnologica è particolarmente indicativa. Secondo il ministro Lê Hoài Trung, è la prima volta che il Việt Nam e un Paese partner adottano una dichiarazione congiunta specificamente destinata al rafforzamento della connettività in questi settori. La prospettiva delineata durante la visita, inoltre, non è più quella di un rapporto nel quale una parte trasferisce semplicemente tecnologia e l’altra la riceve, ma quella della ricerca congiunta, dello sviluppo condiviso e della creazione di valore.

Tô Lâm ha sintetizzato questa evoluzione al Việt Nam–Australia Techconnect Forum di Sydney, proponendo di passare dalla cooperazione alla co-creazione, dal semplice trasferimento tecnologico alla ricerca e sviluppo congiunti e dai collegamenti tra singole organizzazioni alla connessione dei rispettivi ecosistemi dell’innovazione. Tra gli ambiti indicati figurano intelligenza artificiale, semiconduttori, tecnologie digitali e quantistiche, biotecnologie, energia pulita, minerali strategici ed economia marittima.

Non si parte, peraltro, da zero. La cooperazione comprende già l’Australia–Việt Nam Science, Technology and Innovation Cooperation Initiative e l’Australia–Việt Nam Strategic Technology Centre, del quale è stata avviata una seconda fase inizialmente concentrata sulle applicazioni avanzate del 5G e sulle tecnologie fondamentali collegate. A questi strumenti si aggiungono i programmi dedicati all’intelligenza artificiale responsabile, le borse di studio nelle discipline scientifiche e tecnologiche e la crescente collaborazione tra università dei due Paesi, compresi i programmi di formazione dottorale.

È precisamente in questo ambito che la relazione con l’Australia può assumere un valore qualitativamente nuovo. Il Việt Nam ha infatti raggiunto una fase nella quale la semplice capacità di attrarre investimenti stranieri non è più sufficiente: l’obiettivo è ormai aumentare la produttività, sviluppare tecnologie proprie, formare personale altamente qualificato e conquistare segmenti a maggiore valore aggiunto nelle catene globali. Un’economia avanzata come quella australiana dispone di università, centri di ricerca, capacità finanziarie, risorse minerarie e competenze tecnologiche che possono inserirsi direttamente in questo processo.

Anche la dimensione economica tradizionale conserva ampi margini di sviluppo. Secondo i dati ufficiali, nel 2025 l’interscambio bilaterale ha raggiunto circa 14 miliardi di dollari, facendo dell’Australia il settimo partner commerciale del Việt Nam e del Việt Nam il decimo partner dell’Australia. I due Paesi puntano ora a raggiungere un volume di scambi di 20 miliardi di dollari.

La questione principale, tuttavia, non riguarda soltanto la quantità degli scambi. Gli investimenti reciproci e la partecipazione congiunta nei settori tecnologicamente più avanzati dispongono ancora di un potenziale considerevole. La strategia economica bilaterale elaborata negli anni precedenti aveva già fissato l’obiettivo di raddoppiare gli investimenti nei due sensi; la nuova fase può consentire di collegare maggiormente questi flussi a innovazione, tecnologie verdi, energia, trasformazione digitale e formazione del capitale umano.

Il rapporto con la Nuova Zelanda presenta dimensioni diverse, ma non meno funzionali alle priorità vietnamite. Il Partenariato Strategico Globale, istituito nel 2025 in occasione del cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche, poggia su cinque grandi aree: dialogo politico; difesa, sicurezza e cooperazione marittima; economia, commercio e investimenti; cambiamenti climatici, scienza e tecnologia; istruzione e scambi tra i popoli. La visita di Tô Lâm, prima visita di Stato in Nuova Zelanda di un presidente vietnamita dal 2007, ha permesso di iniziare a dare contenuto concreto a questa architettura.

In questo caso, uno dei principali vantaggi deriva dalla forte complementarità tra le strutture economiche dei due Paesi. La Nuova Zelanda possiede competenze riconosciute nell’agricoltura avanzata, nella trasformazione alimentare, nella gestione sostenibile delle risorse, nell’istruzione e nelle tecnologie applicate alla produzione agricola, mentre il Việt Nam dispone di una grande base produttiva, di un mercato di oltre cento milioni di abitanti e di un ruolo crescente nelle catene regionali e globali.

La dichiarazione congiunta adottata ad Auckland individua, infatti, nel commercio e nell’integrazione economica il motore del Partenariato Strategico Globale, ma amplia contemporaneamente il campo verso l’economia verde, l’economia blu e le attività guidate dalla tecnologia. Le due parti hanno concordato di lavorare sulla riduzione delle barriere non tariffarie, sullo sviluppo degli standard e sulla facilitazione degli scambi, facendo maggiore uso dei tre grandi quadri commerciali dei quali entrambi fanno parte: il Partenariato Globale e Progressivo Transpacifico (CPTPP), il Partenariato Economico Globale Regionale (RCEP) e l’Area di libero scambio ASEAN-Australia-Nuova Zelanda (AANZFTA).

Anche alcuni risultati apparentemente settoriali hanno un’importanza concreta. È stato ampliato l’accesso reciproco ai mercati per prodotti agricoli, includendo miele e prodotti del settore cervicolo neozelandesi e fiori recisi e fogliame freschi vietnamiti, mentre il nuovo accordo sulla cooperazione in agricoltura e ambiente dovrebbe facilitare ulteriormente il commercio agricolo, forestale e ittico. Particolare rilievo assume inoltre la cooperazione nell’agricoltura climaticamente intelligente, settore nel quale Wellington può offrire al Việt Nam tecnologie e conoscenze utili per aumentare la produttività riducendo contemporaneamente emissioni e vulnerabilità ambientale.

