Al contempo le stesse elezioni hanno visto una significativa perdita di voti da parte del Partito comunista russo guidato sempre dall'anziano Gennadij Zjuganov, in carica dal 1993. Secondo Alberto l'attacco ha rafforzato la compattezza del popolo russo verso il governo e il declino del PCR sarebbe dovuto al suo appoggio troppo acritico a Putin. Quanto alla soluzione del conflitto, che non sembra molto vicina, qualche speranza sorge dal prossimo incontro del G20, che si terrà in Florida nel prossimo dicembre, cui probabilmente non parteciperà Putin in persona, ma un suo inviato. Alberto aggiunge che molto probabilmente che il conflitto Nato / Russia si risolverà sul campo, ma le questioni più generali, che riguardano il sorgere del mondo multipolare e il ridimensionamento del cosiddetto Occidente collettivo non potranno essere affrontate e composte nello stesso modo, pena lo scatenamento di una guerra apocalittica. Altri argomenti trattati nell'intervista sono la politica russa verso il conflitto nell'Asia occidentale, il legame della Russia con la Cina e con l'Iran, il problema della scarsità delle risorse energetiche, per la semichiusura dello Stretto di Hormuz e per il controllo di Bab el Mandeb da parte dello Yemen, con il conseguente aumento di tutti i prezzi. Alberto sottolinea anche l'invio degli aerei italiani, senza l'approvazione del parlamento, contro gli yemeniti, ottenendo soltanto che un Euro-Fighter del valore di 120 milioni di euro è stato colpito. Questi eventi si stanno svolgendo mentre i governi europei lanciano sempre nuove minacce contro la Russia, mentre Trump dalle Nazioni Unite si scaglia contro il mondo intero, mentre probabilmente Usa e Israele si stanno preparando ad un nuovo attacco contro l'Iran. In questo scenario i popoli del mondo avrebbero tutte le ragioni per levarsi in piedi e pretendere con forza con cambiamento di politica intenazionale, dato che quella attuale ci può solo far precipitare in un ennesimo conflitto, che sarò certamente peggiore dei precedenti.