Questa collaborazione assume un valore strategico soprattutto nella regione del delta del Mekong, dove cambiamento climatico, salinizzazione, gestione delle risorse idriche e trasformazione dei sistemi agricoli sono questioni direttamente collegate alla sicurezza alimentare e allo sviluppo del Paese. La Nuova Zelanda ha confermato il proprio sostegno a programmi dedicati a colture più resilienti, produttive e a basse emissioni, collegando quindi un tradizionale punto di forza della propria economia a una delle principali esigenze di lungo periodo del Việt Nam.

Un secondo pilastro particolarmente promettente è quello dell’istruzione. Le due parti hanno rinnovato l’accordo di cooperazione educativa, estendendo i rapporti alla formazione tecnica e professionale, mentre Wellington continuerà a mettere a disposizione borse di studio e programmi destinati anche ai funzionari pubblici vietnamiti. La formazione rappresenta un settore nel quale la relazione può produrre effetti ben superiori alle dimensioni relativamente contenute dell’economia neozelandese, soprattutto se i programmi universitari e professionali vengono collegati alle esigenze concrete della trasformazione produttiva vietnamita.

Il dialogo con le imprese svoltosi ad Auckland ha mostrato inoltre una volontà di superare una concezione puramente commerciale del rapporto. Tô Lâm ha invitato le imprese neozelandesi a considerare il Việt Nam non soltanto come un mercato, ma anche come partner per ricerca, sviluppo dei prodotti, produzione e innovazione nel Sud-Est asiatico. Parallelamente, il Việt Nam può fungere da porta d’ingresso verso il mercato ASEAN, mentre la Nuova Zelanda può facilitare una maggiore partecipazione delle imprese vietnamite alle catene del valore di qualità nella regione del Pacifico.

Questa impostazione sarà essenziale anche per raggiungere l’obiettivo di portare l’interscambio Việt Nam–Nuova Zelanda a 3 miliardi di dollari. Il traguardo non dovrebbe essere considerato soltanto in termini quantitativi. Come lo stesso Tô Lâm ha sottolineato ad Auckland, la qualità futura della cooperazione dovrà essere misurata anche attraverso il contenuto tecnologico, il grado di connessione tra le economie, la partecipazione alle nuove catene del valore e i benefici prodotti per cittadini e imprese.

Australia e Nuova Zelanda offrono dunque al Việt Nam due forme differenti di complementarità. Canberra dispone di una maggiore massa economica e finanziaria, di capacità nella ricerca avanzata, nei minerali strategici, nell’energia, nelle tecnologie emergenti e nell’istruzione superiore. Wellington può mettere a disposizione competenze altamente specializzate nell’agricoltura ad alta tecnologia, nella gestione ambientale, nella formazione, nell’economia blu e nella trasformazione sostenibile dei sistemi alimentari. Entrambi i Paesi possono contribuire alla formazione delle risorse umane, elemento che emerge come uno dei temi trasversali più importanti dell’intero viaggio.

Esiste inoltre una dimensione strategica più ampia. Il rafforzamento dei rapporti con Australia e Nuova Zelanda deve essere letto nel quadro della tradizionale politica estera vietnamita di indipendenza, autonomia, multilateralizzazione e diversificazione. Approfondire la cooperazione con Canberra e Wellington non implica una scelta esclusiva nei confronti di altri partner. Al contrario, permette al Việt Nam di ampliare ulteriormente la rete di relazioni che sostiene la propria autonomia strategica, acquisendo risorse, tecnologie e opportunità da interlocutori differenti.

In questo senso, i due Partenariati Strategici Globali sono anche strumenti della strategia vietnamita di integrazione internazionale. Australia e Nuova Zelanda partecipano insieme al Việt Nam al CPTPP e al RCEP, cooperano strettamente con l’ASEAN e attribuiscono un ruolo importante alla sua centralità nell’architettura regionale. La relazione bilaterale può quindi essere moltiplicata attraverso strutture regionali più ampie, collegando commercio, sicurezza economica, resilienza delle catene di approvvigionamento e cooperazione nella regione del Mekong.

Le visite di Tô Lâm in Australia e Nuova Zelanda mostrano quindi una diplomazia vietnamita che cerca sempre più di collegare le relazioni esterne alle esigenze della trasformazione interna. Nella nuova fase, il valore di un Partenariato Strategico Globale non sarà determinato soltanto dalla frequenza degli incontri politici o dall’ampiezza delle dichiarazioni comuni, ma dalla capacità di produrre risorse per lo sviluppo, aumentare l’autonomia tecnologica, formare capitale umano, diversificare mercati e catene di approvvigionamento e migliorare concretamente la competitività dell’economia vietnamita.

La fase successiva sarà tuttavia quella più importante. Il successo delle visite, come ha affermato lo stesso leader vietnamita, non dovrà essere misurato soltanto attraverso i documenti sottoscritti, ma attraverso la capacità delle istituzioni, delle imprese, delle università e dei centri di ricerca dei tre Paesi di tradurli in risultati verificabili. Se questo passaggio verrà realizzato, Australia e Nuova Zelanda potranno occupare una posizione sempre più significativa nella strategia attraverso cui il Việt Nam punta a combinare apertura internazionale, autonomia, innovazione e sviluppo sostenibile nella nuova era.

20/08/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Giulio Chinappi
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